Published On: Mar, Ott 25th, 2016

L’emigrazione che non ti aspetti: 150.000 tedeschi lasciano la Germania ogni anno

In una società globalizzata, l’emigrazione giovanile è un dato consolidato e fisiologico col quale si devono fare i conti. Ma comunque sapere che 150.000 tedeschi lasciano la loro nazione ogni anno è sorprendente, visto il potere attrattivo della Germania.

Secondo Die Welt si tratta di tedeschi con un grado di istruzione elevato, un milione e mezzo dei quali ha lasciato la Germania negli ultimi dieci anni.
Molti giovani italiani, soprattutto del Nord Italia (c’è ancora un’emigrazione giovanile da Sud verso il Nord), “fuggono” verso Londra. Altri vanno a terminare gli studi o a cercare la prima occupazione a Milano.
A Genova poi sono persino diminuiti gli immigrati da Africa e Medio oriente (a breve un articolo al riguardo).

Dopo i dati sulla Germania si può ormai parlare di una doppia emigrazione generalizzata in tutto l’emisfero nord (a sud dell’equatore ci sono dinamiche simili):
– quella dei giovani in cerca di successo e libertà dalle burocrazie che viaggiano dall’Europa verso l’Occidente anglosassone o nordeuropeo, con corollario di aggravio del crollo demografico interno;
– quella da Africa e Oriente verso Occidente, che è di tipo economico, ed è anche conseguenza del crollo demografico nostro (i popoli sono come i vasi comunicanti e l’acqua: se si svuota da una parte, ne arriva dall’altra).

Corollario 1
Quindi, chi vuole “bloccare” con la forza etc. i migranti dal sud del mondo, dovrebbe invece pensare a fare dei figli.
Corollario 2
Il razzismo anti emigrati -che cresce e crescerà a ritmi esponenziali in Europa e anche negli USA (dove Trump e un sintomo)- è causato non da teorie neonaziste (che crescono come conseguenza), ma dalla sensazione che il fenomeno migratorio da Medio Oriente e Africa sia “già adesso” incontrollato e foriero del crollo della civiltà europea. Avvenne qualcosa di simile nel processo di decadenza dell’Impero romano, caduto proprio per crisi demografica, causata secondo Cicerone dai troppi vizi e agi (si ricordino le lodi all’austerità dell’era di Cornelia dei Gracchi), e dalla conseguente emigrazione di popoli “barbari”.

Di sicuro in Germania e in Occidente vi sono opinioni e culture sociali sui fenomeni migratori troppo contrapposte, il che fa pensare al peggio, visti i precedenti, dalla Repubblica di Weimar al nazismo. Eccone una silloge raccolta da Gatestone (che è un sito molto schierato contro le migrazioni, n.b.):

  • “Noi rifugiati (…) non vogliamo vivere insieme a voi nello stesso paese. Voi potete, e penso che dovreste, lasciare la Germania. E per favore, portatevi dietro la Sassonia e Alternativa per la Germania (AfD). (…) Perché non ve ne andate in un altro paese? Siamo stufi di voi!” – Aras Bacho, un migrante siriano di 18 anni, sul quotidiano Der Freitag, ottobre 2016.
  • Nel maggio 2016, la rivista Focus ha riportato la notizia che molti tedeschi si stanno trasferendo in Ungheria. Un agente immobiliare di una cittadina nei pressi del lago Balaton, una rinomata località turistica, intervistato ha dichiarato che otto tedeschi su dieci che si trasferiscono lì dalla Germania adducono come motivo della scelta la crisi migratoria nel loro paese..
  • Il 14 ottobre, il quotidiano di Monaco Tageszeitung ha pubblicato una lettera: “Mio marito a volte dice che ha l’impressione che facciamo parte della più grande minoranza senza lobby. Per ogni gruppo c’è un’istituzione, un luogo, un interesse pubblico, ma per noi, una coppia eterosessuale sposata, con due figli, che non è disoccupata, non è disabile, né islamica, per gente come noi non vi è più alcun interesse”. – “Anna”, in una lettera indirizzata al sindaco di Monaco in cui spiega che ha deciso di andarsene dalla città con la sua famiglia. “Dunque, un lunedì mattina, ho partecipato a una colazione organizzata dal Comune di Monaco per le donne del quartiere. Lì ho incontrato 6-8 mamme, alcune della quali in compagnia dei propri figli. Tutte indossavano il velo islamico e nessuna parlava tedesco. Gli organizzatori dell’evento mi hanno subito informata che probabilmente avrei avuto difficoltà a integrarmi (queste sono state le loro esatte parole!). Vorrei sottolineare che sono tedesca. Parlo correntemente il tedesco e non indosso il velo. Così ho abbozzato un sorriso e ho detto che avrei cercato di integrarmi. Purtroppo, avevo portato dei panini salame e prosciutto per questa colazione dove a ognuno era stato chiesto di portare qualcosa da mangiare. Pertanto, ho avuto ancora meno possibilità di integrarmi. … “Allora, ho chiesto informazioni sul brunch. (…) Mi è stato detto che sarebbe stato consumato in due diverse stanze. Una per gli uomini e l’altra per le donne…”.

Anche la famiglia di Anna si è trasferita. Grande è il caos, persino in Germania.

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