Published On: Mar, Feb 14th, 2012

Iran, la base dell’attacco USA è in Georgia?

Una bomba magnetica è stata applicata da un motociclista su un’auto dell’ambasciata israeliana a Nuova Dehli.

Nello stesso tempo anche un’auto dell’ambasciata israeliana in Georgia ha subito lo stesso attacco, ma nel caso di Tiblisi, l’addetto all’ambasciata si accorto dell’ordigno. In India invece ci sono stati due feriti. L’uccisione di uno scienziato nucleare iraniano, avvenuta mesi fa a Teheran, era avvenuta con la stessa modalità: una bomba magnetica applicata su un’automobile da un motociclista.

E’ possibile quindi che si tratti di una ritorsione iraniana (Teheran però smentisce di essere dietro agli attentati), come afferma il premier israeliano Benjamin Netanayhu.

Perché questo attacco in Georgia?
Ha fatto scalpore un articolo di Rick Rozoff sul sito Stop Nato, riportato anche dalla stampa iraniana filo-regime.
Secondo Rozoff nel corso del recente meeting tra Saakashvili e Obama, avvenuto alla Casa Bianca lo scorso 30 gennaio, USA e Georgia avrebbero discusso i dettagli di una partecipazione georgiana all’attacco contro l’Iran.
Evidentemente Obama non si fida del ruolo della Turchia, e preferisce avere in Georgia le basi di rifornimento per la forza di strike.

Lo scambio prevederebbe “l’utilizzo del territorio georgiano per gli attacchi contro l’Iran, in cambio degli aiuti allo stato caucasico, che con appena 4,7 milioni di abitanti è il terzo stato del mondo a percepire aiuti americani”. Inoltre Saakashvili avrebbe chiesto “supporto” per garantirsi la rielezione alle prossime presidenziali.
Va precisato che Rozoff è esplicitamente schierato su posizioni anti Nato e antioccidentali.
Dopo l’incontro con Obama il presidente georgiano ha incontrato il Segretario di Stato Hillary Clinton, i principali responsabili del Senato per gli Esteri, il direttore della CIA David Petraeus (ex responsabile delle spedizioni in Iraq e Afganistan), e si è infine incontrato col ministro (segretario) della Difesa Leon Panetta al Pentagono.
La scorsa settimana il ministro della Difesa georgiano Bacho Akhalaia ha annunciato l’arrivo di una delegazione militare americana.
Come si ricorderà, pochi anni fa la Georgia si trovò nel mezzo di una crisi internazionale, e venne attaccata dalla Russia, che oggi appare sempre più su posizioni filo-iraniane.

La Russia -sia pure in crisi politica– da sempre considera il Caucaso come una propria area, ed è in guerra da decenni con i ribelli islamici della Cecenia. Dopo anni di confronto nel Caucaso, proprio in Georgia Pertanto Mosca non vedrà di buon occhio la imminente realizzazione di una “military town” nella città di Lazika… SEGUE su La Pulce di Voltaire

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