Published On: Lun, Gen 20th, 2014

Legna portata dai fiumi sulle spiagge. Che fare? La nostra proposta

La Regione Liguria ( e le altre Regioni) e i sindaci del Tigullio devono insistere sulla strada della logica e della convenienza economica e ambientale, contro l’ambientalismo da salotto che vuole imporre logiche sbagliate e costose all’intera comunità.

I fatti sono questi.
Da che mondo è mondo, dopo ogni mareggiata e piena dei fiumi, gli abitanti dei borghi marinai andavano in spiaggia a raccogliere la legna da bruciare nelle stufe e nei camini di casa.
Oggi i tempi sono cambiati, urge capire quale può essere la procedura migliore per raccogliere e utilizzare le tonnellate di legna portate dai fiumi e dai torrenti del Tigullio.

Una parte dell’ambientalismo è contrario al fatto che la legna venga bruciata sul posto.
Vero: bruciare per niente non ha senso. Meglio bruciare e utilizzare un termovalorizzatore, trasformando la legna di potature, lo scarto verde della spazzatura domestica etc. in energia elettrica quasi gratuita.

Ma i termovalorizzatori, utilizzati con successo nel centro delle città di tutta l’Europa senza morti, feriti o tumulti antimodernisti, in Italia sono osteggiati. A Copenhagen ci si riscaldano le case di buona parte dei cittadini, così come in Svezia o in Germania o a Montecarlo.
Se capiamo bene, da noi non si vuole nemmeno utilizzare le biomasse. Si vuole fare quanto segue (ma può essere che ci si sbagli):
– mandare squadre di operai o cooperative nelle spiagge;
– far raccogliere la legna con delle ruspe;
– mettere la legna su dei camion (che -si noti bene- bruceranno benzina a caro prezzo);
– portare la legna in discarica.

Se così fosse, si spenderebbero per nulla cifre folli, e si danneggerebbe l’ambiente con fumi di centinaia di camion. In cambio di niente.
Per intenderci, oggi il comune di Rapallo spende 4000 euro di rimozione legname da due spiagge,per ogni mareggiata.
Bene ha quindi fatto la Regione a rendere possibile la raccolta di legna libera da parte dei cittadini. Ma serve un passo in più.
Non si può più tollerare oltre che una minoranza di integralisti pre-scientifici obblighi la maggioranza e le amministrazioni a scelte scellerate e anti ambientali.

La soluzione migliore sarebbe l’acquisto di mini termovalorizzatori che – prezzo contenuto- possono utilizzare quando si vuole gli scarti agricoli, le potature di parchi e oliveti, la legna alluvionale,

producendo energia elettrica senza fumi: vedere QUI.

Si potrebbero così utilizzare cooperative di giovani in ogni comune. Costoro avrebbero il compito di raccogliere la legna e gli scarti agricoli, e anche di manutenere i nostri boschi e parchi, raccogliendo la legna secca e tagliando gli alberi vecchi e pericolanti. Le cooperative si manterrebbero da sole, senza spese per le casse pubbliche. Si potrebbero creare dei montacarichi azionati da pannelli fotovoltaici o da pale minieoliche per trasportare la legna dai boschi al centro comunale di produzione ambientale di energia elettrica.
Si pensi infine al beneficio economico per i nostri agricoltori e olivicoltori, che ogni anno mandano in fumo migliaia di tonnellate di legna e scarti agricoli.
Si può fare. Facciamolo subito.
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Displaying 5 Comments
Have Your Say
  1. ALDO ha detto:

    MI SEMBRA UNA STRUNZATA ….. NON LO FARA’ MAI NESSUNO … TROPPA FATICA

  2. Redazione ha detto:

    Agostino, se avesse letto il testo e il riferimento (link) riportato, avrebbe visto che in questo caso non si parla di termovalorizzatori classici (che peraltro funzionano in tutto il mondo, visto che la spazzatura umida e le potature e gli scarti agricoli sono migliaia di tonnellate) MA si parla di una semplice apparecchiatura valida anche per un piccolo oliveto ligure, che NON ha bisogno di stare sempre accesa, ma può essere utilizzata quando e come si vuole, tra l’altro senza produrre fumi. Lo scarto è un ammendante naturale (terra preta). Si ammortizza in 4 anni circa. Vi sono diversi prodotti disponibili sul mercato.

  3. Agostino ha detto:

    L’idea di produrre energia la trovo irrealizzabile per un motivo molto semplice, avete idea di quanta legna servirebbe per alimentare un impianto minimamente conveniente? Migliaia di tonnellate! E quando avete finito la legna cosa fate? Deforestate? La fate venire dal sud est asiatico? Spegnete l’impianto?

  4. Rino ha detto:

    Non si riesce a capire perchè c’è sempre qualcuno che rema contro. L’idea è ottima!

  5. Paolo zolezzi ha detto:

    Finalmente qualcuno che ragiona!

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