Published On: Ven, Nov 13th, 2015

Iran, 2000 impiccati, ma la RAI si inginocchia

La RAI intervista il presidente iraniano RUHANI (grafia corretta con la U e non la O. Colpa di noi ignoranti, che copiamo la grafia inglese che sballa le pronunce), tramite una giornalista umoristica, vestita con una sorta di chador aperto e abito nero in stile DARTH VADER. La giornalista è come inginocchiata, prona, implorante sia nella prossemica sia nelle domande. E noi italiani, resi ignoranti dai media (questa è ormai la loro missione), continuiamo a immaginare un Iran che non esiste. Tranne la parte più avvertita della nostra popolazione, quella che non indossa il chador cranico o la cintura di castità al cervello.
LA REALTA’ IN IRAN E’ BEN DIVERSA
Una vista migliore da quello consuetamente strabico dei media (pronti ad accanirsi solo contro Israele e gli “americani”, quando si parla di politica internazionale) la danno gli oppositori politici iraniani, come quelli di matrice socialista di Iran Resistenza, i quali avranno i loro difetti ma non quando forniscono dati che in Europa e Italia ormai vengono “censurati”.
ALTRO CHE LA RAI. SI LEGGA
“L’alto numero di impiccagioni e la perpetua violazione dei diritti umani in Iran destano profonda preoccupazione.
La violazione dei diritti umani in Iran da più di tre decenni non conosce sosta. Durante la presidenza di Rouhani ci sono state oltre 2000 impiccagioni, cosicché l’Iran è il primo paese per il numero di impiccagioni rapportato alla sua popolazione. Inoltre in Iran avviene il numero più alto di impiccagioni di minori.
Amnesty International, il 23 luglio, in un comunicato ha denunciato che “dall’inizio del 2015 fino al primo luglio in Iran ci sono state 694 impiccagioni e questo è un salto senza precedenti. Se il ritmo rimarrà questo – ha affermato Said Boumedouha, vice direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa – arriveremo a più di mille esecuzioni quest’anno”.
L’Iran detiene il numero più alto delle esecuzioni di minorenni. Le impiccagioni di appartenenti alle minoranze etniche e religiose si sono intensificate. Alcuni sacerdoti cristiani si trovano in carcere per il loro credo. In Iran le violazioni dei diritti delle minoranze, delle donne e dei cittadini sono istituzionalizzate.
Nell’ estate 1988, in seguito ad una fatwa di Khomeini, hanno impiccato oltre 30.000 prigionieri politici, di cui la maggior parte appartenevano ai Mojahedin del popolo iraniano (PMOI), perché non erano disposti a rinnegare le loro idee politiche. Molte organizzazioni di difesa dell’uomo hanno definito questo come crimine contro l’umanità. Molti dei responsabili di quel crimine oggi fanno parte della classe dirigente del regime. Mostafa Puormohammadì e Ebrahim Reisì – due membri del comitato della morte creato su ordine di Khomeini per quel genocidio – oggi sono rispettivamente ministro della Giustizia e procuratore generale della Repubblica islamica.
Il 5 agosto 2015 l’Alto commissariato dell’Onu per I diritti umani ha espresso le sue preoccupazioni sulla situazione dei diritti umani in Iran e ha dichiarato che “l’uso delle impiccagione in Iran e’ stata un problema per lungo tempo”.
Noi condannando le impiccagioni in Iran; chiediamo al Governo italiano di condizionare ogni negoziato e i rapporti commerciali all’arresto delle impiccagioni e al rispetto dei diritti umani.
Noi chiediamo, altresì, al Governo italiano che nelle sedi internazionali, tra cui le Nazioni Unite, prema sull’Iran affinché Fermi le esecuzioni capitali.
Noi condanniamo tenacemente l’attacco missilistico contro il Campo Liberty il 29 ottobre , causando la morte 23 residenti inermi e decine feriti, chiediamo a Stati Uniti e Nazioni Unite, che molte volte si sono impegnati per iscritto riguardo alla sicurezza e al benessere dei membri del PMOI a Camp Liberty, di prendere misure immediate per porre fine al disumano assedio imposto a Liberty e garantire protezione al campo e riconoscere Liberty come il campo profughi.”
Mahmoud Hakamian
iran

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