Published On: Mar, Ago 26th, 2014

Le borseggiatrici eleganti e raffinate che si incontrano sui treni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera firmata, che segnala un problema reale, che ha anche delle varianti (per esempio questa: una passeggiata a mare; un anziano; una signorina; un invito a parlare; una passeggiata insieme; un appuntamento; uno scippo; una sparizione improvvisa).

“Parliamo  di treni e nello specifico dei regionali Liguria di Trenitalia e della loro ( in)sicurezza.

Non mi riferisco solamente ai quotidiani ritardi sulla linea costiera, ritardi dovuti sia a un materiale rotabile che seppur ristrutturato, a volte sente il peso degli anni e della cronica mancanza di manutenzioni, mancanza che si ripercuote anche sui nuovi Vivalto ( i treni due piani ad alta frequentazione ) quelli con la nuova livrea, porte guaste ecc… che alla alta percentuale di passeggeri in discesa e salita ( specialmente sulla zona Cinque Terre ) ai marciapiedi stretti che (sempre alle Cinque Terre ) creano non pochi problemi e rischi che qualcuno si faccia veramente male, ma anche ad una problematica che specialmente con la stagione estiva e l’alta affluenza di viaggiatori sta diventando una vera e propria piaga: LE BORSEGGIATRICI.

Si questo è il problema. Tutte le mattine e i pomeriggi nelle tratta Genova La Spezia c’è un via vai di “zingare” [probabilmente il fenomeno non si limita soltanto ai rom, ndr], le quali hanno come missione il derubare i viaggiatori, sia i più sprovveduti (tanti) che quelli indifesi (gli anziani).

Queste signorine viaggiano in gruppi, vestono all’occidentale, si truccano e a volte si tingono i capelli; insomma si mimetizzano bene. Pare che a volte abbiano anche regolari titoli di viaggio ( quelli che noi comuni mortali chiamiamo biglietti) quindi non è possibile farle scendere dal treno. Trenitalia, o meglio il personale viaggiante, fa quel che può, e le Forze dell’Ordine pure ( comunque salvo pattuglioni periodici, direi poco). Talvolta le signorine finiscono in caserma o commissariato ( a seconda di chi le coglie sul fatto ) e magari ci passano la giornata, incavolate per i danni dovuti a mancato incasso, mi sa che prima o poi i loro avvocati ( si perché assieme ai documenti non manca il biglietto da visita di qualche stimato, intendo dire di buon livello, professionista ) chiederanno i danni dovuti ai mancati incassi causati dal temporaneo fermo di attività. Dicevo che viaggiano in gruppi… La tecnica è semplice: individuano i soggetti, si avvicinano ( il momento della fermata in stazione è il più delicato ) e, quando c’è ressa, magari fingono di aiutarli, e allora le più anziane creano il diversivo e voilà ecco che sparisce il portafoglio o anche la borsa!

Ad agire sono le più giovani, meglio se sotto i 12 anni (perché a quell’età, qualsiasi sia la tua cittadinanza ed il tipo di reato commesso non sei perseguibile ) oppure quelle incinta o in allattamento. Insomma l’organizzazione è praticamente perfetta e intoccabile. Non dimentichiamoci che non sono previsti sia a bordo treno che nella stazioni avvisi di possibili borseggi (…) e che -solo grazie all’iniziativa spontanea di alcuni capi treno che passano avvisando di stare attenti a portafogli e borse- null’altro accade. Guai a indicare gruppi etnici vari…

A me, che uso il treno, è capitato piu’ volte di incontrare le borseggiatrici eleganti (a sto punto ci si potrebbe dare del tu) e talvolta vederle in azione. Spesso ho avvisato il demoralizzato e frustrato personale viaggiante (con il 90% di loro sono solidale, lavorano in condizioni quantomeno indecenti e con tutela zero) o la Polfer e l’Arma. le risposte sono sempre le stesse: “Grazie per la segnalazione, faremo il possibile per intervenire… Oppure: –Abbiamo predisposto servizi adeguati, oppure siamo in pochi e facciamo quel che possiamo… Oppure: –Tanto possiamo fare ben poco…).

A questo punto non sarebbe il caso di andare sull’argomento un giorno si e l’altro anche? Non sarebbe il caso che vi fossero pressioni adeguate su Trenitalia affinché si attivasse con messaggi sonori e cartacei ( questi ultimi ben visibili) sia nelle stazioni che a bordo treno? Non sarebbe il caso di fare anche ( in modo garbato) pressioni sulle Forze dell’Ordine e perché no sulla magistratura affinché si possano prendere provvedimenti efficaci?

Mi rendo conto che ammettere che c’è un problema possa equivalere ad ammettere che i treni non sono sicuri (cosa purtroppo verissima e tragica in zona tra l’altro turistica) e quindi forse potrebbe causare una caduta d’immagine (pero’ piu’ sputtanati di cosi…) ma sono anche convinto che dare una corretta informazione non sia controproducente ma bensì rassicurante ( =Vi avvisiamo che c’è questo problema e vi invitiamo ad essere vigili ed attendi ed al contempo vi diciamo che lo siamo anche noi…) e utile.
Lettera firmata
agenti polfer a bordo di un treno

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