Published On: Lun, Feb 13th, 2012

L’aula informatica fantasma di Santa Maria

RAPALLO. Una società sempre più informatizzata in cui persino i bambini in tenera età sono in grado di spiegare le nuove tecnologie ai nonni. E’ ormai consuetudine vedere i piccoli scolari uscire dall’aula con gli occhi puntati allo schermo di uno smartphone mentre navigano su Internet. Lungi l’idea di demonizzare Internet e la tecnologia, nasce tuttavia l’esigenza di educare i più giovani ad un corretto utilizzo della rete e delle tecnologie informatiche.

Secondo i dati audiweb relativi a dicembre 2011, sono 35,8 milioni gli Italiani tra gli 11 e i 74 anni che dichiarano di accedere al web da qualsiasi luogo e strumento. Aumenta la possibilità di accedere a internet attraverso nuovi dispositivi come i cellulari ( 9,7 milioni di Italiani connessi) e tablet (949 mila Italiani). Il 48,1% di chi naviga in rete ha un profilo su un social network, (il 76% dei giovani fra i 15 e i 24 anni), di questi l’80,7% usa internet per controllare la posta elettronica, il 68,2% per reperire informazioni, il 52,7% per chattare o scrivere su un forum, il 26,3%per acquistare beni o servizi.

Ancora non esiste un vero e proprio programma di educazione informatica nelle scuole, ma cresce, seppur lentamente, l’impiego di computer nella didattica. Inizialmente utilizzati per l’insegnamento di discipline matematiche, oggi i computer sono sempre più uno strumento multidisciplinare, abbracciano anche le materie umanistiche e la loro utilità è conclamata già a partire dalla scuola dell’infanzia. Sempre più istituti scolastici si stanno dotando di aule informatiche, ma non mancano casi singolari come quello di Rapallo.

Alle scuole Dellepiane di Santa Maria giacciono in un sottoscala dieci computer donati dai genitori degli alunni mentre l’aula che doveva ospitarli, inaugurata lo scorso 14 settembre, resta inutilizzata. La denuncia dei giorni scorsi proviene da Giovanni Raggio, che nella sua veste di presidente del Consiglio di Circolo, ha dichiarato: “E’ una situazione davvero non sostenibile: il recupero del sottotetto della scuola è un pro­getto che risaliva ancora alla giunta di Armando Ezio Capurro. Que­st’amministrazione ha impiegato 5 anni per la ristrutturazione e ora l’aula non è nemmeno utilizzabile. Vedere dei computer marcire in un sottoscala non è accettabile“.

A dar man forte alle parole di Raggio anche un’insegnante dell’istituto, Giulia­na Pellini, che pur comprendendo eventuali difficoltà da parte del Comune a reperire fondi in un periodo di crisi puntualizza: «Ora credo davvero che, dopo tutti questi mesi, sia arrivato il limite massimo. Fino a oggi le lezioni di informatica vengono fatte in un’aula piccola, con appena tre computer, quando al piano di sopra c’è uno spazio nuovo e ci sono dieci computer, che i genitori hanno paga­to, che dovrebbero essere utilizzati».

Non tarda la replica da parte dell’amministrazione rapallese che tramite l’assessore alla Pubblica istruzione, Lelio Milanti, comunica di aver sollecitato l’ufficio econo­mato a prendere contatto con il Dellepiane per risolvere il problema. «Mancano gli arredi, abbiamo parlato con le maestre e la segretaria e ci stiamo attivando per far avere loro sedie, tavoli e allacci. ­ Io c’ero, il giorno dell’inaugurazione: l’aula era completamente vuota e così è rimasta. C’è stato anche un pro­blema di comunicazione: se avessimo ricevuto prima la segnalazione, il problema sarebbe stato già risolto».

 

Sembra proprio che quello che conta sia solo la foto inaugurale: presenziare, tagliare nastri, fare sorrisi ai fotografi, riempire di fiori le aiole. Rapallo è decadente, si dice da più parti; ma una comunità che trascura i più piccoli, i suoi figli, il suo futuro è davvero in grave decadenza come società civile e le scuole sono uno dei simboli di una comunità civile e viva – interviene così Nadia Molinaris, candidato sindaco del Circolo della Pulce e prosegue dicendo che – Milanti non può parlare di “problemi di comunicazione” per cui se fosse stata fatta prima la segnalazione il problema sarebbe già stato risolto. Questa suona francamente come una offesa agli utenti della scuola e di tutti i cittadini: non si parla di una sedia rotta, si parla di un’aula nuova, appena inaugurata, che non è mai stata messa in funzione. Basterebbe un po’ di presenza in più tra i problemi quotidiani che, come in questo caso, se ci fosse stata, avrebbe impedito la nascita del problema stesso. Sarebbe stato certamente più carino chiedere  semplicemente scusa a bambini, genitori e cittadini tutti, anzichè cercare giustificazioni. A volte il  riconoscere i propri limiti potrebbe far dimenticare anche gli errori …che invece purtroppo, tutti noi ricordiamo bene“.

Una vicenda anomala che per la felicità di bambini ed insegnanti verrà risolta a breve, ma che deve far sorgere una considerazione. In un periodo di crisi economica generalizzata in cui risulta complicato reperire le risorse economiche da destinare a nuove opere, occorrerebbe in primo luogo evitare inutili sprechi ed ottimizzare quel patrimonio, ricco o povero che sia, di cui già si dispone.

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