Pubblicato il: gio, Ott 12th, 2017

Lavoratori ASL4 preoccupati per la riorganizzazione della Sanità ligure

Il sindacato Usb esprime preoccupazione per la nuova riorganizzazione dell’ Asl4, soprattutto perche’ a tutt’oggi i sindacati aziendali non sono stati convocarti dalla Direzione per ricevere adeguate informazioni. La nostra prima richiesta in tal senso e’ dell’ 11 luglio.Come lavoratori siamo perplessi e disorientati perche’ rischiamo seriamente di essere informati solo a cose fatte. Nel piano sanitario relativo all’ Asl4 ci sono infatti alcuni punti non chiari. Ad esempio non viene menzionato l’Ospedale di Chiavari, che ospita rsa e hospice e quindi non si capisce la sua destinazione finale. Si parla inoltre della creazione di un polo cardiochirurgico ma senza specificare se a gestione pubblica o privata e in che struttura sarà ospitato.

Intanto oggi 12 ottobre tutti i Sindacati sono stati convocati dalla Commissione Sanita’ della Regione Liguria per accogliere osservazioni al Piano Sanitario per il triennio 2017/19.

Come USB abbiamo ribadito e confermato la nostra contrarieta’ ai provvedimenti di privatizzazione degli ospedali liguri e in generale ad ogni indirizzo che vada in questa direzione ritenendo che la sanita’ deve rimanere pubblica. Ci spaventano e ci scandalizzano quindi le continue dichiarazioni di questa Giunta che invocano l’aiuto dei privati per migliorare e rilanciare la sanita’ ligure.

Abbiamo inoltre richiesto:

lo sblocco delle assunzioni in vigore gia’ dal 2010 e l’avvio di un adeguato piano assunzioni nel triennio che risulta assente nel piano regionale proposto.   Secondo l’ultimo studio del Collegio Ipasvi del 2016 in Liguria ad esempio mancano 1422 infermieri (130 in asl4) e a causa del blocco del turnover oltre il 37% ha superato i 50 anni. In questa situazione e’ evidente che non si garantisce sicurezza e servizi efficienti ai cittadini;

l’avvio di un tavolo di trattativa per far riconoscere il tempo di vestizione delle divise aziendali a tutti gli effetti come orario di lavoro cosi’ come sancito in varie sentenze della Cassazione;

l’avvio di un nuovo concorso regionale per operatori socio sanitari oss e la richiesta che i corsi professionali per ottenere l’abilitazione siano predisposti, invece che da Enti privati a pagamento, dalle singole Asl gratuitamente come era previsto fino al 2013;

la concessione e lo sblocco dei nulla osta attraverso apposita circolare per consentire ai tanti operatori sanitari, vincitori di mobilita’ regionale e di fuori regione, di ricongiungersi con la propria famiglia e avvicinarsi al luogo effettivo di residenza.