Pubblicato il: sab, Ott 7th, 2017

Licenziamenti ILVA: il No dei partiti non basta. Ci vuole crescita industriale

Un ennesimo caso tipico, il licenziamento dei lavoratori ILVA da parte del gruppo Arcelor-Mittal (Arcelor -acciaierie francesi- sono state acquisite dal gruppo guidato dall’imprenditore indiano Mittal, che ha poi presentato il progetto per il colosso italiano ILVA).
E’ il classico gioco delle parti: le aziende devono ridurre il personale in eccesso (contraddicendo quanto promesso), e sindacati e politici difendono i posti di lavoro, organizzano scioperi… Alla fine, ci si salva coi prepensionamenti, che vengono pagati dai cittadini.

Se si vedano qui di seguito i comunicati stampa di due partiti opposti, e si vedrà la loro identità di fondo: predicano un No ai licenziamenti, e non propongono l’unica cosa che serve: una politica industriale nuova ed espansiva. Anche la Regione e il Comune, gestiti dal centrodestra, danno le stesse parole…
Nei giorni scorsi abbiamo letto di una start up che ricicla i vecchi sci e le tavole da surf etc. per farne degli abiti. Una storia di successo, nel corso della quale sono apparse le seguenti parole:

…”NATURALMENTE, la produzione è stata trasferita in Austria, dove i costi sono minori...”.

Non ci siamo, finché non si renderà efficiente e competitiva la nostra filiera (anche con la diminuzione delle tasse sul lavoro), sarà inevitabile vedere crollare tutte le nostre grandi industrie.
Lisciare il pelo a chi è destinato a perdere lo stipendio senza pensare a creare le condizioni per nuovi posti di lavoro che rendano alle aziende, è perdente per tutti. Si pensi a quanti lavoratori ha mantenuto l’ILVA in tutta Italia nell’ultimo secolo…
Il ministro Calenda deve procedere su questa direzione, senza guardare in faccia nessuno degli attori, quasi tutti colpevoli di corporativismo o di interesse di parte.

PD: “ESUBERI ILVA INACCETTABILI. I NUMERI VENGANO RIDISCUSSI. CHIEDIAMO CHE IL GOVENRO CONTINUI A INTERVENIRE CON FORZA NELLA DISCUSSIONE”

Gli esuberi annunciati dai commissari straordinari di Ilva (600 persone solo a Genova) sono del tutto inaccettabili e socialmente insostenibili, anche in virtù degli importanti investimenti fatti dal Governo nella società, in questi anni di gestione straordinaria e nel prossimo futuro con il completamento dell’ambientalizzazione del sito di Taranto. Il pubblico ha fatto fino in fondo la propria parte, visto che parliamo di centinaia di milioni di euro investiti nella bonifica delle aree e nella salvaguardia dei livelli occupazionali. Pertanto i numeri di Ancelor Mittal, che ha acquisito un’azienda faticosamente tenuta in vita in questi anni grazie all’intervento dello Stato, vanno profondamente rivisti. Chiediamo che il Governo continui a intervenire con forza nella discussione tra le parti. Lunedì saremo in piazza al fianco dei lavoratori alla manifestazione organizzata dai sindacati confederali.

I parlamentari liguri del Pd – Segreteria regionale Pd Liguria – Gruppo Pd in Regione Liguria – Gruppo Pd in Comune di Genova – Gruppo Pd Municipio Medio Ponente

M5S, ILVA: “SUBITO COMMISSIONE STRAORDINARIA. ACCORDO DI PROGRAMMA VA ONORATO”
4000 esuberi in tutta Italia, di cui 600 solo a Genova. Il nuovo piano presentato dalla proprietà apre un nuovo fronte nella pesante crisi occupazionale con cui si ritrova a fare i conti l’Ilva. Ai lavoratori va la nostra massima solidarietà e il pieno sostegno affinché sia rispettato l’accordo di programma e garantiti livelli occupazionali e reddito. Toti riferisca al più presto sull’evolversi della trattativa tra Governo e sindacati, in cui la Regione è chiamata a giocare un ruolo di mediazione importante.  Sin da ora chiediamo la convocazione di una commissione straordinaria su Ilva da programmare all’inizio della prossima settimana, affinché siano date risposte immediate e chiare ai lavoratori.
MoVimento 5 Stelle Liguria