Published On: Mar, Ago 27th, 2019

L’aereoporto di Genova cresce, ma resta 21mo in Italia, dietro Brindisi e Lamezia Terme…

Nonostante la buona crescita percentuale del 2018, l’aereoporto di Genova resta problematico. Sicuramente ciò è dovuto in primo luogo alla sua ubicazione in mezzo al mare, costretto a subìre venti caratterizzati da alta volubilità di direzione, dovuta al contesto della costa.
Pesa anche l’impatto negativo della rete infrastrutturale ligure (treni-strade-autostrade-traghetti), nonostante alcune esiziali migliorie, come le navette Tigullio-aereoporto di Genova, cui peraltro si doveva pensare già dieci anni fa: siamo diventati, in Italia, i bradipi del rapporto pensiero/azione. Anzi, visto che il pensiero nelle infrastrutture e gestione dei lavori pubblici (come in tutto il resto) è azzerato… si può dire che siamo i bradipi dell’azione (che, mancando del supporto del pensiero, diventa anch’essa di grado zero).

Venendo ai dati riportati da Start Magazine, si vedrà che Genova ha movimenti di passeggeri inferiori a quelli di Brindisi e Lamezia Terme, per non parlare di Treviso… Evitiamo il confronto con gli scali della Sardegna, che sono molto trafficati a causa della distanza dell’isola col “continente”. Certo, Bergamo con quasi 13 milioni di passeggeri, o Napoli con quasi 10 milioni, devono il loro successo non solo a situazioni particolari, ma anche a una gestione ottimale dello scalo, al marketing, a eccellenti relazioni con le compagnie di successo, alla capacità di creare nuove destinazioni finalizzate al turismo.
Ribadiamo, non è colpa degli amministratori attuali: il problema dello scalo genovese risale alla sua realizzazione: forse andava meglio Albenga, forse Sarzana o Vattelapesca. Forse i collegamenti ferroviari e autostradali con Milano, Firenze, Costa Azzurra sono ridicoli. I numeri, comunque sia, sono questi…