Published On: Ven, Nov 13th, 2015

La sinistra e i protestanti italiani in ginocchio davanti a papa Bergoglio

Perle rare, quelle degli jihadisti arrestati a Merano. Uno si fa chiamare hitler. Gli altri non vedono l’ora di ammazzare “ebrei e americani”. Tutti dicono di voler conquistare Roma. La sinistra continua a dormire su problemi su cui non servono gli allarmi interessati della stampa di opposizione, ma su cui la sinistra di governo può allentare l’attenzione.
Ma dov’era la sinistra italiana ieri?
Era in massa (soprattutto più ortodossa: Bersani, il direttore di Limes Caracciolo, Cuperlo…) convenuta a un dibattito sul successo di papa Bergoglio. La Repubblica oggi titolava “La sinistra è stregata da Bergoglio“. Avvenne qualcosa di simile con Peròn più che con Mussolini, il quale almeno aveva la virtù di non nascondersi dietro parole di miele.
Eppure i fedeli della “vecchia chiesa comunista” conoscevano benissimo i pericoli delle parole mielate e delle azioni crude della Compagnia di Gesù.
Questa singolare fascinazione delle sinistre italiane per il papa, è incredibilmente bissata dalla BMV, la rete protestante italiana che comprende battisti, valdesi e metodisti. Dimentichi di secoli di oppressione e stragi (non solo contro i valdesi fino al 1800, ma ancora nel recente dopoguerra), costoro si dichiarano “affascinati” dal papa.
Eppure Bergoglio è l’artefice della vendita delle nuove indulgenze: i valori spariti nell’Occidente.
Bergoglio ripeterà il successo cesaro-papista della chiesa ortodossa russa, in cui il Patriarca “sua santità Kyrill” (ma non era solo Dio a nominare i santi? Non era solo Cristo l’unico Santo?) ha ovviato al crollo dei valori del comunismo sovietico con una nuova Santa Alleanza tra politica e chiesa in insalata russa. Operazione da rifare in salsa UE, coi cavolini di Bruxelles?
I valori si vendono bene quando nessuno più sa cosa siano, soprattutto tra chi di valori è sempre vissuto, non abitando peraltro a Wall Street.
Sorprende quindi l’ignoranza storica di parte del protestantesimo italiano. Si legga questo articolo, a firma di una pastora battista.

Il punto non sono le parole del papa “religiosamente corrette”, e a volte giuste, doverose.
Una volta sinistre, laici, e protestanti italiani dicevano “Fai quello che i preti dicono ma non fare ciò che loro fanno“.
Oggi l’Italia non sa più nulla di Cristo, di religione, di valori. E’ quindi ovvio che sia totalmente ignorante sulla storia e il linguaggio dei gesuiti. Si dovrebbe ovviare a questo vuoto.
Il papa infatti è un gesuita ma non è un prelato della “teologia della Liberazione” sudamericana, come è stato spesso rappresentato.

I gesuiti e domenicani come Bartolomé de las Casas difendevano alla morte gli indios americani (che bisognava evangelizzare), ma negli stessi anni in Spagna e Portogallo in preda all’Inquisizione gli stessi gesuiti e domenicani massacravano gli eretici e gli ebrei (che bisognava estirpare). I gesuiti lo facevano con più garbo dei domenicani, e infatti erano i confessori preferiti dell’aristocrazia, perché non negavano a nessuno l’assoluzione dei peccati. Ma erano comunque al centro dell’Inquisizione.

I gesuiti hanno sempre represso le deviazioni eretiche, incluse quelle di teologi ultracattolici come Ernesto Bonaiuti, seguace di Gioacchino da Fiore, modernista etc.
Nella biografia su Wikipedia non se ne fa cenno, ma il pur a volte delirante ma geniale e coltissimo Bonaiuti fu macellato dalle confutazioni dei gesuiti, che non fanno mai scappare una deviazione dal loro progressismo verbale che è conservatorismo de facto:

“…Eccezionalmente inviso ai gesuiti – suoi nemici storici, e protagonisti primi delle sue miserie – e a De Gasperi, fu ridotto in rovina dal Vaticano: “Il Vaticano ostacolò e tormentò il sacerdote romano, dalla genuina e appassionata vocazione, come non fece con nessun altro nel corso del XX secolo. Per quarant’anni usò qualsiasi mezzo, a parte la violenza fisica, per mettere a tacere un prete che, se fosse stato più docile, avrebbe portato volentieri ai vertici della sua gerarchia: il controllo e le censure, fino a una moderna forma di rogo dei libri, cioè l’acquisto dell’intera tiratura di un’opera per farla sparire dal commercio; la diffamazione scientifica e umana; le lusinghe e le promesse; lo spionaggio e la delazione; il ricatto e le minacce; i complotti e le trappole; le sospensioni e le scomuniche, fino alla più grave, la belluina scomunica ‘vitando’, del 1926, che proibiva a ogni credente di accostarglisi, per qualsiasi motivo” (p. X).

 Due le ragioni principe della contesa: Buonaiuti era l’alfiere del “modernismo”, profondo e radicale rinnovamento del cattolicesimo, soffocato con durezza da Pio X; Buonaiuti era un maestro carismatico, pieno di discepoli; la Chiesa voleva fosse lasciato da solo. Non doveva insegnare; i suoi scritti non dovevano essere divulgati. (…) Intanto, entro il 1928, “La Civiltà Cattolica” l’aveva già bollato da un ventennio con questi giudizi: “Eretico dichiarato, modernista impenitente, autore di libri blasfemi, scandalosi e razionalistici, affetto dall’isterismo di un’indole femminile, peggiore di Marcione, ipocrita, spergiuro, vanitoso, superficiale, infelice apostata, incoerente” (p. 47).
Seppe rispondere a tono (“vasta cooperativa di produzione e di consumo, per il dominio della Chiesa e la conquista, mal dissimulata, del mondo”; la pedagogia gesuitica “lascia gli uomini ad una soggezione passiva di minorenni e tutelati”; il gesuitismo era “gemello del fascismo”, p. 51
).”

Secondo la vulgata progressista socialista e protestante, valida fino a pochi decenni fa, la bomba atomica della Compagnia di Gesù (termine militare) è la DISSIMULAZIONE. Che è il centro di ogni loro azione (la simulazione maschera ciò che non si è, mentre la dissimulazione nasconde ciò che realmente si è).
Ci sono forse delle leggende sul loro giuramento, ma sui comportamenti dei gesuiti d’antàn ci sono poche assoluzioni da fare.
Poi c’è il neo gesuitismo, il movimento che riassorbe le eresie socialiste e religiose, che contrasta il nichilismo laicista, che “immette sul mercato” valori iper condivisibili e tipici dei social media. In questo il nuovo gesuitismo non tocca più solo la chiesa cattolica è come il vecchio maestro dell’arte della dissimulazione

I vecchi protestanti italiani (non solo quelli integralisti) sapevano una cosa sicura: che la Compagnia di Gesù era un loro nemico, e per nemico si intende gente che ti faceva mettere in galera, cosa che avveniva ancora sotto il pontificato di papa Pacelli (Pio XII) quando entrarono in vigore le infauste norme della circolare Buffarini Guidi, che non colpì solo i pentecostali, dal momento che tutto il protestantesimo è stato fino a pochi mesi fa escluso dallo Stato italiano in virtù dei Patti del 1929.
Si noti che la causa di beatificazione di papa Pacelli è in mano della Compagnia di Gesù.
Oggi, in nome della pacificazione delle fedi, i protestanti possono farsi affascinare dalla mano tesa del nuovo gesuitismo. E la sinistra politica, priva del canone leninista, può abbeverarsi ai valori “eterni” di chi spezza il suo pane con i poveri, di chi dice di dividere il suo mantello con i derelitti. In questo embrassons nous manca la parte non materialista, che è decisiva in Cristo (insieme uomo e Dio, vita umana e vita al di là del corpo), mentre invece viene messa da parte nel neo gesuitismo, che non riguarda più soltanto la Chiesa di Roma quanto anche la nuova chiesa dei Media Generalisti Mondiali (MGM, una sorta di film continuo sul bene e il politicamente corretto, in realtà con rischi da Grande Fratello).
La missione di Bergoglio è quella di fermare l’avanzata protestante in America latina e in Africa, e di colmare il vuoto della crisi del socialismo, proponendo valori condivisibili, visibili, materiali.
Nel resto del mondo è quella di cavalcare il nuovo laicismo e i media, così da diventare la guida del papato digitale 2.0.

Siccome buona parte del mondo “progressista” (e di quello “regressista”) è pieno di anime candide, ci sta riuscendo in pieno.

Il papa ha origini nel Tigullio

Il papa ha origini nel Tigullio

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  1. Redazione ha detto:

    Grazie Franco. Purtroppo, pur conoscendo con una certa profondità i testi di Pascal (che fu anche un valente scienziato) e il pensiero di Port Royal, temo che siano pochissimo accessibili alla comprensione della gran parte degli esseri umani attuali. Sarebbero accusati di “misticismo”, di settarismo, o non sarebbero accusati di nulla, perché non li si capirebbe. Forse ancora più incomprensibile sarebbe la teologia cristiana di René Girard, che finisce per chiudere la porta in faccia a tutte le forme gerarchiche e sacerdotali delle chiese, sostenendo che Cristo ha “abolito” le religioni, abolendo per sempre il sacrificio (fondamento del sacerdozio) e l’archetipo del capro espiatorio (fondamento attualissimo e invincibile delle società moderne, a partire dal giustizialismo dei media, basato proprio sulla ricerca incessante di un “colpevole” cui addossare tutte le colpe (che sono invece molto diffuse in tutto il corpo sociale, prima di produrre eventi più macroscopici). Comunque, qualcosa si cerca di fare…

  2. Franco Cordiale ha detto:

    CONDIVIDO IN PIENO. UNO SCRITTORE AUTENTICAMENTE CRISTIANO, BIAGIO PASCAL, METTEVA IN GUARDIA DALLA DOPPIEZZA STRUMENTALE DEI GESUITI CON LE SUE “LETTERE PROVINCIALI”. PERCHE’ NON RILANCIATE LA CONOSCENZA DI QUESTO LIBRO, UTILE A CONTRASTARE E SMASCHERARE IL CRISTIANESIMO APPARISCENTE, MELLIFLUO DI UN PAPA COME QUESTO, TESO A BLANDIRE DA SEMPRE IL MONDO ISLAMICO, MINIMIZZANDO INVECE LE PERSECUZIONI ANTICRISTIANE NEL MONDO, DI CUI “SI e’ ACCORTO” SOLO DA QUALCHE TEMPO, MI PARE…

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