Published On: Ven, Ott 25th, 2019

Intesa per la “tutela” del commercio nel centro di Sestri. Pensare anche alla crisi di vendite

Intesa tra Comune di Sestri levante, Regione Liguria e Camera di Commercio per la tutela del tessuto commerciale del centro storico di Sestri Levante. nel centro storico di Sestri levante, un problema comune anche ad altre città liguri. La tutela è utile su alcune questioni, come evitare che si vendano schede telefoni e cover di cellulari nelle strade dello shopping. Ma la questione più importante per il commercio nelle zone turistiche resta quella di ripensare all’offerta di prodotti e di valutare i costi necessari a tenere aperta un’attività commerciale. Questo compito certo non tocca alla politica (siamo ancora -per quanto tra gli ultimi al mondo- in regime di Libero mercato), ma tocca agli esercenti e alle loro associazioni.
I nodi che -dopo questo passo comunque utile- si dovrebbero affrontare sono almeno tre:

1. Il costo elevato degli affitti, cui si aggiunge la tassazione dello Stato, la più alta al mondo in relazione al PIL per abitante. I soldi prelevati dal Governo Centrale vengono poi utilizzati malissimo: siamo tra gli ultimi per efficienza della spesa pubblica: vedere gli assurdi dati sulla efficienza della Spesa pubblica nel mondo del World Economic Forum e l’immagine con gli spaventosi dati sull’Italia qui sotto. Costo degli affitti, tasse e spesa statale inefficiente sono elementi tra loro molto collegati.
2. La concorrenza dell’e-commerce, soprattutto nell’abbigliamento;
3. La mancanza di una offerta legata alla domanda potenziale da parte dei turisti.
Cosa chiede infatti un turista straniero in visita in Liguria?
Una cosa soltanto: un francese non chiederà certo un profumo Chanel, o una shirt Lacoste; un tedesco non vorrà dei crauti.
Si dovrebbero offrire prodotti dell’artigianato locali (ceramiche, gadget, cibo). Abiti con design locale, o almeno si può da una shirt qualsiasi fare una stampa con disegni firmati e unici (non certo la classica maglietta o cappellino “I love NYc”). Cibi a km zero, confezionati per la spedizione o il trasporto insieme con prodotti dell’artigianato locale (così si crea una filiera nuova).
Invece, a oggi non esiste una linea di prodotti pensata per i turisti italiani ed esteri. Il che è tragico, e si somma negativamente ai due problemi su elencati.
La “Intesa” si basa su una indicazione di “rispetto e vincolo” estetico, considerate le aree in cui si trovano. Ciò ha senso soprattutto per bar e ristoranti, ma non risponde alla necessità e urgenza di rilancio:

“Dopo il periodo di elaborazione e confronto fra Enti coinvolti e categorie oggi a Sestri Levante la firma dell’Intesa per la tutela del tessuto commerciale del centro storico di Sestri Levante. Comune, Regione e Camera di Commercio hanno firmato l’Intesa tra gli Enti per individuare le zone di particolare valore archeologico, storico, artistico, paesaggistico da sottoporre a specifici vincoli per l’insediamento di attività commerciali, redatta con la collaborazione di Soprintendenza, ASCOM e Confesercenti. L’Intesa estende il raggio di azione del Patto d’Area siglato nel 2015 sia dal punto di vista delle aree coinvolte che delle caratteristiche che gli esercizi commerciali dovranno avere per rispettare il pregio paesaggistico e storico della zona in cui si trovano.
La nuova Intesa amplia quindi l’area del centro storico sottoposta a vincolo: sono coinvolti corso Colombo, via Asilo Maria Teresa, via XXV Aprile, via della Chiusa fino al civico 31, vico Lombardo, via Cappuccini fino al civico 43 incluso, via Garibaldi, piazza Matteotti, vico Bottone, via Palestro, via Cappellini, vico Macelli, via Penisola di Levante, via Portobello, piazza Dina Bellotti, vico Marina di Ponente, piazza Marsala, via Byron, via Hans Christian Andersen, vico del Coro, piazza Cavour, piazza Avv. Marcello Rizzi e galleria Spagnoli.

Le vie oggetto dell’Intesa saranno quindi soggette a misure per la tutela dei caratteri storico-architettonici-ambientali, limitando la nuova introduzione di attività commerciali lontane dalle caratteristiche del tessuto locale, con l’obiettivo di salvaguardare l’identità culturale e le peculiarità del territorio, guardando al contempo alla qualificazione del comparto commerciale e la valorizzazione delle tradizioni e produzioni locali.

L’Intesa prevede una serie di attività che non potranno essere esercitate nell’area del centro storico, come phone center, sexyshop, compro oro, sale scommesse, accessori per telefoni cellulari. Tutte le nuove aperture saranno soggette a specifica autorizzazione rilasciata dallo Sportello Unico Attività Produttive di Sestri Levante che esaminerà la conformità del tipo di attività alle caratteristiche richieste dall’Intesa.

L’Intesa si propone inoltre di creare un gruppo di lavoro composto dall’Amministrazione Comunale e dai rappresentanti delle categorie commerciali sul tema del decoro delle vetrine e delle occupazioni di suolo pubblico del centro storico per definire le tipologie di arredo per l’esposizione e relativi colori, materiali e modalità di collocazione.