Published On: Mer, Set 25th, 2013

La idiozia delle Leggi: il surreale caso di Valeria Leoni

Ci sembra davvero surreale la vicenda di Valeria Leoni, consigliera comunale a Chiavari che si era correttamente dimessa, in ottemperanza alla miliardesima legge, normativa, decreto etc. che ci grava sulla testa. Ecco il suo comunicato stampa.

L’ attività politica negata solo ad alcuni….
Apprendo con sconcerto ed enorme disappunto in questi giorni che la mia scelta di dimettermi da consigliere comunale di Chiavari – capogruppo della lista d’opposizione Uomini e Città – in ottemperanza al decreto legislativo numero 39 emanato nell’aprile 2013 dal Governo Monti, è stata perfettamente inutile. Avrei potuto rimanere tranquillamente al mio posto, portando avanti con impegno e orgoglio il mandato affidatomi dai Chiavaresi nelle elezioni del maggio 2012.
Vado per ordine nel raccontare questa storia surreale, che forse in molti già conosceranno. Il succitato decreto legislativo 39, dell’8 aprile 2013, voluto dal Governo Monti (già di per sé un “colpo di coda” perché di lì a poco sarebbe entrato in ruolo il successivo esecutivo, e peraltro un decreto assolutamente discutibile, in quanto emanato a elezioni già avvenute e in un periodo in cui un governo dovrebbe limitarsi unicamente all’amministrazione ordinaria, come
prevede l’articolo 96 della Costituzione) ha sancito l’incompatibilità per i dirigenti con funzioni amministrative e gestionali di enti pubblici (ASL inclusa) a ricoprire ruoli politiciamministrativi pubblici.

Nel mio caso, in quanto responsabile di struttura sanitaria complessa presso la Asl 4 Chiavarese, sono stata invitata, a rispettare la nuova normativa, scegliendo o l’uno o l’altro ruolo. Come spiegato alle centinaia di persone che vennero ad ascoltarmi in conferenza stampa nelle settimane successive, ho dovuto – giocoforza – scegliere il mio lavoro di medico, che è quello che mi dà da vivere. Ma ho dovuto quindi rinunciare, con immenso rammarico, al mio ruolo di capogruppo d’opposizione, di una delle due liste a sostegno dell’ex sindaco Vittorio Agostino, che avevano ottenuto il 49% dei consensi.

Ora, a mesi di distanza, e con in carica il Governo Letta, lo scorso 8 agosto è stato approvato un emendamento della Commissione Senato, secondo il quale il decreto 39 non è retroattivo. Il testo recita
chiaramente: In sede di prima applicazione, con riguardo ai casi previsti dalle disposizioni di cui ai capi V e VI del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, gli incarichi conferiti e i contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo in conformità alla normativa vigente prima della stessa data, non hanno effetto come causa di incompatibilità fino alla scadenza già stabilita per i medesimi incarichi e contratti (Legge 98 Art. 29-ter.
Disposizioni transitorie in materia di incompatibilità di cui al decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39).
Quindi, nel mio caso, in quanto eletta nel maggio 2012, avrei potuto rimanere tranquillamente al mio posto, senza ottemperare a una legge entrata in vigore nell’aprile 2013. Solo che, ormai, ero stata costretta a dare le dimissioni da consigliere.
In conclusione, per il solito pasticcio all’italiana, mi sono vista ingiustamente obbligata a voltare le spalle ai numerosi cittadini Chiavaresi che mi hanno votata, più tutti i consensi che ho guadagnato nei mesi successivi con il mio lavoro all’opposizione, dai più sempre riconosciuto come intenso, puntuale e dettagliato. I Chiavaresi hanno perso una loro
rappresentante all’interno del consiglio unicamente per le solite pastoie burocratiche. Faccio notare che il mio destino è simile a quello di pochissimi altri colleghi in Liguria (ne ho contati due nell’Asl 2 Savonese) e di nessun collega, nella mia stessa situazione, in moltissime regioni d’Italia. Perché solo a noi? Mi è stato tolto ingiustamente un incarico e non è stata rispettata la volontà degli elettori. Una piccola storia, la mia – mi rendo conto – nel “mare magnum” delle
beghe italiane, ma indicativa di come basti poco per stravolgere un voto democratico a uso e consumo dei pochi che detengono il potere. All’insegna del “manovratore” che non va mai disturbato.
Dott.ssa Valeria Leoni

Valeria-Leoni

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