Published On: Mer, Lug 2nd, 2014

Incontro della Città Metropolitana di Genova… e del Tigullio, oggi a Chiavari

Come diceva Nanni Moretti in un film “I nomi sono importanti“. Pertanto nella ormai bollentissima questione della città metropolitana che sostituirà la Provincia di Genova entro gennaio 2015 (dopodomani, in pratica) servono due cose. La prima, ovvia ma non attuata, è stabilire le competenze, gli organigrammi, la divisione dei ruoli etc. Impresa già alquanto difficoltosa.
La seconda potrebbe offrire al Tigullio una maggiore sponda politica. Basterebbe infatti una modifica nella definizione ufficiale del nuovo Ente: “Città metropolitana di Genova E del Tigullio”. Detto ciò, ecco quanto riferisce L’Anci Liguria a proposito dell’importante incontro di oggi. Per i comuni del Levante ligure associati a Genova le parole d’ordine sono quelle pronunciate da Levaggi oggi:  E’ chiaro che i circa 30 comuni del nostro comprensorio dovranno “fare sistema” insieme…”

Si è svolto oggi presso una sala del Consiglio Comunale gremita, l’incontro promosso da ANCI Liguria per accompagnare i Sindaci e le comunità locali del Levante genovese nel percorso verso la Città Metropolitana. Molti gli amministratori dei Comuni del Golfo del Tigullio e delle Valli Fontanabuona, Aveto, Graveglia, Sturla e Petronio presenti. L’ appuntamento si è posto l’obiettivo di spiegare e approfondire i dettagli e gli adempimenti necessari per l’attuazione della legge n. 56/2014. Sono interventuti Marco Doria, presidente di ANCI Liguria, Sindaco di Genova e Sindaco della Città Metropolitana, Roberto Levaggi, Sindaco di Chiavari e Vicepresidente ANCI Liguria, Pierluigi Vinai, Segretario Generale ANCI Liguria.

La legge Delrio segna una svolta epocale per il governo territoriale del nostro Paese e in questo senso le Città Metropolitane avranno un ruolo fondamentale di impulso per la crescita, lo sviluppo economico e l’occupazione, la semplificazione burocratica e l’efficienza dei servizi ai cittadini – spiega Marco Doria, Presidente di ANCI Liguria – La Città Metropolitana saprà inoltre valorizzare al meglio le specificità e le potenzialità economiche, tecnologiche, culturali e sociali che si trovano al proprio interno, poggiando saldamente sui Comuni, sulla solidità della loro organizzazione, sulle loro capacità tecniche e professionali, sul rispettivo radicamento sociale e la storia delle proprie comunità locali”.

“A mio avviso con la legge Delrio cambieranno molte cose per gli enti locali”- dichiara Roberto Levaggi, Sindaco di Chiavari e Vicepresidente ANCI Liguria – ” Fino ad oggi esisteva una Provincia che, seppur gestita da un ottimo commissario, non era più un organismo politico e quindi difficilmente prendeva decisioni importanti e strategiche per i comuni limitrofi: l’ingresso dei sindaci nella Città Metropolitana darà al nuovo ente un ruolo politico importante. E’ chiaro che i circa 30 comuni del nostro comprensorio dovranno “fare sistema” insieme, dovremo studiare  uno statuto che possa dare il giusto spazio ad un’area che è vasta ed omogenea. All’interno dovranno essere contenuti specifici elementi in materia di pianificazione territoriale, urbanistica, ambiente, turismo ed edilizia scolastica. Alcune competenze, fino ad oggi della Regione, verranno assorbite dalla Città Metropolitana, e questo dal mio punto di vista è una fatto positivo. Al di là delle divergenze partitiche e politiche, su questi temi dobbiamo essere uniti e avere obbiettivi condivisi. Con l’ANCI e Delrio, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, solleciteremo il governo affinché inserisca le giuste risorse finanziarie per attivare l’ente e farlo funzionare al meglio.

Noi sindaci del comprensorio stiamo già lavorando insieme per una visione unitaria e condivisa, si tratta quindi di mettere a sistema quello che già stiamo facendo per traguardarlo in questa nuova fase istituzionale. Non dimentichiamo infine che stiamo parlando di una delle aree metropolitane più importanti del paese, che comprende circa 850.000 abitanti, praticamente oltre la metà dell’intera popolazione ligure, quindi con un rilievo e una forza preponderanti rispetto ad  altre regioni d’Italia. E’ necessario fare leva su questo aspetto: adesso la legge c’è e dobbiamo lavorare in modo propositivo affinché le specificità del nostro territorio siano inserite con chiarezza nel futuro statuto in modo che, al di là dei cambiamenti dei singoli rappresentanti, possano rimanere come punti fermi a garanzia di tutti. Se uniti potremo cogliere quelle opportunità di un’ interlocuzione forte col governo nazionale, grazie alle maggiori competenze – oltre a quelle mutuate dalla Provincia – che il nuovo ente avrà”.

Quello di Chiavari è il quarto incontro formativo del primo ciclo di seminari organizzati da ANCI Liguria su tutto il territorio della provincia di Genova, attraverso i quali i Sindaci e i consiglieri comunali dei 67 Comuni che confluiranno nella Città Metropolitana potranno arrivare preparati alle diverse tappe previste dalla riforma.

Nel mese di settembre si svolgeranno le elezioni del consiglio metropolitano – costituito da 18 membri eletti tra i Sindaci e i consiglieri dei Comuni della provincia di Genova – e l’insediamento della conferenza metropolitana, che riunisce i 67 Sindaci dei Comuni. Entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano dovrà approvare lo statuto e il 1° gennaio 2015 la Città Metropolitana subentrerà a tutti gli effetti alla Provincia di Genova. (Fonte: ANCI Liguria)
città metropolitana Genova

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  1. L'ase ha detto:

    Caro Cafro con queste idee cervellotiche,più che perderlo,il senso del ridicolo lo stiamo conseguendo. Vogliamo abolire le Province per mettere in piedi un altro carrozzone. Non dormono la notte per studiare come fottere il prossimo(che poi sarebbe il popolo)?

  2. La questione è di carattere ontologico: cosa dovrebbero essere questi nuovi enti metropolitani? Supercomuni multimunicipali a stretta integrazione o simil-province con gioco di prestigio lessicale? L’Italia ha bisogno della prima versione, per sviluppare un senso di cittadinanza allargato e creare economie di scala nei servizi. Non ha senso pensare che l’alta montagna torinese debba ricadere sotto un’amministrazione metropolitana solo perché faceva parte della Provincia di Torino. Stiamo perdendo il senso del ridicolo.

  3. L'ase ha detto:

    Ci vuole tutto per dirigere una città,ora si vuole dirigere un’area,metropolitana,per i propri interessi,ma ciò per i cittadini(forse é meglio chiamarli sudditi) non ha importanza. Altro che art.133 della Costituzione di cui la Regione si fa scudo,con alcuni Sindaci compiacenti. Poi dicono che c’é disaffezione ad andare a votare! Non tutti sono concordi nello stabilire,oltre alle altre cose,nuovi carrozzoni dove vige la legge del più forte.

  4. Redazione ha detto:

    L’idea è corretta, ma qui si è scelta la strada della città metropolitana, dopo una lunga battaglia di posizione.

  5. Ma perché non fate “sistema” costituendo direttamente una nuova circoscrizione provinciale? Oppure ampliando una provincia limitrofa? Per inerzia? La città metropolitana in Italia è una innovazione importante, ma dovrebbe essere “indossata” solo dai territori che manifestano facies di conurbazione. Art.133 della Costituzione, please.

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