Published On: Gio, Mag 10th, 2018

Ipotesi biciclette in Caruggio. Gli esempi di Siena e Ferrara

L’amministrazione comunale di Chiavari appare sempre più determinata a facilitare l’uso della bicicletta in città. Dopo aver iniziato l’istallazione di rastrelliere (il nostro articolo qui http://www.tigullionews.com/bicicletta-ne-abbiamo-capito-limportanza-si-spera/), ora tocca alla regolamentazione della viabilità. Se finora l’uso della bici in “caruggio” è stato del tutto vietato, in futuro le cose potrebbero cambiare.

L’Assessore alla Viabilità Giuseppe Corticelli ha infatti annunciato che il Comune sta lavorando ad un piano che potrebbe prevedere il passaggio dei ciclisti in Via Martiri della Liberazione e Via Vittorio Veneto. Una novità che richiede però prudenza. Il nodo sembra essere quello della “convivenza” tra bici e pedoni, specie bambini, anziani e persone con cani. Per questo l’assessore pensa, d’intesa col Comandante dei Vigili urbani Luigi Defranchi Bisso, all’introduzione del limite dei 10 chilometri orari, una velocità più alta di fatto non si può comunque tenere nel centro storico, e all’obbligo di scendere dal veicolo in presenza di affollamento. Oltre a ciò, si sta valutando anche l’ipotesi di costruire un parcheggio di interscambio nei pressi di San Lazzaro, a Carasco, per alleggerire la grande mole di traffico su Caperana, collegando Carasco e Chiavari tramite navette e bici, che si possono utilizzare anche lungo l’Entella.

Per ora si tratta soltanto di ipotesi, ma l’idea di consentire il passaggio delle bici nel cuore del centro storico nonchè commerciale di Chiavari è al passo, finalmente aggiungiamo noi, di tante grandi città italiane, dove da anni pedoni e ciclisti coabitano all’insegna dell’ambiente e della salute. Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Bologna ma anche Torino o la piccola Rovereto. Piste ciclabili, apposita segnaletica, limiti di velocità, zone vietate, servizi di bike sharing ecc… Le norme vigenti a Siena (http://www.comune.siena.it/La-Citta/Territorio/Direzione-Territorio/Servizio-Traffico-mobilita-e-trasporti/Biciclette-nel-centro-storico-Cycling-in-Siena-historic-City-Centre), in particolare, sono molto simili alle ipotesi al vaglio da noi:

-i ciclisti possono circolare nella zona a traffico limitato del centro storico ) con velocità massima di 10 km/h

-i ciclisti devono

  1. seguire le direzioni di marcia previste per i veicoli
  2. condurre a mano la bicicletta quando siano di intralcio o di pericolo per i pedoni (art.182 Codice della strada)
  3. dare sempre la precedenza ai pedoni
  4. procedere a passo d’uomo quando incrociano o superano i pedoni(le traiettorie pedonali sono imprevedibili e irregolari)
  5. avvisare i pedoni del proprio passaggio di notte, avere accesa la luce bianca anteriore e luce rossa o rifrangente posteriore

Lettura molto interessante sull’argomento è inoltre “Per una città amica delle biciclette” (rintracciabile online in pdf), scritto da Gianni Stefanati, dal lontano 1995 coordinatore del progetto per l’uso delle biciclette in città del Comune di Ferrara, conosciuta come la città italiana delle biciclette per antonomasia. L’autore opera una distinzione di carattere urbanistico: “se la città si presenta a scacchiera con quartieri definiti si può pensare al concetto di rete ciclabile, primaria e secondaria, se viceversa si presenta una configurazione con un centro storico o una zona a forte rilevanza storico-urbanistica con quartieri periferici satellitari è bene considerare ipotesi di piste ciclabili a raggiera, lavorando nel centro storico con altri strumenti di moderazione della circolazione. Si può cominciare considerando il collegamento tra due nuclei dove forte è la richiesta di trasporto, ad esempio un quartiere fortemente popolato e l’area di concentrazione lavorativa che spesso coincide con il nucleo della città, oppure focalizzare l’attenzione su percorsi casa-scuola.” Chiavari sembra cadere nella seconda ipotesi, così come il collegamento con Carasco di cui parla l’assessore. Stefanati offre  spiegazioni esaustive anche riguardo alla differenza tra piste e corsie ciclabili, così come ad altri elementi di viabilità: da semafori specifici a pasaggi in due tempi, da corsie di asstemento a dissuasori di velocità.

Speriamo si possa realizzare un piano di circolazione delle due ruote efficiente e soprattutto attuabile, con buon senso da parte di tutti.

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