Published On: Gio, Dic 19th, 2019

Italia: troppe leggi fatte coi piedi. Il caso IMU sulle case popolari

Difficile dare torto al presidente di Regione Liguria, nel caso “IMU per le case popolari”. Il problema è sempre lo stesso. Nella nazione -unica in Europa- con due Camere legiferanti e dotata di 250.000 leggi, oltre alle leggi e regolamenti regionali, comunali ed europei, per giunta NON si sanno fare leggi funzionali. Si dovrebbe imitare le nazioni più efficienti, invece di quelle più deficienti: per fare buone politiche pubbliche, servono studi specifici (vedi il testo di Paolo Della Sala sulle Public policy).

Comunicato di Regione Liguria

GENOVA. “Nel momento in cui in Italia si registra il record di povertà, il Governo giallorosso, che si dice dalla parte dei più deboli, ha deciso di imporre una nuova tassa che andrà a colpire proprio i più bisognosi. Nella manovra appena approvata dal governo c’è infatti un provvedimento che accorpando Imu e Tasi impone a tutte le Aziende regionali per l’edilizia pubblica di pagare le imposte sugli alloggi togliendo preziose risorse per la manutenzione degli stessi, per la messa in sicurezza e anche per la realizzazione di nuove case”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore all’Urbanistica Marco Scajola in merito alla tassa sulle case popolari, prevista dal Governo.

In Liguria le quattro Arte (una per provincia) gestiscono circa 13mila alloggi: 6600 nella città metropolitana di Genova, 2700 nella provincia della Spezia, 1200 nella provincia di Imperia e 2500 in quella di Savona.

“Facendo una proiezione solo su Genova, per esempio, Arte dovrebbe pagare 2 milioni di euro di Imu, soldi che non potrebbero quindi essere investiti per la manutenzione degli alloggi stessi. Ci auguriamo che questo provvedimento venga modificato immediatamente ma nel caso questo non si verificasse – prosegue Toti- ho appena chiesto di inserire nella manovra regionale 1 milione di euro per aiutare Arte a pagare questa imposta scriteriata, che sarebbe una beffa per le fasce più deboli che i grillini e la sinistra proteggono solo a parole”.