Published On: Mer, Feb 29th, 2012

Intervista a Getto Viarengo, candidato sindaco di Chiavari


Dopo l’intervista di ieri al candidato Roberto Levaggi (Pdl con alcune liste civiche), prosegue con Giorgio “Getto” Viarengo (Pd e liste collegate) la presentazione dei candidati alla carica di sindaco a Chiavari
.

Getto Viarengo è un autore specializzato in storia locale. E’ vicepresidente della CNA di Chiavari ed è contitolare di un’impresa di servizi per i Beni culturali. E’ esperto in musica della tradizione popolare ligure e collabora con diverse testate giornalistiche e case editrici.

Da dove deve ripartire Chiavari?
Da un management migliore del bilancio comunale. Nonostante la crisi, Chiavari è una città ricca. Nonostante il “sindaco-manager” Agostino, abbiamo 11 milioni di debiti che bloccano in parte la macchina comunale, a causa dei vincoli imposti dal Patto di stabilità.
Inoltre c’è una grande opera pubblica da eseguire immediatamente…

Quale?
La buona manutenzione della città. Il lavoro quotidiano è rendere più efficienti i servizi erogati ai cittadini e alle imprese.  Chi paga molto per le tasse ha diritto di pretendere il meglio, e non una trascuratezza istituzionalizzata.

I cittadini e le imprese oggi chiedono con intransigenza a tutti i futuri amministratori una cosa immediata e ineludibile: favorire e non ostacolare lo sviluppo dell’economia e la formazione di posti di lavoro.
Siamo realisti: partiamo da un dato di fatto: comunque vada la Lames andrà via da Chiavari: sono 400 posti di lavoro che si trasferiranno, pur restando –auspico- nel comprensorio.
La giunta Agostino non ha fatto niente per le attività produttive. Si è concentrata sulle opere pubbliche, fallendo, e su progetti immobiliari che spesso sono rimasti al palo (Colonia Fara e Colmata mare). Dal punto di vista delle politiche pubbliche, i fondamentali del leghismo non sono stati rispettati: le imprese abbandonate a se stesse; il commercio è vivo e vegeto solo grazie alle iniziative auto organizzate. Il progetto della Colmata è scaduto e si è alzata bandiera bianca, rinviando il tutto al dopo elezioni.

Quale soluzione allora per la Colmata?
Oggi dentro la piscina del Lido sono cresciuti due alberi. Si deve passare da un’area degradata a un’area di eccellenza. Il presidente dell’Entella Tonino Gozzi [che è anche manager della Duferco group, multinazionale dell’acciaio presente in 40 nazioni con 8500 dipendenti, ndr] ha giustamente suggerito di fare riferimento all’esperienza della città di Nizza. Anche altri imprenditori e le categorie sono d’accordo sull’idea di realizzare un hub sportivo del Tigullio in grado di attrarre turismo, di dare servizi ai residenti, di fare sistema col commercio e con la rete dell’artigianato e delle imprese.

Parliamo di politiche pubbliche…
Da sindaco, una delle prime azioni da fare è recuperare il ruolo di città centrale del Tigullio: convocherei un incontro dei sindaci del comprensorio. Non per parlare, ma per realizzare, e per contrastare un aspetto negativo dell’elezione diretta dei sindaci, che ha condotto a una deriva campanilistica che produce duplicati di servizi, dispersione di energie e di capitali. Un piccolo disastro inavvertito ma reale.

L’idea di pensare a una Città dell’Entella è condivisa anche dal candidato moderato Levaggi…
Sono un candidato indipendente di sinistra. La Città dell’Entella è una realtà della Storia, non di un partito: ogni volta che per lavoro consulto un archivio, vecchio di secoli o più recente, vedo che questa città è sempre stata il punto di riferimento tra Genova e La Spezia. Parlano di circondario gli ordini dei commercialisti, degli avvocati, degli architetti… Se chiudiamo la partita del tribunale e della Asl4 del Tigullio, dovremmo rassegnarci a essere una delle periferie di Genova.
Per giunta abbiamo appena realizzato 3500 metri quadrati per il nuovo tribunale e la Asl4 è bene amministrata, anche se dev’essere razionalizzato e migliorato il servizio di Pronto soccorso, che è buono nei contenuti ma pessimo nei tempi.

Torniamo all’economia di Chiavari.
La città ha perso un tesoro: i giovani. Ecco i dati: più del 50% degli elettori  supera i 60 anni di età. Gli ultra settantenni sono 3000.
L’artigianato ha già superato il massimo della flessibilità possibile. Parlo da persona che lavora ma che l’anno scorso ha pagato duramente una situazione di crisi.
Il commercio ha invece compiuto un mezzo miracolo, realizzando un ricambio generazionale, nonostante i dati demografici di cui ho detto.
Il commercio si è aperto alla città con la cultura e l’organizzazione di eventi, riuscendo a mantenere forte un settore fondamentale per Chiavari. La cultura e la conoscenza sono importanti per l’economia. Per esempio, un commerciante ha la possibilità di offrire a un turista americano il rimborso dell’Iva sui prodotti acquistati, grazie a una legge poco conosciuta.

Cosa può fare l’Amministrazione?
Il centro storico e commerciale si è allargato molto negli ultimi anni. Però vi sono alcune aree del centro che non sono frequentate, come via Rivarola. In quelle zone si può costruire un sistema di agevolazioni per favorire la creazione di imprese attraverso la detassazione. Naturalmente in cambio l’azienda dovrà garantire il mantenimento della sede per un periodo di tempo minimo.
Contiamo di fornire un aiuto concreto anche per la realizzazione degli eventi di rilievo culturale.
Non trascuriamo infine la manutenzione ordinaria di cui parlavo all’inizio: servizi, pulizia, igiene e decoro della città. Raccolta differenziata dei rifiuti, difesa dell’ambiente naturale e urbano, qualità dei trasporti e delle infrastrutture.

Come snellire il Comune?
Il metodo è quello della trasparenza, e invece l’ufficio URP [relazioni col pubblico] di Chiavari è chiuso. Assurdo, un Comune dovrebbe avere le porte sempre aperte, a partire dal sindaco; il contrario esatto di quanto avviene. In questo senso valuto positivamente la sussidiarietà, cioè la risoluzione dei problemi e la creazione di servizi dal basso da parte dei cittadini, purché liberi da legami con partiti, clan affaristici e piccoli monopoli. Il sindaco non è un padrone, né un podestà, e nemmeno un tutore di cittadini “minorenni”.

In linea con quanto propone a Genova Marco Doria, anche lui candidato sindaco?
Marco Doria verrà all’inaugurazione del mio point, venerdi prossimo, alle 18 in via Mongiardini. La sinistra vive grazie al dialogo a partire dal basso, deve offrire soluzioni e non parole, dev’essere su ogni tema più innovativa dei nostri competitori. E’ quanto richiedono i nostri elettori di sempre. Sono convinto che è la richiesta della maggioranza degli abitanti di Chiavari.

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