Published On: Ven, Ott 18th, 2013

Italy in a day della Rai è una boiata pazzesca?

Italy in a day è un progetto molto bello. Viene da lontano, è un “format” nato in altri luoghi e in altri anni, ma l’idea è più che giusta: il regista premio Oscar Gabriele Salvatores, il famoso presentatore Fiorello con altri “testimonial” invitano gli italiani muniti di telecamera o smartphone a filmare una giornata particolare (non esattamente quella del film di Ettore Scola), -insomma- un frammento della loro vita quotidiana.

Tutto ciò è volto a offrire uno spaccato dell’Italia vera, quella che non emerge nei Tiggì, nei gierre, nei giornali, nelle riviste, nei film dei Vanzina, nei discorsi dei politici, nel supermercato alle casse (quando la gente si fa più ciarliera, per fugare le ombre dell’ennesimo prelievo dal proprio portafogli, in cambio di cibo).

E Salvatores, Fiorello e Nicola Savino sono lì a chiederti di girare per loro il tuo spaccato. Nel trailer di Italy in a day ti chiedono puntuti :
Quale è la tua Italia?
e
Di cosa hai paura?
… e molto altro, in attesa del tuo parto, da realizzare il 26 di ottobre 2013, per consegnarlo ai posteri, il tuo prodotto, perché sarà il tuo film mica il loro, della Rai e di Salvatores.

Io -quando penso al titolo di questo evento culturalmente significativo creato dalla Rai per noi spettatori/cittadini- mi sovviene una cosa, una soltanto…

…Che se nello stato americano dell’Arizona il padrone di una tv privata locale avesse ideato qualcosa di analogo -chessò: Arizona in a day, ebbene no, se non l’avesse chiamato Arizona in a day ma -intendendo però dire proprio arizonainaday- avesse avuto l’uzzo di chiamarlo Casoria inte ‘na jurnata, oppure La Spezia in te ‘n giurnu, ebbene ripeto SE, allora ho il sospetto che gli arizoneschi o arizonati o insomma quelli lì, gli abitanti dell’Arizona, ma tutti proprio tutti, sono quasi certo che avrebbero preso il proprietario di quella televisione lì, con tutti i suoi redattori, i registi yankees, il Salvatores dell’Arizona col suo cappello alla Tex Willer, i giornalisti e i tecnici delle luci e li avrebbero messi col culo nudo in cima ai cactus saguaro che ci sono oltre confine, trasportandoli da Phoenix, Tucson e Nogales fino al confine, per metterli col sedere in cima ai cactus fino a Chihuahua, Durango e Città del Messico. Ecco cosa avrebbero fatto, quelli dell’Arizona.

Cactus saguari

Cactus saguari

italy in a day

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