Published On: Mer, Ott 28th, 2015

Inquinamento in località Ramaia. Conti chiede chiarimenti all’Amministrazione

La zona della Ramaia (posta nella frazione di Santa Margherita di Fossalupara) è nell’occhio del ciclone essendo la zona migliore per posizionarvi il depuratore fognario di Sestri Levante e della val Petronio, dopo il possibile (e per noi auspicabile) No di Regione Liguria al progetto “Iren” del depuratore comprensoriale unico nella Colmata del porto di Chiavari.
Uno dei possibili “sì ma...” su questa ipotesi era inquietante: la zona sarebbe inquinata perché è stata una delle discariche utilizzate dalla fabbrica tubi FIT e dall’acciaieria collegata, prima della chiusura della fabbrica. A quanto sembra (vedere il caso del Parco Serlupi) sono molte le zone da controllare (una mappatura è stata richiesta da M5S).
La cosa singolare è che la zona della Ramaia è di proprietà comunale, quindi il controllo e l’eventuale  bonifica sono più necessari che mai, visto che si tratta di un bene pubblico per giunta posto vicino alle falde acquifere.

Il consigliere Marco Conti (Popolo per Sestri) scrive: Inquinamento in Località Ramaia? il Sindaco Valentina Ghio chiarisca le dichiarazioni di Industria Ambiente srl. Rischio concreto o tentativo di ostacolare l’ eventuale realizzazione del depuratore di vallata in quella zona?

Nello studio commissionato dalla Città Metropolitana ad Industria Ambiente s.r.l., è riportato che il sito in località Ramaia, di proprietà del Comune del Comune di Sestri Levante, “potrebbe necessitare di un intervento di bonifica dei suoli dovuto a possibile contaminazione degli stessi, il che farebbe aumentare i costi delle opere accessorie e di inserimento ambientale dell’ eventuale depuratore di vallata….

Scrive Conti:
“Vista l’ufficialità del documento presentato e discusso in ATO (Ambito territoriale ottimale della Città Metropolitana di Genova), mi chiedo se questo documento ha un valore anche nella comunicazione di un potenziale inquinamento e quindi se debbano essere attuate le procedure operative ed amministrative ai sensi dell’art. 242 del Testo Unico Ambientale. Infatti la medesima procedura si applica all’atto di individuazione di contaminazioni storiche che possano ancora comportare rischi di aggravamento della situazione di contaminazione.

Ma la domanda che sorge è: il sito è inquinato oppure no? Perché in caso affermativo l’amministrazione comunale capitanata dal Vice Sindaco della Città Metropolitana dovrebbe [comunque] procedere senza indugi con gli accertamenti e l’eventuale bonifica, come prescrive l’ art. 250 del T.U ambientale.

A pensar male di fa peccato ma spesso ci si azzecca! Non vorrei che sia un’ allarmismo studiato con lo scopo di far lievitare i costi dell’ eventuale depuratore di vallata di Sestri Levante e della Val Petronio.  Se così però non fosse allora il Comune deve prendere provvedimenti immediati, la salute dei cittadini non può essere alla mercé della convenienza politica!

Non deve passare inosservato il fatto che l’ eventuale realizzazione di un depuratore alla Ramaia potrebbe essere l’ occasione di prendere due piccioni con una fava: bonificare l’ area dall’inquinamento (se reale) e risolvere una volta per tutte il problema depurazione.”

ramaia

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