Published On: Sab, Ott 5th, 2013

La gran boiata del lavoro giovanile tra i 15 e i 24 anni

Lavoro e giovani, i numeri di un dramma
Per la prima volta in Italia, dice l’Istat, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) supera il 40%. Ad agosto il tasso è aumentato di 0,4 punti percentuali su luglio e di 5,5 rispetto al 2012, raggiungendo il 40,1%, il livello più alto dal 1977.

Commento
Ma come mai in Italia si fa una statistica sul lavoro giovanile tra i 15 e i 24 anni, senza che nessuno si accorga che nel frattempo esiste una legge (la miliardesima, è vero) sull’Obbligo formativo, che impone di andare a scuola fino ai 16 anni di età?
Che ignoranza strana, persino in una nazione sempre più de-neuroclearizzata!

Forse la statistica fasulla viene fatta perché in altre nazioni europee i giovani lavorano comunque (d’estate, per esempio) già a partire dal 15 anno, e non potevamo fare l’ennesima figura dei mammoni bamboccioni?

Di sicuro in Italia, oltre all’obbligo scolastico (che senso ha un “obbligo” nel XXI secolo? Non è meglio che si crei un periodo di apprendistato aziendale già a partire dai 14 anni, per coloro che finiscono per stare sui banchi solo per scaldarli e impongono un rallentamento sapienziale a scuole sempre meno culturalmente sontuose? Meglio che lo Stato Assoluto conceda loro la libertà di lavorare

Ma come?
Per esempio togliendo il miliardo di leggi infami che di fatto vietano a gran parte dei giovani al di sotto dei 18 anni di età di lavorare.

Per esempio il divieto di lavorare oltre le 22 di sera. Possono stare in giro o in discoteca fino alle 4 del mattino, ma non lavorare (nelle carceri avviene la stessa cosa: il lavoro dovrebbe essere la norma, non l’eccezione!).

Assumere un minorenne in Italia equivale ad attirarsi addosso la possibilità di finire in galera: obbligo di corsi sulla sicurezza per una cartoleria che assuma qualcuno (anche maggiorenne: me lo ha detto il mio cartolaio, e la sua cartoleria è meno pericolosa della cameretta dei miei figli). E rischio di infiniti controlli da parte di Finanza, carabinieri, Asl, Nato, Nasa, Cavalleria, marines e Navy Seals.

Una ragazza di 17 anni non può fare la baby sitter: la famiglia del bambino e quella della baby sitter rischiano di finire sotto processo alla Corte Internazionale dell’Aja per crimini contro l’umanità…

Ecco perché la statistica è palesemente fasulla/farlocca/farabutta/farisea. Varrebbe più di un Perù(*) l’Italia se si potessero mandare in galera tutti gli ipocriti (e i parassiti): in libertà resterebbero si e no 5 o 6 milioni di italiani, e si vivrebbe meglio.

(*) “Valere quanto un Perù” è espressione valida a indicare qualcosa di ricco quanto le miniere d’oro del Perù, che fruttarono agli spagnoli immense ricchezze dopo che Pizarro conquistato l’impero Inca e il suo Eldorado non mitologico ma reale…

Fonte: Eurostat

Fonte: Eurostat

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>