Published On: Lun, Lug 27th, 2015

Lega e Fratelli d’Italia: alloggi agli sfrattati liguri, no all’utilizzo della clinica universitaria di San Martino per i profughi

Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, lanciano la proposta di ospitare nelle strutture ricettive dell’entroterra e della costa i genovesi sotto la soglia della povertà. “Per i presunti profughi il governo trova sempre i soldi: faccia lo stesso per i nostri indigenti”. Rixi (Lega Nord) è contrario alla ristrutturazione della clinica universitaria di San Martino, per destinarla a “sedicenti” profughi.

«In sei mesi a Genova ci sono stati 800 sfratti, in cinque anni le famiglie sotto la soglia di povertà in Liguria sono aumentate del 47%, le code alle Caritas e alla Comunità di Sant’Egidio per ricevere un pasto o un pacco di viveri sono sempre più lunghe e sempre più composte da genovesi che hanno perso il lavoro e addirittura la casa. Visto che il governo trova circa 40 euro al giorno per mantenere presunti profughi qua e là sul nostro territorio, faccia uno sforzo ulteriore e individui le risorse necessarie a dare un tetto ai nostri sfrattati e a chi ha perso tutto insieme al lavoro». Questa la proposta lanciata da Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria di Fratelli d’Italia, e da Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova.

«In un recente sopralluogo all’ospedale San Martino di Genova – dice Rosso – ho avuto modo di constatare di persona l’ingente allestimento in corso all’ex clinica universitaria per accogliere 60 immigrati: mobili, letti, camion interi di materiali domestici e non solo. Un vero e proprio cantiere, una mobilitazione generale che la dice lunga sull’impegno economico sostenuto dallo Stato per allestire un vero e proprio centro di accoglienza. Peccato che la stessa solerzia e lo stesso impegno non si veda nei confronti dei nostri bisognosi che arrivano addirittura a gesti estremi perché non hanno una casa come nel caso dell’anziano genovese suicidatosi a Sestri Ponente. E non è l’unico caso purtroppo, ma solo il più recente. Ci pare evidente che di emergenza oggi non ne esista solo una: oltre all’immigrazione, c’è l’emergenza povertà delle nostre famiglie. Diamo un alloggio ai nostri sfrattati, magari in qualche hotel dell’entroterra, proprio come avviene oggi per tanti immigrati irregolari che arrivano nella nostra regione».

Dice Rixi: «Mi risulta che stiano addirittura montando l’aria condizionata in vista dei nuovi arrivi: in quattro e quattr’otto si sta rimodernando una struttura che fino a ieri era interdetta ai nostri malati e che oggi magicamente viene dotata di tutti i comfort per i presunti profughi in arrivo. Dopo aver “confiscato” il Palasport nel quartiere fieristico di Genova che da almeno un anno è stato adibito, in maniera più o meno continuativa, a luogo di identificazione e smistamento degli immigrati con grave danno all’attività della struttura, il governo arriva a imporre la convivenza coatta tra malati e sedicenti profughi. Il San Martino, primo ospedale della Liguria, non può essere trasformato in un campo profughi. Non accettiamo e non accetteremo questo scempio a spese e sulla pelle dei liguri».

Edoardo Rixi

Edoardo Rixi

Ospedale San Martino

Ospedale San Martino

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