Published On: Gio, Gen 16th, 2014

La fucilazione di 30.000 ebrei a Kiev e la Giornata della Memoria a Sestri Levante

Di seguito diamo nota delle celebrazioni che si terranno a Sestri Levante (testo in blu.
Ma conviene piuttosto che il lettore ponga mente su cosa sia davvero stata la Shoah.
Rimandiamo a questo link (e a quest’altro utile per capire la complessità -a noi nascosta dalla stampa- dei rapporti arabo-israeliani di oggi) e a quest’altro (utile a capire chi fosse Stalin).
Ma ciò di cui vogliamo darvi conto è la storia di una “semplice” fucilazione di ebrei, avvenuta a Kiev, tratta dal sito Europa oggi. Non facciamoci troppo belli, noi europei: esclusi gli inglesi siamo stati tutti corresponsabili della Shoah, appena due generazioni fa, anche se i tedeschi hanno una responsabilità più orribile. In Europa quindi non siamo eredi di una “splendida stagione democratica”, non siamo eredi della tolleranza e non siamo un popolo di pace.

Dopo aver accantonato la difficoltosa “operazione Madagascar”, variante e passo decisivo del prossimo venturo sterminio – per cui l’isola, allora colonia francese, avrebbe dovuto trasformarsi, con il suo clima torrido, in un gigantesco ghetto ebraico – nella primavera del ’41 fu deciso, da parte dei vertici alti del regime nazista, il genocidio di tutti gli ebrei d’Europa. Nel gennaio ’42, dall’Alta Slesia, ad Auschwitz arrivarono le prime vittime. Nel frattempo l’aggressione all’Unione Sovietica (22 giugno ’41) aveva offerto la possibilità di una prima pianificazione del genocidio e, al seguito dell’esercito regolare avanzante per la Russia, agivano dei Gruppi Operativi della polizia politica e del Servizio di Sicurezza. Erano sotto il comando diretto del Reichsfűhrer delle SS, Himmler, ed avevano pieno mandato di “prendere provvedimenti esecutivi nei confronti della popolazione civile, nell’ambito del proprio incarico e sotto la propria responsabilità” e dunque dovevano eliminare i “nemici ideologici” (i funzionari del PCUS), “gli ebrei funzionari di partito e dello Stato”, ed altri “elementi radicali”. Questi Gruppi Operativi, che agirono da veri e propri squadroni della morte, avevano già dimostrato tutta la loro spietatezza durante la conquista della Polonia, dopo l’Anschluß e l’invasione della Cecoslovacchia. Tra il giugno del ’41 e l’aprile del ’42 questi squadroni della morte, composti da una élite e ai cui vertici erano sovente degli accademici, uccisero 560.000 persone.

Il massacro

Il 28 settembre 1941, a Kiev, un manifesto affisso su alcuni muri recitava: “è fatto obbligo a tutti [gli ebrei] di dotarsi di documenti, denaro, oggetti di valore, nonché di abiti invernali, biancheria, ecc.  Gli ebrei che non ottemperassero a queste disposizioni e venissero trovati altrove saranno fucilati”. Alle otto di mattina, vicino ad uno scalo – merci, 30.000 ebrei si radunarono convinti di essere di lì a breve evacuati. Fu un’azione a sorpresa e molti ebrei ucraini erano convinti di raggiungere l’Unione Sovietica e, inconsapevoli di ciò che sarebbe poi toccato loro, si radunarono con largo anticipo nel luogo disposto: per poter occupare, sul treno, i posti migliori. In un bollettino delle SS, spietato e cinico come sempre, si legge: “era prevista la presenza di 5-600 ebrei solamente; invece se ne sono presentati 30.000, che, grazie a un’ottima organizzazione, hanno creduto ad un semplice trasferimento”.

Invece, un fiume di persone si avviò verso la forra (profonda gola rocciosa) di Babi Yar. Durante la marcia, molti uomini e donne si aggiunsero alla marcia e le SS, con l’ausilio di poliziotti e simpatizzanti nazisti, registrarono ogni persona che si fosse aggiunta.

Un testimone oculare, l’autista incaricato di trasportare i beni confiscati agli ebrei, ha raccontato:

“Tutto procedeva molto rapidamente, e quando qualcuno rallentava veniva sollecitato dagli ucraini a calci e spintoni. Credo che per ognuno occorresse meno di un minuto dal momento della consegna del cappotto fino a quello in cui restava nudo. Non veniva fatta nessuna distinzione tra uomini, donne, bambini… Gli ebrei, nudi, furono avviati verso una forra lunga 150 metri, larga 30 e profonda 15. Vi si accedeva attraverso due o tre varchi stretti, nei quali venivano spinti gli ebrei. Quando giungevano all’ingresso della forra venivano afferrati… e piegati sui corpi di altri ebrei non fucilati. Tutto avveniva con grande rapidità. I cadaveri venivano accatastati con ordine. Una volta fatto scendere l’ebreo di turno sui cadaveri, uno dei poliziotti si avvicinava e gli sparava alla nuca con il mitra. Gli ebrei che arrivavano alla forra erano talmente paralizzati, alla vista di quella scena terrificante, che non erano neanche in grado di accennare a una qualsiasi reazione. E’ persino accaduto che si mettessero spontaneamente ad aspettare il colpo… Solamente nel momento in cui, superata la strettoia, giungevano all’ingresso della forra e vedevano quella scena orribile, mandavano urli di terrore; ma un momento dopo venivano già afferrati e piegati sugli altri.”

Il massacro durò per due giorni da mattina a sera. Il bilancio stilato il 2 ottobre ed inoltrato subito a Berlino è drammatico: “il reparto speciale 4a, in collaborazione con il comando di gruppo e due reparti del reggimento di polizia Sud, ha proceduto in data 29 e 30/9/1941 alla fucilazione di 33.771 ebrei a Kiev”.

Un componente del reparto speciale, cinico ed imperturbabile – anche nel linguaggio – attuatore del massacro, ha deposto:

Il terzo giorno dopo l’esecuzione fummo ricondotti sul posto. Appena giunti vedemmo una donna seduta vicino a una siepe. Evidentemente era scampata all’esecuzione restando incolume. Allora il soldato delle SS che ci accompagnava… le sparò e la uccise. Poi vedemmo che sulla montagna di cadaveri qualcuno ancora muoveva una mano. Non so se fosse una donna o un uomo… In seguito per alcuni giorni siamo stati occupati a spianare i biglietti di banca di proprietà degli ebrei fucilati. Ritengo che si sia trattato di svariati milioni. Ignoro che fine abbia fatto quel denaro. So che fu messo in alcuni sacchi e portato via…

Nei giorni seguenti, dopo che tutti i cadaveri furono ricoperti di terra, la Wehrmacht (l’esercito tedesco) fece saltare le pareti della gola. I massacri, con il consenso o l’acquiescenza della popolazione locale (un bollettino delle SS riporta: “il ‘provvedimento di trasferimento’ degli ebrei ha il pieno consenso della popolazione locale”), proseguirono fino all’agosto del ’43. L’ultimo atto di crudeltà fu quello di imporre agli ebrei internati nei lager di riesumare i cadaveri, per bruciarli su dei roghi; le ossa rimaste nelle cenere furono schiacciate e triturate, affinché non rimanessero prove del crimine contro l’umanità.

Il capo dell’unità responsabile del massacro di Babi Yar si chiamava Paul Blobel ed era Standartenfűhrer delle SS. Nel 1948, a Norimberga, fu condannato a morte. Nel 1951 fu giustiziato.
COMUNICATO DEL COMUNE DI SESTRI LEVANTE:  GIORNATA DELLA MEMORIA, IL PROGRAMMA

Nel 2000 con la legge n. 211 (art. 1 e 2) fu istituita il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, la ‘Giornata della memoria’, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico). La scoperta di Auschwitz e le
testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.
L’Italia di Mussolini è stata pienamente responsabile di quanto è accaduto. Le leggi razziali del 1938 promulgate dal fascismo, la persecuzione conseguente messa in atto dal regime, la progressiva e sistematica spoliazione dei diritti, dei beni e delle vite dei cittadini ebrei culminato nella loro deportazione nei lager nazisti – assieme ad oppositori politici, disabili, rom, omosessuali, asociali. Per far sì che questa barbarie non si ripeta occorre conoscere, capire e sentire, studiare e vedere i luoghi della memoria.

Con queste convinzioni presentiamo il programma delle manifestazioni per celebrare la ‘Giornata della memoria’ proposto dal Comune di Sestri Levante in collaborazione con la sezione locale dell’ANPI e le scuole sestresi.
Martedì 21 ore 10:30 a Pian di Coreglia, una delegazione dell’Amministrazione Comunale e degli studenti sestresi parteciperanno alla cerimonia in ricordo della deportazione ad Auschwitz degli ebrei internati nel campo di Calvari.
Sabato 25 ore 17:00 sala Riccio-Palazzo Comunale, inaugurazione della mostra ‘Sterminio in Europa tra due guerre mondiali’ in collaborazione con ANED (Associazione Nazionale ex-Deportati) di La Spezia. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 02/02 con il seguente orario: sabato e domenica 10-12/16-18; giorni feriali 16-18.
Lunedì 27 ore 11:00 aula magna-IIS G.Natta, G.V. Deambrosis, LE PAROLE DELLA MEMORIA intervengono Valentina Ghio, Sindaco di Sestri Levante e Daniele Massa ‘Lucifero’ – presidente dell’ANPI.
‘Le parole di Ida-Una lettera della memoria, 1938’ a cura di Getto Viarengo; ‘Pensaci uomo’ di Piero Caleffi e
Albe Steiner: riflessioni da parte degli studenti.

Premiazione degli elaborati degli studenti.
‘Fá o Signore’: in ricordo di Liana Millu
Lunedì 27 ore 16:30 sala Bo-Palazzo Fascie: ‘Testimonianze e riflessioni sulla Shoah’ – reading a cura del Sistema Bibliotecario Urbano, dell’ANPI di Sestri Levante e del Centro Giovani Casette Rosse.
strage nazista ucraina

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