Published On: gio, Nov 29th, 2018

L’androide e l’umano, profetico testo di Philip K. Dick, del 1972

ANIME DI SILICIO
“Il nostro ambiente, fatto di macchine, strutture artificiali, computer, dispositivi elettronici … comincia a essere, e sempre più sarà, dotato di ciò che gli psicologi temono sia attribuito al mondo esterno dall’uomo primitivo: l’anima. In un senso molto concreto, il nostro ambiente si sta animando, o quasi, in modo estremamente simile a noi”.

A BLADE RUN
“Un giorno o l’altro un essere umano – diciamo Fred White- potrebbe sparare a un robot uscito da uno stabilimento della General Electric, e scoprire che questo piange e sanguina. Il robot morente, a quel punto, potrebbe rispondere al fuoco e, con sua grande sorpresa, vedere una voluta di fumo grigio levarsi dalla pompa elettrica che lui credeva fosse il cuore di White. Sarebbe uno sconvolgente momento di verità per entrambi.
(…)
DUEL di SPIELBERG
[Dopo aver disquisito su l’uomo che violenterà la macchina da cucire, con quest’ultima che testimonierà sui fatti, dicendo il falso, Ph. K. Dick prosegue…)
Valutiamo i bipedi spediti in una spedizione spaziale. “Sarebbe disdicevole scoprire, tra tre anni, che i componenti dell’equipaggio si sono sposati con delle parti della stazione spaziale e ronzano felici e contenti nella loro beatitudine coniugale… Come nello stupendo racconto di Ray Bradbury in cui un cittadino di Los Angeles attanagliato dalla paura scopre che l’auto della polizia che lo sta seguendo è senza guidatore… dovremmo assicurarci che sul sedile di guida ci sia davvero uno di noi. Nel racconto di Bradbury -a mio parere- il vero orrore non è dato dal fatto che l’auto della polizia con i suoi tropismi si metta alle calcagna del protagonista, bensì dal fatto che all’interno dell’auto ci sia un vuoto. Un posto non occupato. L’assenza di qualcosa di vivo, questo è l’aspetto orrorifico, la visione apocalittica di un futuro da incubo.

TIME PRIMA DEL TEMPO: VIDEOTELEFONI 3D descritti sul TIME del 1972
“Il nauseabondo Time magazine ci descrive [siamo nel 1972!, ndr] il sogno nel campo della telefonia descritto da Harold S. Osborne, ex ingegnere capo di AT&T: sin dalla nascita, a ogni bambino viene assegnato un numero di telefono che gli resta per tutta la vita. Non appena sarà in grado di parlare, gli verrà dato un dispsitivo simile a un orologio dotato di dieci piccoli tasti da un lato e di un piccolo schermo sull’altro. Quando desidera parlare con qualcuno, in quasiasi parte del mondo tirerà fuori il suo dispositivo e digiterà il numero sulla tastiera. Quindi, voltando l’aggeggio, sentirà la voce della persona chiamata e ne vedrà la faccia sullo schermo, a colori e in tre dimensioni.”

ANDIAMO VERSO UNA SOCIETA’ TOTALITARIA, SAREMO SCHIACCIATI TRA TOTALITARISMO E MAFIA DI MASSA: INTANTO, UCCIDI IL TUO TELEVISORE
Se, come sembra, stiamo diventando una società totalitaria in cui l’apparato di Stato sarà onnipotente, i fondamentali princìpi etici per la sopravvivenza del vero individuo umano saranno: imbrogliare, mentire, fuggire, truffare, procurarsi documenti falsi, costruire nel proprio garage aggeggi elettronici più sofisticati di quelli in dotazione alle autorità [saremmo cioé schiacciati tra totalitarismo e mafia di massa, NDR]. Se lo schermo della televisione vi osserva, modificatelo al suo interno a notte fonda, quando vi è concesso di spegnerlo, facendo in modo che il servo degli sbirri che osserva le immagini provenienti dal vostro soggiorno, si ritrovi a osservare casa sua…

Gli Stati Uniti immaginati da Ph. Dick nel romanzo La svastica sul sole (ripreso dalla bellissima serie The man in the high castle)