Published On: Gio, Gen 12th, 2017

La spy story dei fratelli Occhionero si sgonfia, con una fettina di prosciutto

Circolano delle grandi bufere di memi, tra Italia e Stati Uniti. Le notizie-bufala però in questi mesi hanno vita breve e si sgonfiano nello spazio di un giorno. Quelle su Trump e la Russia (con la variante sex gossippara “Dalla Russia con amore”) poi sono un probabile lascito dell’Amministrazione precedente, prima dello spoils system. L’ubbriacatura virale sui fratelli Occhionero, che ieri sembrava una notizia più importante di uno sbarco su Marte il mese prossimo da parte dei cinesi, oggi è già in fase di eclisse sui giornali.
Resta l’aspetto letterario della notizia sugli Occhionero: Nero Wolfe, Occhio di lince, private eye, banda Bassotti, Diabolik: tutto in quel cognome rimanda ai romanzi noir e allo spionaggio, tanto da sembrare un caso eclatante di nomen omen e di thrilleraggio alla Le Carré). Poi c’è l’appartenenza massonica, che in Italia equivale a criminalità, anche se la massoneria è stata protagonista dell’Unità nazionale e del Risorgimento. Sarà colpa della chiesa Cattolica e della “massoneria” degli ex partiti leninisti, se la Massoneria viene repressa a prescindere nei media e nei tribunali?
I fratelli Occhionero sarebbero allora solo due Fratelli Bandiera, immolati sull’altare della Distrazione di massa? Con quelle allusioni jemsbondistiche, ripetute da quasi tutti i giornalisti, sul fatto che Francesca Maria veste la mimetica e “conosce la lingua araba” si possono costruire memi memorabili, trasformandola in una Amanda Knox, e chi se ne frega se poi le bufale virali spariscono nel giro di una notte come un mal di testa.
Forse gli Occhionero sono davvero la Spectre italiana, e da soli valgono più della Cia e del FSB russo messi insieme. Più che di Spectre, bisognerebbe probabilmente parlare di speck, perché di questo si tratta sempre più spesso nei panini confezionati dall’informazione/deformazione, in cui tutti si dichiarano degli Sherlock Holmes rivoluzionari, mentre sono in buona parte dei Cacasenno involuzionari. E noi che figli siamo, beviamo, beviamo.

Francesca Maria Occhionero (foto tratta dal profilo Facebook della presunta “spia”)