Published On: Dom, Giu 4th, 2017

La loro prima parola sarà VFC

Domenica 4 giugno, golfo del Tigullio, in passeggiata a mare, ore 19:30.
Cammino a passo veloce, per recuperare un poco di tonicità, c’è ancora gente che lentamente fluttua sulla passeggiata, senza troppa voglia di tornare a casa. Coppie di ragazzi recano lattine e pizze nel cartone per cenare in spiaggia.
Passo vicino a un grande stabilimento balneare, dove una famigliola gioca a calcio balilla. Padre e figlio sui 6 anni sono schierati contro madre e figlio sugli 8 anni.
Mentre cammino, con la coda dell’occhio seguo il gioco concitato e il padre che si fa fare un goal da pollo. Lo sento gridare a voce alta: VFC. Il figlio che gioca con lui gli fa una faccia come per dire “Non si dice!”, poi si tace, perché il padre è troppo agitato. Vado oltre e intanto penso: “Tra qualche anno, saranno i figli a mandarli a VFC, e i genitori si stupiranno”. Ormai le parolacce sono parte costante del linguaggio familiare, al contrario di qualche decennio fa, quando erano vietate, un poco ipocritamente.
Penso che tra qualche decennio la prima parola che un bambinetto pronuncerà -davanti a genitori trepidanti e pronti a registrarla- sarà proprio quella: VFC. E andrà benissimo, pronunciata in quel modo, perché così qualche mese più tardi il pargolo sarà già pronto a trascriverla, nelle sue chat con gli altri pargoli, fuori dall’asilo nido.
Immagino che VFC sarà la parola più usata, nel lessico famigliare e nella buona società. E temo che fonemi più grevi saranno utilizzati, fuori famiglia e nella sozza società.

Lavagna e il Tigullio da Sant’Anna