Published On: Mer, Mag 15th, 2019

La campagna elettorale nei comuni del Tigullio demoralizza e sconforta

Elezioni amministrative (ed europee) 2019. C’è chi non riesce ad appassionarsi al dibattito (?) politico in corso?
Benvenuti, leggete (e magari, poi, agite!).
Lo stesso avviene a livello nazionale per le elezioni del parlamento europeo: un dibattito per niente dialettico, che fin dall’inizio è un litigio e una denigrazione continua. Poche idee ma confuse e -a volte- deleterie.

Lo stesso avviene nel Tigullio.
Tra città in cui i sindaci (alcuni, non tutti) giunti a fine mandati si affannano per trovare una nuova collocazione, in cui persistono “comitati d’affari” destinati a vincere là dove le mafie degli appalti e il malaffare tout court già prosperavano, là dove i governi di ogni colore possibile si erano tutti affannati a dissestare i conti pubblici, e non magari per interesse personale, ma solo per eccelsa incompetenza.
Vediamo anche (alcuni, non tutti) candidati consiglieri e assessori che si pressano come sardine nella scatoletta pur di diventare re e regine del carruggio del paese.

E poi c’è il “popolo“, che in Italia sceglie di scollegarsi dalla politica, pur di potere insieme coglierne le elargizioni in stile Cassa del Mezzogiorno, e pur di potere nello stesso tempo insultare quella élite che concedeva pensioni anticipate, piccoli e grandi monopoli.
Ecco perché fatichiamo assai a pubblicare comunicati stampa elettorali, di ogni colore…
Intanto, come scrivevamo ieri, siamo diventati l’ultimo Paese al mondo per crescita del PIL (con lo Yemen…). Naturalmente i tg e i giornali non ne parlano affatto, e non per omertà, ma solo perché il vero problema dell’oggi non è l’illegalità o la criminalità o l’evasione fiscale o la corruzione, ma è ben più a monte il…

Rincocglinmnto di massa.

Un’epidemia che esclude forse solo coloro che non hanno visto la tv per qualche decennio, o solo coloro che leggono, o solo coloro che fanno bene il loro compito e sono felici di portare cibo a casa SOLO col buon lavoro.
E nessuno dice nulla… troppo occupati ad accumulare ricchezza privata, a scapito del bene pubblico. Il popolo è come la sua élite, non migliore e non peggiore: dà meno danni di un potente, ma è più responsabile del potente, perché gli concede e permette di mal governare una fabbrica o un quartiere o un comune o una regione o una nazione etc. etc.
Come scrivevamo già ieri, sono molti i problemi -e il diavolo si nasconde nei particolari…
Facci caso, lettore: ieri la stampa e tutti i tg hanno parlato SOLO della ditta sospesa dai lavori di demolizione del ponte Morandi per possibili continguità con le mafie. Ma nessuno -tranne noi- ha parlato dell’inefficienza gravissima dei lavori pubblici in Italia, che a Genova fa sì che per la demolizione di un ponte, mafia o non mafia, Cina e non Cina, ingegneri tibetani e architetti venusiani… ci voglia un anno di lavori…

Cosa ci insegna la lenta demolizione del ponte Morandi?

Non diamo la colpa della depressiva lungaggine a Bucci o a questo o altro partito. Noi italiani non siamo forse servi volontari di tutti i vari partiti, mentre poi dichiariamo a ogni passo il nostro odio per quelli stessi partiti?
Non siamo forse noi italiani coloro che hanno 150.000 leggi vigenti e molta trasgressione in più rispetto a nazioni dove la legge è meno ossessiva e vessatoria?
Non siamo forse noi italiani ad avere la ricchezza privata più alta di quella dei tedeschi? 
Che ci frega a noi, se lo Stato fallisce, se poi la pensione e lo stipendio ci arrivano lo stesso, magari avendo lavorato poco o nulla (ne conosco di persone che hanno preso la pensione a 55 anni con 20 anni di lavoro effettivo ma ben 40 di contributi, e parlo di operai non di Marchionne o Agnelli).
Che ci frega a noi, che abbiamo voluto e accettato supini la Cassa del Mezzogiorno, un’infamia durata decenni (ma tanto pagava lo “Stato”), mentre i tedeschi, quando hanno ripreso il controllo della ex colonia russa chiamata Germania “democraticahanno lavorato gratis per anni, per creare le basi per il recupero di quell’economia dissestata da 44 anni di “potere proletario” (=di partito sedicente proletario)?
Che ci frega a noi, che a Napoli piangiamo e fottiamo, senza mettere insieme mille persone, per andare a prendere i camorristi e delinquenti, dei quali tutti conoscono nomi e cognomi… Senza impiccarli e senza fare nessuna violenza, ma facendo loro capire che per loro è finita, in quella città. Magari così le cose migliorerebbero, e la paura e l’omertà sparirebbero. Ieri sul quotidiano La Repubblica c’era un articolo su queste due città così simili –Genova e Napoli- e sulla loro incapacità di sollevarsi...
1- nella cultura economica, basata non sul Biberon dei partiti, ma sulla libera impresa in mano ai cittadini e non alla politica e ai monopoli;
2 – nella capacità di sconfiggere la cultura dell’illegalità, del crimine, del piacere facile e artificiale: il sesso (anche violento) al posto dell’amore, la droga al posto degli amici, l’inazione al posto della voglia di riscatto e di migliorare le cose per tutti (e non solo per se stessi)
3 – Nella capacità di fare, senza arrendersi alla galera della burocrazia e del partitismo.
E chi più ne ha più ne metta, a Genova, a Napoli e altrove.

Ecco cosa vorremmo demolire a Genova, e in fretta.
Intanto, sappiatelo: nel 2019 l’Italia sarà l’ultima al mondo -con lo YEMEN- per crescita del PIL…
Le politiche anti liberali di tutti i partiti (anche quelli che si dicono tali) funzionano assai… E allora qualcuno dovrebbe almeno indignarsi e provare a cambiare, magari perdendo qualche garanzia di privilegio ma guadagnando qualcosa di migliore per i figli. Qualcuno lo faccia.