Published On: Ven, Feb 8th, 2013

Le Antola sono agibili, ma scatta la protesta. I genitori vogliono incontrare il Sindaco: “non ci fidiamo”

Scuole Antola - RapalloRAPALLO. Non c’è alcun pericolo, l’edificio è stabile ed anche “l’ingegnere strutturista ha riconfermato la certificazione di staticità dell’istituto” – si legge nel comunicato congiunto rilasciato dalle Dirigenti scolastiche degli istituti Da Vigo e Antola che hanno provato in ogni modo a rasserenare gli animi, ma per un gruppo di mamme, preoccupate per l’accaduto e per la sicurezza dei propri figli, tali rassicurazioni non  sembrano sufficienti.

“Noi domani mattina alle 10 ci troviamo in Comune dove c’è l’Anagrafe per parlare con il Sindaco e comunicare la situazione della scuola pericolante chiedendo il trasferimento in altre strutture sicure tipo Emiliani oppure Casa della gioventù”.

sms - messaggio - cellulare

Inizia così un sms denso di preoccupazione che ha ormai raggiunto tutti i genitori degli alunni delle Antola passando di cellulare in cellulare nel giro di pochi minuti. Il testo prosegue con un appello: “Stiamo facendo gruppo di tutte le mamme di tutte le classi 1-2-3-4-5- elementare! Passa parola e vieni anche tu per la sicurezza di tua figlia/o! Noi non abbiamo per niente fiducia di una perizia fatta da loro e vogliamo la sicurezza dei nostri figli! Non mancare !!!!!!!”.

Una delle mamme, raggiunta telefonicamente, ci spiega dettagliatamente la loro protesta. “Non andremo a litigare, semplicemente e dire che lunedì non porteremo i nostri figli in quella scuola e che non ci fermeremo”. La mamma ha la voce stanca, tipica di chi ha tenuto conversazioni accese per un’intera giornata, ma non intende desistere dal tutelare la sicurezza dei propri figli. “Potrei ancora accettare un parere emesso dopo quindici giorni di indagini accurate, ma una perizia rilasciata in sole due ore non è né attendibile né giustificabile. Abbiamo assistito troppe volte in Italia a casi simili: pareri, perizie, rassicurazioni e poi… stragi annunciate ridotte a tragiche fatalità”.

La mente ci riporta a drammatici episodi come quello di S. Giuliano di Puglia del 2002 o i recenti crolli avvenuti al Marco Polo di Noli ed al Martin Luter King di Ciampino a metà dicembre e, senza andare troppo lontano, al distacco di una parte di soffitto avvenuta nel 2009 alle Dellepiane di Santa Maria del Campo. “Diranno che siamo esagerate? – prosegue la mamma intervistata – Ognuno pensi quello che vuole, ma si mettano una mano sul cuore e decidano di tutelare la sicurezza dei nostri ragazzi. Ci sono tante scuole e spazi inutilizzati a Rapallo; ci sono gli Emiliani, otto aule vuote alle Marconi ed i locali della Casa della Gioventù. Li affittino, trovino una soluzione… siamo anche disposte a contribuire economicamente se il Comune non se lo può permettere”.

“Quanto è accaduto è un avvertimento, non aspettiamo che accadano tragici eventi per poi dire mi dispiace – poi conclude con una riflessione provocatoria – Se in Comune sono tanto sicuri della solidità dell’edificio perché non vi trasferiscono i loro uffici?”

AGGIUNTA di redazione
Dalla vicenda -e senza pretesa alcuna di scientificità, anzi “a naso”- ci sembra opportuno indicare al Comune -più che l’utilizzo di un ingegnere e del calcolo strutturale- quello di un geologo. Infatti i problemi potrebbero nascere nel sottosuolo (cedimenti, piccole voragini etc.) più che nelle strutture dei palazzi in questione. In tal caso serve appunto un geologo e un altro tipo di indagini.

Displaying 3 Comments
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  1. Redazione ha detto:

    Come ho già notato ieri, “a naso” e senza pretesa di essere nel giusto, mi sa che i problemi non sono legati alle strutture in sé, ma al sottosuolo (cedimenti etc.). Pertanto più che di ingegneri e di calcolo strutturale, fossi nel Comune penserei a un geologo…

  2. Veronica ha detto:

    Bhe!!! Se gli ingegneri sono gli stessi che hanno dato l’ok nel 2002 o 2009, allora si siamo tutti ingegneri…. Non si scherza con la vita di nessuno tanto meno di bambini….

  3. Beppe ha detto:

    Oltre allenatori di calcio in questa nazione siamo anche tutti ingegneri

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