Published On: Lun, Mag 6th, 2013

La capanna sotto le gallerie di Sant’Anna

sestri venezia maranathà

Sestri Levante è la micro Venezia del Tigullio: le case costruite sull’istmo che nel Medio Evo congiunse l’Isola alla terraferma sono palificate come quelle della città veneta. Una certa ricchezza si respira diffusamente, nonostante la crisi, grazie al turismo.
Qui la scorsa domenica circolava una Porsche Carrera color perla del set di uno spot pubblicitario con Raoul Bova, ma in piazza era posteggiata anche una Ferrari rossa, in compagnia di Aston Martin, Mg e altre auto da favola.
La crisi qui sembra lontana.
crisi 1929 nex time train relax

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1929, americani in viaggio, senza meta

Se si va verso le gallerie di Sant’Anna, che separano Sestri da Chiavari, ci si immagina un paesaggio turistico, con barche a vela, canoe, yacht. Ieri, approfittando di spiagge deserte a causa della pioggia battente, abbiamo rifatto un vecchio percorso che si faceva a piedi da ragazzini: quello degli scogli che dalla ‘”ultima spiaggia” arrivano fino a metà delle vecchie gallerie, sotto le quali si intravede ancora un tratto della vecchia strada napoleonica, sotto la quale il mare ha scavato una bella caverna. Il primo tratto era bellissimo: si camminava su un tappeto di splendidi fiori di una rampicante grassa che converrebbe piantare su tutte le superfici scoperte sul mare. Oltre a questa c’era una bellissima vegetazione spontanea di robinie, grandi arbusti di pittosporo in fiore profumatissimo, tamerici, mirto, ginestra.

Flora mediterranea e spontanea a Sant'Anna

Flora mediterranea e spontanea a Sant’Anna

Un airone cinerino ci ha invitato ad andare più in là per fare uno scatto.  Poco avanti abbiamo notato una capanna, una baracca costruita con pezzi di lamiera e legna raccolta sugli scogli, tra quella buttata su dalle mareggiate. Sarà alta un metro e mezzo e profonda

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due metri e mezzo: è un dormitorio?
Su questi stessi scogli nel primo dopoguerra visse un eremita. Ma quelli erano altri tempi. Qualche anno fa qui si tenevano incontri al sole, un’area sex free. Ma non si tratta nemmeno di quello: la capanna è curata come fosse una “residenza” ed ha un  piano di paioli di legno e persino un terrazzino di ghiaia. Legni modellati dal mare sono esposti come statue di Poseidone. Sembra un posto ben curato, non una baracca da barboni, senza casa, homeless o come li si voglia chiamare. Il mistero rimane e, del resto, la baracca è praticamente invisibile e non dà fastidio, anche se non ha mai pagato l’IMU.
Ciò che però dà fastidio è trovare, a una cinquantina di metri dalla capanna sul mare, una piccola discarica, davvero rattristante, in quel posto, a pochi metri dalla fioritura spontanea, a pochi metri dal mare e dall’airone che ancora ci guarda senza spostarsi, e che forse pensa, non a noi ma ai muggini che nuotano sul fondo.

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Tigullio news

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Tigullio News.com

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Mini discarica abusiva a Sant'Anna

Mini discarica abusiva a Sant’Anna

 

Displaying 5 Comments
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  1. Roller ha detto:

    Direi: tolleranza.
    Però la discarica non contraccambia la mia personale tolleranza, per cui, se vuoi stare nella baracca non sporcare in giro.
    E’ così semplice …

  2. Silvio ha detto:

    Devo dire la verità, avendoli conosciuti, mi dispiacerebbe un pò se ora, attirando troppa attenzione, avessero qualche guaio, non che io sia favorevole al proliferare di baraccopoli; però diciamo che in un Comune come quello di Sestri, devastato legalmente dal cemento,farebbe ridere considerare da abbattere unicamente quella invisibile baracca. Piuttosto io ho notato in quel punto che il muraglione (quello più moderno in cemento armato) sotto la strada è in pessime condizioni.

  3. Silvio ha detto:

    io l’ho vista dal mare con la canoa e un giorno vedendo che c’erano delle persone mi sono avvicinato, così ho potuto conoscere i costruttori; non sono senzatetto o eremiti, sono italiani “normali”che usando i legni portati dalle mareggiate hanno costruito questa specie di “cabina”, diciamo una specie di stabilimento balneare selfservice. Ci tenevano secchi e altre cose per pescare, però qualcuno le ha rubate. Mi hanno detto che a volte un barbone d’inverno ci va a dormire, ma non pensano sia stato lui il “ladro”.

  4. Gatto nero ha detto:

    Belle foto. Questa è ” La Sestri che non vorremmo ” mai vedere. Ma tant’è….questo è il paese dove si tollera tutto. Per quanto riguarda la Delemare o chi per essa,sono sicuramente informati,ma nessuno vuole prendersi la patata bollente. Certo a chi tocca tocca,ma non è sicuramente un bel vedere. Ma si sa,come al solito,la colpa è sempre degli altri!

  5. Adami Roberto ha detto:

    rammento che la tutela del litorale ed il controllo sul demanio marittimo, competono alla Delemare, nel caso specifico di Sestri Levante o di Lavagna (occorre vedere dove le due città confinano )che forse del manufatto non ne sanno nulla. Sarebbe il caso di informarli. Saluti

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