Published On: Ven, Feb 27th, 2015

Lega Nord, sindaci e sindacati: luci e ombre sull’assetto produttivo di Fincantieri

Ieri davanti ai cancelli di Fincantieri a Riva Trigoso, e questa mattina, nel Comune di Sestri Levante, alla presenza di sindacalisti e dei tre sindaci della val Petronio, si è discusso del possibile nuovo sistema di produzione dei cantieri che servono la flotta militare italiane altre marine nel mondo.

Ieri l’on. Massimiliano Fedriga, capogruppo del Carroccio alla Camera e in Commissione Lavoro, insieme a Edoardo Rixi, vicesegretario federale della Lega Nord, Sonia Viale, segretario regionale della Lega Nord Liguria, e ai vertici regionali e provinciali della Lega Nord Liguria, hanno partecipato al presidio di volantinaggio dei lavoratori di Fincantieri  a Riva Trigoso.

I dubbi riguardano lo scorporo del reparto Meccanica (che permette risparmi rispetto ai contratti nazionali Fincantieri etc.): per la Lega ciò può essere “il preludio di altre sciagurate vendite a potenziali compratori stranieri come avvenuto per i rami civili di Ansaldo e Piaggio Aero. Come Lega Nord ci siamo già mobilitati sia in Regione con un ordine del giorno approvato all’unanimità sia alla Camera con l’interrogazione urgente del nostro capogruppo Fedriga per chiedere anche l’utilizzo di manodopera del territorio in vista delle prossime commesse da 5,4 miliardi di euro per il rinnovo della flotta della Marina Militare».
Dubbi simili sono stati riproposti anche nel Comune di Sestri.

C’è tuttavia da dire che è necessario abbassare il costo di produzione -per dare forza alla cantieristica nazionale. L’alternativa non sarebbe l’acquisto di Fintecna da parte di aziende estere, ma -alla fine- la costruzione di navi all’estero. Quindi si deve seguire il metodo Marchionne -che indubbiamente ha avuto ragione a fuggire all’estero, per evitare i disastri del fisco e della burocrazia nostrane, per poi tornare forte a produrre anche in Italia. L’alternativa è quella di migliaia di aziende, che hanno chiuso i battenti in Italia e sono fuggite all’estero armi e bagagli. Non vogliamo questo? Cerchiamo tutti di rivedere al meglio la produzione in Italia, soprattutto se si riuscirà a organizzare meglio tutto il sistema fiscale e burocratico (vedere qui perché Apple investe 1,7 MLD $ in Irlanda , e nemmeno un euro in Italia). Il resto è silenzio. Assordante.
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