Published On: Gio, Feb 9th, 2017

La politica rapallese in lutto per l’ex sindaco Amoretti. Venerdì 10 i funerali

Si è spento ieri, dopo 7 anni di coma, l’ex sindaco di Rapallo Gian Nicola Amoretti, primo cittadino del centro rivierasco dal 1990 al 1995. Membro dell’Unione Monarchica Italiana, militante prima nelle fila della Democrazia Cristiana, poi di Alleanza Nazionale e infine del Partito della Libertà, ottenne risalto per la richiesta di eliminare dai dizionari italiani il termine “rapallizzazione”. Lascia la moglie Carla, la sorella Maria Cristina e i due figli Carlo e Umberto, attualmente assessore nella giunta Bagnasco. Le esequie si terranno nella basilica dei santi Gervasio e Protasio venerdì 10 febbraio alle ore 15:30, con camera ardente alle 17:30 presso l’Oratorio dei Bianchi.

Molteplici le manifestazioni di stima e vicinanza pervenute nelle scorse ore da tutte le parti politiche: da Elisabetta Ricci giungono le condoglianze a nome del Circolo di Via Libertà 61 e, unitamente ad Armando Ezio Capurro, quelle del neo-costituitosi gruppo consiliare “Direzione Italia”; Andrea Costa, Gino Garibaldi e Marco Conti esprimono la propria vicinanza alla famiglia Amoretti da parte del gruppo regionale “Liguria Popolare”, e così pure Augusto Sartori a nome di “Fratelli d’Italia”.

Un ricordo particolare giunge dalla “Pulce” Nadia Molinaris, che rammenta così la figura dell’ex sindaco:

In un’epoca in cui la politica ha ormai perso la sua nobiltà di significato, fatta di frasi urlate, di linguaggi pieni di rabbia, insulti, in un italiano diventato “ipotetico”, fa stringere ancor maggiormente il cuore la perdita di un uomo come Gian Nicola Amoretti, prima uomo, poi signore, Politico di razza e Sindaco della nostra città. Doti riconosciutegli da tutti, anche dai suoi avversari.

Personalmente, oggi voglio ricordarlo con le sue parole, pronunciate in quel 1° aprile del 1993, in occasione dell’occupazione dei binari ferroviari da parte dei cittadini di Rapallo insieme a lui, il Sindaco in testa, per protestare alla paventata chiusura dell’ospedale cittadino:

«Sapevamo tutti benissimo a che cosa andavamo incontro. Anche perchè le forze dell’ordine, con molto tatto ci avevano avvisato e di ciò sono loro grato. Ma rifarei tutto. Interruzione di pubblico servizio per due treni fermati? E un ospedale chiuso non è un’interruzione di un servizio ben più grave? Ad ogni modo, pagherò di tasca mia le spese legali di tutti i cittadini che saranno denunciati.»

Nell’abbracciare con questo “nobile” mio ricordo la famiglia, porgo anche a nome del direttivo del Circolo della Pulce, le più sentite e partecipate condoglianze.