Published On: Lun, Mag 28th, 2018

La crisi riguarda TUTTI: popolo ed eletti, Palazzo di Giustizia di Bari e buche di Roma

Provo a non fare ciò che tutti stanno facendo: schierarsi coi bianchi o coi neri, coi guelfi o coi ghibellini, che è la miglior maniera per vedersi arrivare i francesi in casa, chiamati dai Lodovico il Moro dei tempi moderni. Servirebbe imparzialità e valutare tutti gli elementi, senza rifiuti aprioristici dell’altra parte, anche se l’altra parte è disastrosa. Infatti si salvano solo in pochi, singoli e isolati. Teste pensanti che cercano di unificare una nazione che dopo oltre 150 anni non ha neanche risolto la questione Meridionale, dove crollano i Palazzi di Giustizia e dove il Giro d’Italia viene ridotto perché il centro di Roma è pieno di buche…
Siamo tutti corresponsabili della crisi.
Ecco 7 punti di ragionamento:
1. La “salvezza” per l’Italia starebbe nell’unica cosa che nessuno vuole (per ignoranza e per male idee inoculate nei troppi microcrani): il liberalismo.
2. Mattarella ha sbagliato politicamente, anche se ha evitato un caos economico. Il che -alla lunga- sarà un grave errore.
Mattarella rischia infatti di essere controproducente per le sue due parti: a) la socialdemocrazia con una parte dei cattolici, e b) i risparmiatori e le aziende dell’export intraeuropeo. Ovvero: alle prossime elezioni 5S-Lega batteranno pesantemente PD-F.I. Riproporranno un sovranismo temperato, e forse cambieranno Presidente della Repubblica (per le sue dimissioni, in caso di vittoria gialloverde)  e Costituzione.
3. Ma uno scontro tra Stato e politica/elettorato è un disastro mica da ridere. Andremo in amministrazione controllata, il che è quasi peggio dell’alternativa: andare allo scontro con la Germania (che da un lato non ci favorisce, ma dall’altro ha ragione a non volerci più mantenere con prestiti “a babbo morto). Il che comunque vada equivale ad andare contro le Giacche azzurre armati di arco e frecce come Alce Nero.
4. Una cosa è sicura: stavamo meglio sotto gli yankees che sotto i crucchi. Savona ha sbagliato e sbaglia nelle sue uscite anti euro, ma un’analisi Storica (non economica) sul ruolo egemone della Germania (e ridicolo dell’Italia in Europa) è venuta a galla nella maniera peggiore, dando luogo non a seri dibattiti tra nazioni vicine, ma a una levata di populismo e di sovranismo.
5. Detto ciò, è pur vero che la nostra situazione economica era tale da non poter permettere la nascita di una diarchia 5S-Lega. In queste condizioni, sarebbe stato un disastro. Ma a settembre sarà peggio.
6. Gli esiti dello scontro Stato-Costituzione-elettorato- partiti sovranisti saranno nefasti: alle elezioni 5S e Lega vinceranno facile, perché -come ricorda Fontana qui sotto e altri- I risparmiatori in Italia sono una minoranza. E anche gli assennati e i moderati. Quindi si consumerà anche in Italia la sparizione della socialdemocrazia (ma anche il ridimensionamento del popolarismo). A meno di rovesciamenti difficili. Pertanto…
7 Lo scontro infinito tra opposte forze politiche vivrà momenti inauditi. Di seguito l’analisi dell’economista Fontana, molto rigorosa, nonostante manchi appunto l’analisi politica sulla UE.
Paolo della Sala

“Qualche considerazione veloce sugli eventi politici di stasera.
Partiamo dalla parte comica.
Una crisi mette in risalto l’intelligenza e la maturità di una persona.
Il mv5s e la Meloni che invocano l’empeachment contro Mattarella sono con ogni evidenza dei bambini della politica.
L’arbitro fischia un rigore e loro vogliono cambiare l’arbitro.
Esattamente come dei bambini.
(…)  Ora, Mattarella non li ha mandati a casa per il programma economico che chiaramente era al limite della costituzionalità, ma per chi doveva applicarlo.
E’ una cosa diversa, ma il punto rimane: chi stava e sta ai limiti della costituzione non è Mattarella.

Detto questo passiamo al vero vincitore temporaneo: Matteo Salvini.
Perchè ha litigato contro Mattarella e combattutto i “poteri forti”? Ovviamente no.
Salvini è il vincitore perchè si è mangiato il mv5s.
I sondaggi sono chiari: il mv5s è al più stabile se non in leggera discesa, ma Salvini invece è sopra il 20%.
E può fare la parte che più gli si addice: la vittima dei poteri forti.
Impuntandosi sul nome di Savona, che per inciso dubito sarà mai ministro dell’economia, anche di un governo Salvini, ha fatto abortire un governo nel quale lui sarebbe stato il comprimario e che l’avrebbe messo elettoralmente in difficoltà, stante l’impossibilità di implementare le sue favole economiche.
Alle prossime elezioni invece, arriverà probabilmente al 40% ottenendo la maggioranza in coalizione con forza italia e la Meloni, quest’ultima più realista del re.
Sarà libero a quel punto di fare ciò che vuole, indipendentemente anche da Matterella.

A questo punto la domanda diventa però: cosa vuole realmente fare?
Da quanto fatto e detto in questi giorni l’intento è chiaramente di andare a passo spedito fuori dall’euro.
Ma forza italia è, debolmente, contraria.
C’è poi un’altro punto da considerare, poco citato, ma noto a tutti i protagonisti della vita politica del nord del paese: la Bce e l’Ue sono stati chiari, chi esce dall’euro esce anche dall’unione economica.
Ma l’unione economica europea è il principale mercato di sbocco delle aziende del nord.
Può Salvini giocarsi sul piatto della retorica sovranista, il grosso delle esportazioni del triveneto, della Lombardia e del Piemonte? Non credo. [non usciranno dall’euro, ndr. ma tratteranno alla Trump. Il dramma sarebbe la crescita della spesa, non i rapporti con l’euro, ma quella è il tratto comune di tutti i partiti, NDR].

Cosa rimane alla fine?
Al di la della propaganda elettorale che alza i toni a livelli preoccupanti, ma fortunatamente dalle basi non solide, è chiaramente in atto uno scontro istituzionale tra la costituzione e il popolo.
Dobbiamo su questo guardarci chiaramente in faccia: il movimento sovranista è non solo maggioranza, ma è stragrande maggioranza.
La retorica contro l’Europa che deve cambiare perchè così non funziona è presente in tutti i partiti.
Ripeto, tutti i partiti.
Il punto è che tale retorica è una sciocchezza.
L’unione monetaria europea negli ultimi tre anni è cresciuta come e più degli Stati Uniti.
Se non funziona l’Ue non funzionano nemmeno gli Usa.
E questa è ovviamente una scemenza.
Chi non funziona invece?
L’Italia.
E’ lei che non funziona.
E’ lei che cresce poco e a distanza di 1 secolo e mezzo non ha ancora risolto la questione meridionale, ovvero non ha ancora completato l’unione monetaria interna.
Ma chi lo dice questo?
In Italia nessuno.
Non lo dicono i leghisti, non lo dicono i sessantottini grillini, non lo dicono i democratici di sinistra, non lo dicono i fascisti e non lo dicono i comunisti.
Chi lo dice?
Solo un soggetto, ovvero noi liberisti. Siamo noi l’unica vera opposizione del paese.
Ma siccome siamo 4 gatti spelacchiati, contiamo meno di niente.
L’esito a questo punto è scontato: se l’intero paese è a gradi diversi sovranista, prima o poi la costituzione o verrà travolta o se i bambini vengono messi in panchina e si fanno avanti gli adulti, verrà cambiata per corrispondere ai desideri reali del paese.
Tutto bene?
Ovviamente no.
Rimane sempre lui a scompaginare le carte.
Il mercato.
Mercato che non è né una combriccola di banchieri riuniti in qualche club misterioso, né qualche burocrate demoplutopaperinopippogiudaico.
Il mercato oggi sono milioni di risparmiatori e migliaia di fondi di investimento, anche italiani, che gestiscono il risparmio dei cittadini dell’intero pianeta.
Risparmi che sono i capitali che fanno crescere l’economia mondiale e che non sono contenti di rimanere in un paese che ha deciso di reprimerli.
Perchè questo è quello che fanno le politiche sovraniste.
E ricordate: nessuno è mai riuscito ad andare contro il mercato per lunghi periodi di tempo mantenendo inalterato il suo benessere.
Nessuno.
Mai.”
(Massimo Fontana, economista)

Il “nuovo” Palazzo di Giustiza di Bari: udienze nella tendopoli (photocredit: Isabella Maselli)