Published On: Ven, Dic 20th, 2013

Interrogazione in Parlamento su recupero ambientale delle miniere di Libiola

Il consigliere comunale di Sestri Levante Albino Armanino ha trasmesso al deputato Grimoldi (Lega Nord) la documentazione relativa alla bonifica ambientale dello splendido sito, che purtroppo nel passato è stato utilizzato come discarica. Ecco l’interrogazione rivolta al Ministro dell’Ambiente.
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02990
Mercoledì 18 dicembre 2013, seduta n. 140

GRIMOLDI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

— Premesso che:
l’area mineraria chiamata «Ex miniera di calcopirite di Libiola» è situata nel comune di Sestri Levante (GE) e le frazioni più prossime alla miniera sono Libiola e Tassani;
il primo sfruttamento della miniera risale all’età di bronzo, circa 3100 a.C., tant’è che una parte della miniera è stata perimetrata con vincolo archeologico; a seguito di uno sfruttamento discontinuo durante il medioevo, inizia uno sfruttamento vero e proprio nel 1859 che prosegue per decenni, tra alti e bassi;
l’impoverimento del rame spinge i proprietari della miniera, nel 1935, ad adottare un impianto di flottazione che, mediante l’uso di acidi forti portava in evidenza le parti di rame presenti nei minerali cavati; gli scarti del processo, fortemente inquinati venivano scaricati in una vecchia cava d’argilla in località Fossa Lupara, sempre nel comune di Sestri Levante, che poi ha preso il nome di Ramaia e ha sopravvissuto, senza alcuna protezione fino alla chiusura nel 1962;
nel complesso minerario emergono oggi quattro problemi rilevanti:
il primo riguarda le gallerie vecchie di 150 anni e il rischio di crolli, anche in considerazione che in molti gallerie circola un significativo quantitativo di acqua;
il secondo problema riguarda l’inquinamento chimico e l’acidificazione delle acque e delle sabbie fluviali causata dell’intensivo sfruttamento minerario che ha portato allo scoperto ed abbandonato significative quantità di minerale che, entrando in contatto con l’acqua, sia piovana che fluviale, si destabilizza liberando elementi chimici che inquinano il territorio; infatti, le analisi svolte dall’ARPAL nel 2004 hanno mostrato il superamento delle concentrazioni stabilite dalla normativa vigente in elementi molto dannosi per la salute pubblica, come il cromo esavalente;
proprio per la necessità di bonifica del sito, nel 2005 è intervenuto il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con un accordo di programma ai sensi della legge n. 388 del 2000, articolo 114, comma 20, firmato il 18 novembre 2005, tra lo stesso Ministero, la regione Liguria, la provincia di Genova e il comune di Sestri Levante, «per la bonifica ed il recupero ambientale dei siti ex estrattivi minerari delle miniere di Libiola»;
sono stati assegnati 450.000 euro per la bonifica, di cui 250.000 gestiti dalla regione e 200.000 gestiti dal comune, ma non sono chiari né l’effettivo stanziamento di tali finanziamenti né la consistenza degli eventuali lavori attivati;
il terzo problema riguarda i capannoni industriali abbandonati in località Balica, ad un chilometro scarso dall’abitato di Santa Vittoria di Libiola, che hanno i tetti in eternit, con pezzi che si staccano puntualmente nelle giornate ventose creando emergenza ambientale da rischio amianto;
il quarto problema è rappresentato dal fatto che i vuoti di coltivazione a cielo aperto della miniera sono stati per un periodo di almeno 8 mesi discarica di RSU del comune di Sestri Levante, tant’è che nelle foto scattate sul territorio affiorano molti sacchetti di plastica;
a seguito del sopraccitato accordo di programma del 18 novembre 2006, con decreto dirigenziale n. 4153 del 29 dicembre 2006, la regione Liguria ha incaricato Sviluppo Italia Aree produttive s.p.a. della realizzazione di uno studio geologico e idrogeologico sul sito ex miniere dei Calcopirite di Libiola, a seguito dell’acquisizione e riorganizzazione dei dati disponibili;
il documento conclusivo di tale studio effettuato nel periodo gennaio 2007-maggio 2009 ha confermato la complessità del sito e la presenza di metalli pesanti sul territorio, nonché dati importanti e informazioni di dettaglio ai fini dell’attuazione degli interventi di bonifica e di regimazione delle acque;
sono stati condotti monitoraggi ai fini dell’individuazione delle relazioni tra l’ammontare delle precipitazioni nell’area di ricarica della miniera e la portata agli sbocchi delle gallerie e delle sorgenti naturali monitorate; le misure di mitigazione consigliate prevedono la necessità di interventi per la bonifica dell’area;
ai fini della garanzia della salute pubblica occorrerebbe innanzi tutto realizzare al più presto un depuratore della falda acquifera –:
se il Ministro intenda adoperarsi, anche a seguito dell’accordo di programma sottoscritto «per la bonifica ed il recupero ambientale dei siti ex estrattivi minerari delle miniere di Libiola», allo scopo di esaminare lo stato di inquinamento dei suoli e della falda acquifera e valutare gli interventi opportuni da adottare. (4-02990)

Acqua blu, Libiola

Acqua blu, Libiola

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