Published On: Gio, Mar 23rd, 2017

La Regione Liguria vieterà di portare burqa e niqab

È stato presentato questa mattina in Regione Liguria dal Presidente del Gruppo Consiliare Forza Italia Angelo Vaccarezza, e dal Segretario del Consiglio Regionale Claudio Muzio un Ordine del giorno relativo alla modifica dell’articolo 5 della legge 152 del maggio “Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico“.

Kabul, foto di Roberto Schirra

Là dove finora si prevede “il divieto d’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico senza giustificato motivo“. Il documento chiede ufficialmente che il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti si faccia parte attiva in sede di Conferenza Stato – Regioni, perché il Governo modifichi l’articolo, comprendendo in esso il divieto esplicito all’uso in pubblico del burqa, del niqab e di ogni altro indumento atto a rendere irriconoscibile una persona, inasprendo le sanzioni per chi trasgredisce la norma. «Con questa iniziativa vogliamo dare voce a una sempre più forte necessità di sicurezza, garantendo l’incolumità delle nostre famiglie, dei nostri figli, con tutti i mezzi a nostra disposizione – spiega Angelo Vaccarezza – concordo sul fatto che la libertà religiosa sia un diritto riconosciuto e garantito dallo Stato italiano, ma i valori democratici e universali, di ordine pubblico e sicurezza sociale debbono comunque prevalere, attraverso ogni misura possibile.
La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha stabilito, nel luglio del 2014, che il divieto generale di uso del velo islamico integrale in luoghi pubblici, previsto da una legge francese del 2010, non viola la Convenzione Europea sui diritti umani, in quanto tale divieto rientra nei poteri dello Stato per garantire le condizioni affinché le persone possano “vivere insieme” nella loro diversità. Vietare l’utilizzo del Burqa e del Niqab in questo caso, rappresenta una scelta di buon senso, ad esclusiva tutela del vivere civile. «Nessuno dei due indumenti – continua il consigliere forzista – prevede la possibilità di un riconoscimento immediato: il niqab, lascia appena una fessura libera per gli occhi. Il burqa, oltre a coprire interamente il corpo, ha una rete davanti al viso che impedisce anche di identificare i tratti somatici di chi lo porta. La legge attuale prevede semplicemente il divieto di utilizzo di caschi e parla di altri generici mezzi per celare il volto. Il contesto sociale, politico e culturale degli ultimi anni è però cambiato, e non di rado vengono utilizzati per attentati terroristici persone dal volto nascosto da copricapi legati al mondo arabo, che nulla hanno a che fare con un credo religioso; il confine fra tradizione e sicurezza è minimo: la legge deve essere aggiornata secondo gli standard attuali…”

Kabul, foto di Roberto Schirra