Published On: Gio, Nov 12th, 2015

La bellezza di Sestri levante in un libro di Sandro Antonini sul fotografo Borasino

Sestri levante è un piccolo paradiso, tra verde e blu del mare, con un clima invidiabile, servizi, una certa vivacità sopravvissuta ai vituperi della gentrification milanese (voluta dai sestrini, sia chiaro: vendere casa in centro era un affare, o così sembrava).

Ma fino agli anni ’60 del ‘900 la natura della cittadina era ancora più marcatamente simile a quella di un Eden, anche se certamente c’era più povertà e si moriva in età oggi considerata giovane in quello che era insieme uno splendido borgo marinaro ligure e un entroterra con una campagna ricchissima.

Dopo una lunga serie di volumi dedicati alla storia del Tigullio orientale, Sandro Antonini ha ora realizzato un volume dedicato a Giacomo Borasino – fotografo di Sestri Levante vissuto tra il 1875 e il 1949.
Il testo comprende centocinquanta immagini della sua produzione di maggior pregio. Diviso in tre sezioni, Declinazioni del mare, La gente, Paesaggi e luoghi, racconta parte della storia di una comunità tra la fine del diciannovesimo e il primo terzo del ventesimo secolo. Contiene anche un saggio introduttivo riguardante Borasino e il suo tempo. Per quanto riguarda la parte fotografica – ovviamente preponderante e tutta rigorosamente in bianco e nero – si possono ammirare folgoranti istantanee di pescatori e bambini sporchi a piedi scalzi, lavandaie sulla spiaggia di ponente, vie strette e polverose, botteghe disadorne, paesaggi che mutano lentamente (e qui, con sapiente lungimiranza, ci offre il prima e il dopo), reti stese ad asciugare, campagne coltivate, pastori e pecore, fabbriche che si formano e trasformano, così che molti pescatori e contadini diventeranno operai e il terreno sarà asservito alle nuove esigenze; alberghi che sorgono, giardini costruiti sottraendo spazio alle proprietà nobiliari.

Le tavole riprodotte – di grande formato, il cui originale fu ricavato da lastra di vetro impressionabile e adoperando una macchina a cavalletto  –  sono il contrario del ritratto, che la fotografia degli esordi otteneva invitando il soggetto a guardare direttamente dentro l’obiettivo, perché così doveva essere; il Borasino professionista non si sottrasse alla regola, specie per far quadrare il bilancio del suo atelier, e dunque per esigenze di vita, ma ne elaborò una seconda, di cui si sono riportati alcuni esempi. Ritratti casuali a tipi di pescatori magari colti alla sprovvista, sempre sorretto dall’idea di trasmettere la conoscenza di un malinconico passato che si ostina a non cedere il passo. Si tratta di un’opera educativa, ottenuta caricando le lastre di significati, di simboli, di atmosfere adatte a illustrare il contesto prima di trasfonderne il contenuto sulla carta. Pur nella sua fissità è la variegatezza ad affermarsi; ci aiuta a scoprire cose che il filtro degli anni non ci avrebbe permesso di individuare. Indizi sicuri del nostro retaggio, un interessante e complesso viaggio a ritroso in un mondo che ci appartiene pur essendo lontano e di cui, passo dopo passo, siamo tributari.

Il libro sarà presentato a Sestri Levante domenica 6 dicembre,alle ore 16,30, con la collaborazione del MuSel, il museo cittadino, nella sala Carlo Bo di Palazzo Fascie, sita in Corso Colombo, 50.

Conversazione sulla spiaggia di Levante (foto Borasino, 1910)

Conversazione sulla spiaggia di Levante (foto Borasino, 1910)

Lavandaie su sbocco della Chiusa (Borasino, 1905)

Lavandaie su sbocco della Chiusa (Borasino, 1905)

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