Published On: Lun, Giu 22nd, 2020

La bella storia di Henry Wilberforce Clarke e di villa DilKusha a Sestri Levante

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Premessa (Testo di Laura Nicolini)
Tra le fotografie e cartoline d’epoca di Sestri una in particolare mi ha sempre colpita piu’ di altre.
Raffigura due bambini a bordo di una carrozza trainata da un asino, probabilmente ripresi mentre giocano percorrendo un lungo viale d’accesso ad una Villa dalla fattura molto bella e particolare, un tipo di architettura che qui da noi non era usuale per l’epoca.
La foto è del fotografo Borasino e risale circa al 1895, vi è annotato anche il nome “Villa Clara, Sestri Levante”
Piu’ tardi la villa si chiamerà Segesta, è tuttora sita in Via Antica Romana Occidentale (all’altezza della stazione ferroviaria) dove è visibile il cancello d’entrata e il vialetto ornato a siepe e abeti, alla fine del quale si vede la villa…
Il paesaggio attualmente è diverso e quella vista così ariosa e bucolica della fotografia non esiste più.
Credo sia stata ristrutturata dividendola in piu’ unità abitative.

La ricerca
Durante una ricerca sul sito della Biblioteca Nazionale di Francia, trovai un paio d’anni fa un piccolo trafiletto di rivista risalente al 1906, un avviso commerciale che aveva per oggetto la vendita di una villa con annesso terreno a Sestri Levante:
Italie – magnifique propriétè à moitiè chemin entre Gênes et La Spezzia; a 12 miles de St-Margherita, à 10 miles de Rapallo est à vendre en entier ou en lots. Cette propriété est située à Sestri Levante qui possède un joli port et un hôtel de premier ordre. Pour tous renseignements s’adresser à M. W. Clarke, Villa DilKusha à Sestri-Levante, Ligurie, Italie.” (Italia, magnifica proprietà a metà strada tra Genova e La Spezia, a 12 miglia da S.ta Margherita, a 10 da Rapallo, da vendere per intero e divisa in appartamenti.).

Appena l’ho letto non so perché… ma ho pensato a quella villa.
A questo punto, mi ci sono messa d’impegno, ho approfondito la ricerca e sono riuscita a rintracciare l’atto di morte di mr. Wilberforce Clarke, avvenuta nel nostro comune nel 1905.
La morte all’ufficio di Stato Civile fu comunicata dal figlio Alberto (Herbert) Wilberforce Clarke di 31 anni e dal giardiniere Romeo Vai.
Dichiararono che il Signor Henry Wilberforce-Clarke mancò nella casa posta in Santo Stefano al numero civico 26, alle ore 17.00 del 4 ottobre 1905, all’età di 64 anni.
Dichiararono che la professione era quella di Ingegnere Militare, che era residente a Sestri, nato in India da Richard e Charlotte Clarke, la moglie era Anna Elisabetta Pudney.
Santo Stefano al numero 26…
Ricordo di aver fatto una ricerca su Google maps, e usando la street view avevo visto chiaramente il numero 26 che ancora oggi si trova sul pilastro di ingresso a sinistra di Villa Segesta.
Ecco quindi la conferma che questa villa fosse in origine di proprietà di questo signore inglese ed ecco spiegata la sua inusuale architettura.

Il Tenente Colonnello Ingegnere inglese Henry Wilberforce Clarke nacque nel 1840, compì i suoi studi in Gran Bretagna al Cheltenham College e successivamente alla Accademia Militare di Addiscombe, dove si graduò secondo del suo corso nel 1860.
Nel 1862 si trasferì in India per entrare a far parte del Corpo dei “Bengal Engineers”, per poi entrare nel 1863 nel Departimento Lavori Pubblici dell’India.
Purtroppo “Mr. Boxer” (come lo soprannominavano gli amici) era cagionevole di salute e per questo motivo dovette fare ritorno frequentemente e per lunghi periodi in Europa per curarsi. Ottenne comunque diversi incarichi come ingegnere per la progettazione di ferrovie anche in Egitto.
Nel 1891 si ritira dal lavoro.
Nel 1872 aveva sposato Florence Lucy Hurt nella chiesa di St. James a Piccadilly, nel centro di Londra. Da lei avrà quattro figli, due maschi e due femmine; Herbert, il figlio che ne dichiarò la morte, era nato a Karachi in India a Settembre del 1874.
Poi Wilfred Henry Wilbeforce Clarke, nato a Karachi il 5/12/1876, quindi Alice Beatrice Wilberforce Clarke, nata il 13/2/1878 a Calcutta e un’altra bambina.
Florence muore e Henry sposa la seconda moglie Anna Elizabeth Pudney il 7/1/1897 in Inghilterra a Maldon nell’Essex.
E’ conosciuto oltre che per il suo lavoro di ingegnere anche per essere stato ottimo traduttore di varie opere di letteratura persiana, scrisse qualche opera lui stesso.
Ho trovato un necrologio, compilato da un suo amico Tenente colonnello come lui, con l’aiuto della moglie Anne Elizabeth, pubblicato a Marzo 1906 sul “The Royal Engineers”, che descrive la sua vita e racconta come, dopo aver viaggiato largamente in Europa e India, avesse deciso di stabilirsi qui a Sestri Levante nella piccola proprietà da loro chiamata Dilkusha, di circa 100 acri, un terreno favorevole alla crescita di olive, viti, arance fichi ecc., con l’idea ed il desiderio di implimentare e sviluppare questa attività coinvolgendo i figli.
Ho trovato infatti alcuni documenti successivi alla sua morte, in particolare un certificato di passaggio in territorio canadese da St. Albany, nel Vermont, per i due figli maschi, Herbert e Wilfred. Era luglio 1909, all’epoca avevano 33 e 32 anni, entrambi single, si dichiaravano ”vineyardist/viticulturist”, viticoltori. In questo documento Wilfred dichiara che la sua ultima residenza è ”Levante Sestri, Italy”, il fratello maggiore Herbert, successivamente, si trasferì in Australia, dove morì nel 1958.
In India esiste la regione di Lucknow con l’omonima capitale, che è stata sotto dominio britannico. Proprio a Lucknow, nell’area di Dilkusha, riservata all’epoca ai militari britannici e alle loro famiglie, esisteva una antica villa costruita in stile barocco inglese.
Ho letto che una famosa attrice inglese dell’epoca la vide e se innamorò a tal punto da farla ricostruire uguale a Seul, chiamandola appunto Dilkusha.
Non posso averne la certezza ma è mio pensiero e convinzione che Henry Wilberforce Clarke avesse visto, visitato o abitato in quell’area, avesse potuto ammirare le rovine di quella antica dimora durante i suoi soggiorni in India e abbia voluto costruire la sua casa a Sestri ispirandosi a quel ricordo.
E ora grazie a Paolo Revello ho anche l’esatta ubicazione della sua tomba nel nostro Cimitero. Sarà uno dei primi posti che andrò a visitare appena ci consentiranno di farlo.
Qualche mese fa, cercando qualche cartolina d’epoca online da acquistare per arricchire la mia collezione, sono stata attirata da una in particolare, che portava dei saluti scritti in francese ma sulla parte davanti, quella dell’immagine. Immaginate lo stupore a leggere la firma del mittente: H. Wilberforce Clarke.
Il Signor Clarke qui a Sestri si era dato all’agricoltura, alla frutta, nella tenuta che circondava la sua bella villa.
Era il 1903 e questa cartolina era stata spedita a tale signor Charles Baltet, a Troyes, nella regione dell’Aube in Francia dove ancora oggi il 63% del territorio è coltivato (cereali, barbabietole e molta viticoltura).
Il Signor Baltet, morto poi nel 1908, era un famoso studioso nel campo dell’orticoltura , scrittore, lavoratore sul campo, osservatore e lavoratore instancabile, decima generazione di orticoltori di vivai. Piantare alberi da frutto dappertutto, lungo le strade, lungo le linee ferroviarie, contro tutte le mura, era stata la sua battaglia.
Oggi a Troyes una delle vie principali del paese è a lui dedicata.
Questa ricerca l’ho approfondita, ho trovato tanti altri documenti, e il luogo di sepoltura con la tomba, grazie a Paolo Revello, è la ciliegina sulla torta.
E comunque non è finita qui… Vi sono ancora orizzonti da sondare per questa storia…

Per le foto ho deciso di postare anche un collage con la comparazione tra Villa Clara (poi Villa Segesta di cui ho una cartolina all’epoca in cui era Pensione) di Sestri e la villa di proprietà britannica che si trovava in India nella regione Dilkusha, non ho la sfera di cristallo ma il mio sesto senso mi dice che questa di Sestri fu costruita a immagine o a somiglianza di quella indiana.

Nota di redazione
Ringraziando Laura Nicolini per il suo importante lavoro storico (più interessante e utile di quello di troppe istituzioni locali e nazionali), aggiungiamo alcune informazioni correlate.

  1. A Sestri, Chiavari e La Spezia sono passati molti inglesi di nome Clarke, forse parenti tra loro. Uno di questi era Edward Clarke che fondò la prima chiesa Battista a La Spezia. I Clarke certo frequentarono la chiesa di Chiavari, sita in via Garibaldi e fondata nel 1894 dai valdesi -ma esistente già a Favale grazie ai cantastorie Cereghino, che nel loro girovagare, ebbero modo di conoscere le comunità valdesi della val Pellice in Piemonte e furono arrestati nel 1852 a Chiavari. I valdesi aprirono una sede anche a Sestri Levante, nelle case lato Sant’Anna del sottopassaggio di Pietra Calante. Si vede ancora la piccola cappella messa a disposizione dalla signorina Fries dall’Aurelia. Tra la famiglia di Edward Clarke, della missione protestante in Italia con sede a La Spezia, e l’arrivo di Henry Wilberforce Clarke a Sestri Levante ci fu un legame di parentela che permise all’ingegnere angloindiano di scoprire Sestri Levante?