Published On: Ven, Apr 6th, 2018

Lei, per niente amata e sempre picchiata: No alla violenza sulle donne

Pubblichiamo integralmente questo comunicato di Raffaella Paita, anche perché continuano a giungerci notizie di donne picchiate (a Genova) senza che poi si sia arrivati a una denuncia. L’alcool è spesso una concausa della violenza sulle donne, ma non può essere una giustificazione per chi vilmente e bestialmente colpisce, e a volte mortalmente, chi gli sta affianco.

È accaduto ancora. Un’altra donna uccisa per mano del compagno, tra le mura di casa. Nella nostra regione e nella mia provincia: a Sarzana, due giorni fa. 

Una storia su cui le istituzioni preposte faranno chiarezza e giustizia e che le pagine di cronaca ci raccontano in tutta la sua tragica dinamica. Ma anche un numero in più ad alimentare la drammatica statistica sul fenomeno del femminicidio e della violenza di genere. 

Proprio ieri Amnesty International ha diffuso i risultati dell’indagine “Gli Italiani e le discriminazioni”, realizzata in collaborazione con Doxa, per fotografare il pensiero degli italiani su femminicidio, bullismo e omofobia (https://www.amnesty.it/indagine-doxa-gli-italiani-discriminazioni-ancora-diffuse-nel-nostro-paese/). 

I dati emersi fotografano un Paese in cui  per 6 Italiani su 10 la violenza sulle donne è aumentata in questi ultimi anni e sempre più spesso si sentono notizie in cui si parla di femminicidio. Ma, a pensarla così, sono quasi 7 donne su 10, contro il 50% degli uomini. C’è poi un restante 40% di Italiani per i quali il fenomeno è rimasto invariato, ma che credono che se ne parli di più su media e social media (anche in questo caso, a minimizzare il problema sono gli uomini, risponde così il 47% contro il 30% delle donne).

Questi numeri chiariscono in maniera evidente, ancora una volta, quando le strade della cultura e dell’educazione al rispetto delle differenze siano le uniche percorribili per sconfiggere la mentalità distorta e il pregiudizio che spesso fanno da terreno fertile alla violenza di genere.

Nel corso della passata legislatura, il Partito Democratico si è impegnato in prima linea, così come nella tutela e promozione dei diritti civili, per approvare in Parlamento i provvedimenti necessari a contrastare questo fenomeno e fornire gli strumenti adeguati a tutelare le vittime e i figli di queste donne. Dalla legge sul femminicidio ai piani straordinari d’azione del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio fino a uno stanziamento di fondi che non ha precedenti. 

Il percorso è ancora lungo. Da parte mia, anche in questo nuovo ruolo di parlamentare come in questi anni in Consiglio regionale, mi batterò ogni giorno per promuovere la cultura del rispetto e dei diritti. Contro ogni forma di discriminazione e violenza.

Raffaella Paita, Deputata PD