Published On: Gio, Ott 15th, 2015

Iren cerca un miliardo sul mercato obbligazionario. Luci o ombre? Il futuro delle multiutility a capitalismo “pubblico”

Iren punta a ottenere un miliardo di euro dal mercato obbligazionario. La società a capitale pubblico ha di recente avuto una serie di pesanti contestazioni nel Tigullio per aver gestito il settore dell’acqua con bollette troppo alte, e per avere ottenuto una corsia preferenziale nella realizzazione del sistema di depurazione del Tigullio (questione che sarà risolta dalla Regione Liguria). Iren è stata accusata di essere la “cassafortedi una parte del PD, e di avere in Liguria le spalle coperte dal Comune di Genova e (quindi) dalla Città metropolitana, la cui trazione anteriore è saldamente sbilanciata in favore del sindaco di Genova Doria, rispetto al Tigullio.

Gli azionisti maggiori del Gruppo Iren (al 31/12/2013) sono legati da un patto di sindacato e sono: Finanziaria Sviluppo Utilities, controllata pariteticamente dai Comuni di Torino e Genova, che detiene il 35,96% del capitale sociale ordinario e il 33,30% del totale (comprensivo delle azioni di risparmio); i Comuni di Reggio Emilia, Parma, Piacenza e oltre 70 tra Comuni ed Enti del territorio emiliano che detengono il 23,51% del capitale sociale ordinario e il 21,77% del totale. Inoltre la Finanziaria Città di Torino (FCT) detiene anche 94.500.000 azioni di risparmio (7,4% del capitale sociale).

LUCI E OMBRE, CON UN DEBITO A 2,2 MILIARDI 
IREN prevede di chiudere il bilancio 2015 con un margine lordo tra i tra 650 milioni e i 660 milioni di euro. Il rapporto tra indebitamento e margine operativo lordo dovrebbe assestarsi tra 3,4 e 3,5.
I debiti tuttavia sono superiori ai 2,2 miliardi, una cifra degna della massima attenzione (la Corte dei Conti ha voce con una multi-utility di capitalismo socialista su base interregionale?).

La società di analisi finanziaria Kepler Cheuvreux ha peggiorato da “Buy” a “Hold” (mantenere) il suo giudizio su Iren.
Altre negatività: l’ex amministratore delegato di Iren De Sanctis ha percepito una “liquidazione” di 950 mila euro per un solo anno di lavoro per Iren che ha scatenato le proteste dei cittadini di Reggio Emilia, che hanno sfilato al grido di vampIREN.
Cosa ancora più grave, pochi mesi dopo la chiusura del suo rapporto con IREN, De Sanctis è andato a dirigere la sezione italiana del colosso tedesco dell’energia E.On, che in teoria ( a meno di alleanze inconfessabili o inconfessate) è un concorrente di IREN.

La Consob ha inoltre comunicato che il 3 marzo 2015 UBS Group ha ridotto la partecipazione detenuta nel capitale di Iren, dal 2,019% allo 0,615%.

Il Piano industriale 2015-2020 presentato nella scorsa estate è tuttavia ottimistico: previsti 1,8 miliardi di investimenti, di cui 480 per l’innovazione nei settori Energia, Acqua, Ambiente per una “Multiutility 4.0“. Ma le multiutility putiniano-sovietiche o emiliano-italiane non devono essere chiuse, secondo le indicazioni ministeriali?

BOND OBBLIGAZIONARI
Iren è pronta a lanciare un bond finalizzato a rimborsare in anticipo le scadenze debitorie del 2016. La decisione presa da Cda della multiutility interregionale ha avviato un piano Emtn da 1 miliardo di euro (N.B. riservato a investitori istituzionali). Il rendimento dell’obbligazione sarebbe pari al 3,125%.
La prima obbligazione emessa dall’AD Massimiliano Bianco dovrebbe raccogliere tra 300 e 500 milioni di euro. In questo modo IREN allunga la sua posizione debitoria (come si sta facendo per la Grecia di Tsipras?), alzando la quota obbligazionaria e diminuendo il debito bancario.

L’indebitamento finanziario netto di Iren, al 30 giugno, era di 2,15 miliardi (in calo di 131 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2014).

Già nel 2014, dopo una emissione di 125 milioni nel 2013,  IREN ha emesso un’obbligazione da 300 milioni in scadenza nel 2020, aperta a investitori “istituzionali e qualificati”.

pinocchio firenze

Chi è Pinocchio? (opera di Lino Monopoli)

IREN_RINNOVABILI

Displaying 1 Comments
Have Your Say
  1. Rino ha detto:

    Quella dell’acqua è un brutta (anzi bruttissima)storia. Non è bastato un referendum,cosa ci vuole ancora? Io per la mia quota ho già dato,come si usa dire da queste parti. Infatti,è arrivata una bolletta di € 186 e rotti. Ma quello che mi fa più specie è che per un consumo d’acqua per € 87,85 mi vengono addebitate per fognatura €19,18,per depurazione € 51,15,per una meglio non identificata quota di servizio pari ad € 10,21 (leggendo dietro al foglio pare che sia l’IVA) ed infine per oneri di perequazione (bontà loro) di € 0,81 (questo non è specificato,ma se tutti lo pagano,trete voi le conclusioni). Considerato che l’acqua è un bene primario (nessuno lo produce se non il buon Dio)questo arricchimento a carico dei cittadini mi sembra esagerato. La depurazione e sopratutto la fognatura (che non assolve quanto detto). Poi ci meravigliamo se i manager vanno in pensione(oltre a quella,lauta,che prenderanno),con una buonuscita che avrebbe pagato tutti gli operai che lavorano per la ditta. E Renzi che va alle premiazioni sportive con un aereo che Obama se lo sogna ed a carico del popolo,non le vede queste cose? Forse a lui non gli arrivano le bollette,ma se gli arrivassero con quello che prende se ne frega!!!

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>