Published On: Gio, Lug 7th, 2016

Infiltrazioni mafiose e pochezza politica

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato inviato da Mario Chella
“Sono d’accordo con il segretario della federazione del PD Tigullio nonché consigliere regionale Luca Garibaldi quando sul Secolo XIX-Levante del 5 luglio u.s. afferma che Raffaella Paita “ha commesso un errore politico chiedendo il sostegno dell’allora Sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti”.  Ciò in occasione delle “primarie” del gennaio 2015 che vedevano contrapposti Paita e Cofferati  sulla scelta del candidato PD alla Presidenza della Regione Liguria.

Sennonchè anche il buon Garibaldi commette un grave errore politico quando sembra addossare alle “infiltrazioni mafiose” l’esito infausto delle elezioni amministrative del 2014 che hanno messo fine all’ esperienza di centro sinistra a Lavagna.

Vorrei ricordare che la giunta Vaccarezza-Caveri aveva fermamente sostenuto, così come la federazione PD del Tigullio, la proposta di realizzare una cosiddetta “colmatina” alla foce dell’Entella  allo scopo di ospitare il depuratore unico del Tigullio Orientale.

Posizione politico-amministrativa di incredibile leggerezza  dal momento che anche le pietre (anche le più dure) sapevano che gran parte di Lavagna è classificata “zona rossa” (cioè soggetta a piene alluvionali cinquantennali) e che la “colmatina” avrebbe ristretto la foce e ostacolato il deflusso delle acque, aumentando a dismisura i pericoli alluvionali.

A Lavagna, nel 2014, la contesa elettorale amministrativa si era giustamente incentrata su questi temi  e, proprio su questi temi, la maggioranza della popolazione lavagnese aveva contrastato e disdetto l’Amministrazione di centro sinistra.

Altro che le “infiltrazioni mafiose” evocate da Luca Garibaldi!  Queste semmai  vi sono state nel gennaio 2015 in occasione delle “primarie” per candidare la Paita alla Presidenza della Regione Liguria.

Dunque non si cambino maldestramente le carte in tavola e, soprattutto, non si perseveri nella soluzione di un depuratore unico del Tigullio Orientale da collocarsi ora sulla colmata di Chiavari. Soluzione che ha  due gravissimi difetti :

  1. a) un effetto negativo sullo sviluppo economico-turistico di Chiavari;
  2. b) una condotta a mare di liquami non depurati dalla Val Petronio a Chiavari, lunga 8 chilometri, del costo equivalente a quello di un nuovo depuratore,  nonché  soggetta  a mareggiate con evidenti pericoli di rotture e di gravi danni all’intera economia turistica del Tigullio (altro che i danni provocati dalla rottura della “piccola” condotta di Chiavari avvenuta in questi giorni !).

Un noto imprenditore chiavarese aveva definito tale soluzione come una “porcata”.

Il Signor Cesare Boggiano di Assobalneari di Lavagna, più modestamente,  dichiara al Secolo XIX: “un’idea talmente folle che non si capisce neppure come possa essere nata se non dalla presenza di interessi economici di qualche soggetto coinvolto”.  Credo che in tantissimi siano d’accordo con ambedue.

Chiedo a questo punto a Luca Garibaldi e al giovin ingegnere Enrico Pignone, consigliere delegato della Città Metropolitana:  per non perdere altra credibilità politico-amministrativa e altri voti non sarebbe il caso di chiudere questa infausta partita del depuratore unico  e aprire quella dei depuratori di vallata?”

Dott. Mario Chella (ex deputato e sindaco di Sestri Levante)

Depuratore di Genova Quinto

Depuratore di Genova Quinto

 

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