Published On: Lun, Gen 16th, 2012

La crisi nel Sud Europa


L’uragano Standard & Poor’s -per quanto preannunciato- assesta un altro duro colpo all’economia europea.
Forse è vera la battuta secondo cui S&P ha preferito mascherare il declassamento francese, crocifiggendo anche il rating italiano e di altre nazioni.
Ci possono essere convenienze da parte americana nel mettere sotto scacco le economie europee, anche tramite le manovre di iper speculatori come George Soros. In realtà dovremmo però concentrarci sui dati reali, e parlare di una crisi del Sud Europa, priva di colore politico: infatti se in Italia (fino a pochi mesi fa) e in Francia i governi in carica hanno o avevano un’impronta di “destra” (quindi “antiobamiana”), in Spagna e in Grecia vi sono o erano governi di sinistra.
Quindi la politica non spiega il tracollo dei sudeuropei. E’ ironico pensare che nello stesso periodi gli ex “poveri” sudamericani sono esplosi grazie a politiche liberiste (Cile) o liblab (Brasile).
La crisi si spiega con la mancanza di adeguamento di alcune nazioni alla seconda globalizzazione e alla copernizzazione dei mercati, dopo la crisi iniziata nel 2008 negli Usa. Ne è nato un gap quasi peggiore del “gap tecnologico” di cui soffrivano decenni fa -prima dell’informatizzazione- i così detti Paesi arretrati. I sudeuropei -di sinistra o di destra, di Franza o di Spagna- sono tutti fortemente statalisti e conservatori. Tutti i governi di queste nazioni hanno accumulato un gap delle loro politiche pubbliche rispetto al resto del mondo, che ha portato alla sopravvivenza di welfare inefficiente quanto costoso, a economie basate sull’edilizia (Spagna), o su un micro neoimperialismo (la Francia in Africa), o sulle attività improduttive, in Italia e Grecia. Ma l’Italia ha un destino particolare: E’ la quinta potenza manifatturiera mondiale e la seconda in Europa, ma metà della sua economia è statalizzata o in mano ai partiti, attraverso le infernali amministrazioni locali.
Ciò significa che metà dell’economia italiana è produttiva, mentre l’altra metà è altamente improduttiva.