Published On: Gio, Giu 30th, 2016

La genovese Angela Turner (“Lady CNN”), rapinata 3 minuti dopo essere arrivata a Napoli. Scuse di De Magistris. Lezioni per la Liguria

Angela Turner, “Lady Turner” come è stata definita dal Mattino di Napoli, è genovese, console onorario ad Atlanta, e ha una bella e poco appariscente villa tra Sestri Levante e Levanto.
Quando viene in Riviera con la famiglia di solito tutto fila liscio. Il marito -figlio di Ted Turner- è un documentarista sempre in giro per il mondo, ma il figlio di 14 anni viene volentieri in Liguria. Angela prende il bagno su una delle cale sotto casa, oppure viene a prendere un drink al Citto di Sestri Levante.

Alquanto sconvolgente dev’essere pertanto stata la sua visita a Napoli, caratterizzata dal più classico dei luoghi comuni sulla città di Napoli e la regione Campania, in cui la penisola sorrentina è una agguerrita concorrente della Riviera di Levante.
«Lady CNN rapinata dopo 3 minuti dal suo arrivo a Napoli scrive una lettera a De Magistris». La notizia è partita da Fanpage e poi è arrivata sulle pagine del Mattino, il quotidiano più diffuso in città.
Il sindaco De Magistris ha risposto scusandosi, conscio di quanto il perdurare del “pregiudizio” (a suo dire) della criminalità diffusa nella città di Gomorra
Ma in realtà la spia di controllo sulla microcriminalità (e le mafie…) riguarda anche il Tigullio e la Riviera: abbassare la guardia può causare enormi danni. Ecco il motivo per cui riportiamo questa notizia di cronaca.
Sul sito Fanpage Angela Turner ha scritto una lettera pubblica al sindaco Luigi De Magistris:

«In due, su uno scooter, mi hanno assalita per prendermi l’orologio. Ho combattuto, mi hanno ferito, ma quell’orologio l’ho tenuto. Però, mi è venuta voglia di scriverle», afferma.
Sono nata in Italia, ma sono cittadina americana. E da tanti anni avevo un sogno. Infranto in tre minuti. Volevo vedere Napoli, le sue ricchezze, le sue bellezze, la sua cultura, le sue stranezze. E sono partita. In auto, con la mia auto, un’auto vistosa [Porsche decapottabile, ndr], lo ammetto. A Giorgio non ho detto nulla, qualche mio amico mi aveva avvisato: “Non portarti quell’auto. E non indossare neanche nulla di prezioso o di appariscente. Sai, quella è Napoli”. No, mi sono detta, quella è una città europea, tanti amici ci sono stati, e se ne sono innamorati. Perché non dovrei essere me stessa? (…)
Io vivo a New York, e lei lo sa quella città 20 anni fa era peggio di Napoli. Il suo omologo lì era Rudolph Giuliani, ora New York è una città sicura. E io ci vado in giro vestita come voglio, con l’auto che voglio. Come fece? Tolleranza zero, partendo dai piccoli reati, dalle piccole infrazioni, dai biglietti della metro e dalla cura dell’arredo urbano».

De Magistris non sembra aver capito bene la citazione di Rudolph Giuliani, e risponde a “lady CNN” con analisi sociologiche datate, distinguendo tra microcriminalità “giustificabile” e no, e proponendo come soluzione più spesa pubblica, con più presenza delle forze di polizia… Non sembrano essere state ricette efficaci, a Napoli almeno. Scrive tra l’altro De Magistris:

…Poi lei mi suggerisce il confronto con New York, altra grande metropoli che nella sua storia ha dovuto affrontare a più ondate l’emergenza criminale; e mi propone il modello di Rudolph Giuliani con la sua “tolleranza zero”. Non entro nello specifico di questa proposta; anche se mi domando quanto quel tipo di politica super-repressiva, che punisce anche i graffitari e i lavavetri, possa davvero risolvere le questioni di una comunità complessa, dove il reato è spesso collegato al bisogno, al disagio, all’emarginazione.

In Liguria va meglio che a Napoli. Anche qui non serve una semplice repressione, ma anche un efficace controllo da parte di cittadini ed amministrazioni, coordinati con la polizia e i carabinieri, coadiuvati da telecamere e da un sistema giudiziario rapido. Confidiamo che Angela torni presto nella sua Liguria.
loc angela turner

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