Published On: Mar, Apr 29th, 2014

La crisi in Ucraina in due parole

Cosa vogliono i russi in questa fase? Leggendo i giornali e seguendo i Tg di tutto il mondo, difficilmente si trovano analisi e ipotesi che vadano al di là della nuda cronaca, e questo è IL problema dell’informazione mondiale attuale. Se infatti manca l’approfondimento, il lettore si disaffeziona, dal momento che le notizie ormai arrivano in tempo reale, mentre sui giornali e la tv (finito il tempo delle riviste specializzate) si cercherebbe l’analisi delle varie situazioni geopolitiche.

In realtà il discorso è semplice: dopo aver ottenuto la Crimea, i russi devono avere una via di accesso terrestre per i rifornimenti logistici della propria flotta basata in Crimea. La così detta “flotta russa del mar Nero” è in realtà la flotta che supporta la presenza russa nel Mediterraneo, il che significa difendere (e non solo) i propri interessi in tre aree strategiche per una nazione che vuole essere sempre una potenza mondiale: Europa, Medio Oriente e Africa.
Dopo l’espulsione della flotta russa dalla Libia, anche la base nel porto siriano di Tartus resta con un futuro molto ipotetico. Pertanto la presenza russa in Crimea è fondamentale.

Il canale di Kerch (lo stretto che separa il mar Nero dal mare di Azov) potrebbe avere un ponte di collegamento con la costa russa del Krasnodar Krai, distante appena 3 km.
Ma la storia della costruzione di quel ponte è una serie di fallimenti, a partire dal 1943 quando hitler -che cercava un collegamento con gli idrocarburi iraniani- non riuscì a farlo.
L’unica strada per il rifornimento logistico diretto della flotta del mar Nero dal territorio russo resta quindi quella via terra attraverso l’Ucraina sudorientale. Appunto.

canale di Kerch

Canale di Kerch

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