Published On: Mar, Giu 17th, 2014

L’Argentina è a un passo da un nuovo default (non la nazionale di calcio di Messi)

L’Argentina è a un passo dal baratro economico-finanziario, soltanto dieci anni dopo la crisi del 2001, che diede il via -insieme con la crisi mediorientale esplosa tragicamente a New York l’11 settembre 2001- all’infausto decennio di guerre, terrorismo e crisi mondiale.

Infatti -a meno di un contrordine last minute- la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto le richieste dell’Argentina su un contenzioso con alcuni “fondi avvoltoio” sui titoli di Stato. Gli speculatori avevano rastrellato i Titoli di Stato argentini quando questi erano carta straccia, e poi hanno chiesto che questi siano pagati al prezzo pieno, in quanto non aderiscono al “concordato fallimentare” del 2005 e del 2010, che ha garantito all’Argentina e agli acquirenti dei suoi bond uno sconto di circa due terzi. Idem per gli obbligazionisti. Si aprirà un tavolo di negoziati con gli hedge fund, ma la prima rata di pagamenti prevista è a fine giugno, data in cui dovrebbero essere pagati per intero i coupon di 1,5 miliardi di dollari per titoli che valgono 13 miliardi e che scadono nel 2033.

Le casse dello Stato argentino non sarebbero in grado di pagare queste cedole, il che significherà default.
Anche se saltasse il banco di Buenos Aires, non ci sarebbero comunque conseguenze internazionali, in quanto -a differenza dal 2001- adesso non ci sono investimenti sui titoli argentini, da parte di nazioni e investitori mondiali.

Situazione simile anche nel Venezuela -altra nazione sudamericana a forte rischio. Adesso resta la necessità di trovare accordi col FMI, ma con prospettive dure, visto che il titolo internazionale CDS, che protegge lo Stato argentino è passato in un giorno da 700 punti a 2500. (Fonte: International Business Times). Nemmeno Messi può salvare l’Argentina?
tasse

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