Published On: Mer, Lug 22nd, 2015

Le specie marine a rischio in Liguria e Italia, le specie in aumento, le cause

La associazione RAMOGE comprende le zone marittime della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, del Principato di Monaco e della Regione Liguria che formano così una zona pilota di prevenzione e lotta contro l’inquinamento dell’ambiente marino.

E’ partita in questi giorni una campagna di analisi della RAMOGE, che ha come area di campionamento il promontorio di Portofino, ed è relativa alle cause del crollo della presenza di patelle, la specie che fino agli anni 90 ricopriva praticamente tutti gli scogli del mar ligure, ed era la componente di un piatto a base di spaghetti e pomodoro.

La patella è l’invertebrato marino più a rischio di estinzione di tutto il bacino. Protagonisti del censimento saranno in particolare i sub dei principali centri diving locali.

Abbiamo chiesto ad Aurelio Perazzo, del Club sub Sestri levante, che di recente si è immerso nel mare di Sardegna e che si immerge quasi ogni giorno nei fondali del Tigullio fino a 30 m in apnea, quale è la situazione delle altre specie che vivono nei nostri mari.

“Il calo di molte specie è dovuto a un insieme di fattori negativi: la pesca intensiva, la crescita della temperatura dell’acqua, l’inquinamento, la presenza umana sul bagnasciuga. Tutte le specie che vivono sul pelo dell’acqua o sul bagnasciuga sono in netto calo, non solo le patelle. In alcune specie che vivono sui bagnasciuga inoltre può incidere anche la presenza dei bagnanti, oltre al rialzo della temperatura. Parliamo dei paguri, dei “vermi” che vivono sotto la ghiaia, utilizzati come esca (escluso il “vermocane“, in crescita), dei cornetti, dei ricci, dei tartufi e dei pomodori di mare, delle vongole e delle arselle che fino a un paio di decenni fa si trovavano sul fondo della Baia di Levante a Sestri.

Tra i pesci?
I polpi sono in netto calo in tutti i mari italiani, colpa della pesca intensiva. Sparite o quasi le spigole, mentre i saraghi sono stati sterminati sui litorali, con l’utilizzo dei bigattini come esca. In calo anche i branzini e i naselli.
In aumento invece vi sono carnivori come murene, gronghi e le cernie, e un pesce da fondo come la mostella.

In calo anche gattuccio, smeriglio e altri squali nostrani. Poi vi è il tema della plastica che finisce in mare (marine litter, isole galleggianti etc.). Vedere questo nostro articolo.

sea pollution

Inquinamento del mare

 

 

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