Published On: Mer, Feb 5th, 2014

La Nigeria si appresta a diventare la prima nazione africana

La Nigeria in Italia ha un sapore falsoficato, da “vecchia Africa” folcloristica. Si pensa alle stragi infami compiute dai terroristi di Boko Haram, al massimo. Oppure all’invasione delle prostitute nere sulle nostre strade notturne. Si pensa al petrolio dell’ENI e ai diamanti di alcuni nostri imprenditori, come il chiacchierato Gabriele Volpi, l’Abramovic italiano, proprietario del La Spezia calcio, della Pro Recco, inserito nella realizzazione di centri sportivi a La Spezia e Sarzana, nella realizzazione di porti marina (come a Santa Margherita ligure), e dotato di diverse società tra cui la Intels, dal giro di 1,5 miliardi l’anno.

Ma la Nigeria, che ha ormai oltre 170 milioni di abitanti, sta diventando la prima nazione africana, superando il Sud Africa con uno sprint irresistibile, come scrive -un poco sorpresa- la stessa stampa della nazione rifondata da Nelson Mandela.

Negli ultimi due anni per esempio i sette centri vendita della catena di supermercati sudafricani Shoprite hanno venduto più champagne in Nigeria che nei loro 195 punti vendita sudafricani. Secondo il  Global Post mancano pochi anni al sorpasso economico, senza che la corruzione, l’evasione fiscale ed altro possano bloccare l’effervescente crescita nigeriana. In realtà il solo limite serio alla leadership nigeriana è stato finora il poco sviluppato sistema bancario e finanziario.
La capitale, Lagos, è tra le 10 città in maggiore crescita demografica al mondo (tutte dislocate in Asia, a parte Lagos).

A oggi il PIL nigeriano è di 292 miliardi di $, contro i 354 miliardi del Sud Africa, ma è ampiamente sottostimato: il conto totale dovrebbe essere superiore di molto, già oggi. In Nigeria arrivano tutti (per l’Italia imprese di costruzioni, Eni e il già citato Volpi): cinesi e brasiliani, mentre la Nigeria è la prima destinazione degli investimenti francesi in Africa, più dell’Algeria. Del resto, l’Africa cresce anche nella tecnologia, se il traffico di Kinshasa, nel vicino Congo RD, è regolato da robot alti 2,5 metri…

Del resto anche il vicino Ghana è cresciuto del 60% (!) nel 2010, dopo un ricalcolo del suo PIL. Attualmente, la crescita nigeriana del 7% annuo, mentre il Sud Africa si limita a un più modesto 2 o 3%, anche se ovviamente parte da una ricchezza di massa meglio distribuita.
Lagos, Nigeria (Reuters)

Lagos, Nigeria (Reuters)

Nigeria, traffico

Nigeria, traffico

 

Displaying 2 Comments
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  1. Redazione ha detto:

    Gentile don Riccardo, grazie per il commento, “bello” e utile a capire quella realtà. Del resto, corruzione e deviazioni da un corretto sentiero cristiano sono all’ordine del giorno anche in Italia…

  2. Io non sono un businessman, non sono un imprenditore, non sono in affari economici per cui non posso esprimere un’opinione su questi aspetti. Sono un Religioso Prete e sono responsabile di una piccola missione e della formazione di giovani Religiosi locali qui in Nigeria. Vi posso esprimere le mie impressioni sull’aspetto umano della Nigeria. Quello che piu’ impressiona e’ il potenziale umano della Nigeria, il formicolio umano che ti avvolge, le masse di gente che ti spingono avanti, l’intelligenza, le abilita’ manuali, le doti musicali, la forza fisica di uomini e donne, la gioia di vivere e vedere la vita che si sviluppa e si moltiplica nelle maree di bambini affettuosi. E sopratutto il valore religioso della vita; una religione che da’ significato ad ogni momento della giornata. La grande festa della Messa domenicale che puo’ durare anche quattro o cinque ore (minimo due) da’ coraggio a una settimana di duro lavoro.
    Certo non mancano gli aspetti negativi, le deficenze, le contraddizioni che a volte ti fanno esclamare, specialmente a me Italiano, come e’ possibile che l’elettricita’ arrivi qualche volta e senza neanche un orario? Com’e’ possibile che in una citta’ come Enugu di 750,000 abitanti l’acqua ti arrivi per qualche ora quando arriva? Com’e’ possibile che nessuno si lamenti, solo io perche’ sono Italiano? Per non parlare della corruzione che tutti ammettono e nessuno puo’ farci niente. Anche nell’aspetto religioso ci sono contraddizioni. Con tutto il fervore cristiano, i sacrifici agli Spiriti sono ancora un business.
    Ma gli aspetti negativi non invalidano le potenzialita’ unane del popolo Nigeriano che ha un grande avvenire e da cui il mondo Europeo dovrebbe anche imparare.

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