Published On: Gio, Ott 8th, 2015

“Israele il cancro”, documentario al Centro Zapata di Genova, che non si occupa di ISIS, di Libia, di Siria, di talibani, di Venezuela, Cuba e Corea del Nord, ma solo di “ebrei”

Polemica a Genova, innescata dall’evento della proiezione pubblica di un documentario già nel titolo spaventoso: “Israele il cancro“, in cui l’Italia delle leggi razziali, degli accordi con i palestinesi che permisero l’infamia di Sigonella e della Lauro, l’Italia di Mussolini e quella degli accordi sul petrolio arabo, da’ ancora una volta il peggio di sé. Come se le stragi che in questi giorni hanno colpito famiglie e accoltellato -non “persone“, come scriveva ancora ieri notte TGNews24 Rai, ma “israeliani” NON ESISTESSERO. Come se la strage di Fiumicino, l’attentato alla Sinagoga di Roma, quello alla sinagoga di Buenos Aires, la strage alle olimpiadi di Monaco 1974 e un infinità di altri crimini recenti e nazifascisti oltre che stalinisti NON esistessero.

I centri sociali eccellono in questa fede che considera solo una parte, la stessa colpita nel Medio Evo e dall’Inquisizione gesuitica. Fin dai tempi di Isabella la Cattolica.
Così a Sampierdarena, dopo che il Municipio di Genova ovest ha negato l’uso del centro civico Buranello –anche per merito della protesta dell’ambasciatore di Israele Naor Gilon-, la proiezione del documentario in questione è stata spostata al centro Zapata. Rossi, capogruppo di Lega Nord in Municipio centro-ovest ha chiesto se c’erano stati permessi pubblici per la proiezione del “documentario” al Buranello. Dopo di che il Municipio ha detto che Rossi “screditava” l’Ente pubblico.

In realtà una discussione pubblica e politica seria e democratica dovrebbe chiedersi se in Italia, dopo Mathausen e San Sabba, dopo Primo Levi e Leone Ginzburg, sia ancora possibile proiettare un “documentario” con quel titolo e quella finalità. Si tratta di un contesto purtroppo internazionale,  neofascista e dell’estremismo di sinistra, fatto proprio anche da parte di un’opinione pubblica rimbecillita dal troppo web e dai troppi Tg parziali o nulladicenti, che presentano sempre lo scontro tra Israele e il mondo sunnita-sciita di stampo alqaidista e terrorista pendendo da una parte sola, presentando l’altra parte in maniera tipica degli anni ’30 e ’40 del Novecento. In quanto tali, simili iniziative, condotte spesso da governi e università (che in alcune nazioni europee oggi boicottano i prodotti, i professori e le università israeliane come l’Italia fascista) oltre che dalla stampa e da alcuni partiti e centri “politici”, dovrebbero essere vietate, in quanto propaganda razzista e fascista.

Bus israeliano

Bus israeliano

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