Published On: gio, Lug 5th, 2018

Liguria: crescita delle esportazioni e commercio digitale

Crescono le esportazioni in Liguria, ma non ci sono solo le grandi imprese a trainare le vendite all’estero. L’agroalimentare cresce a doppia cifra, ma allo stesso tempo cambiano i consumatori internazionali. Aumenta infatti la quota dei millennials e dei giovani abituati ad acquistare via internet. La sfida del commercio digitale è aperta e le piccole e medie imprese liguri hanno oggi gli strumenti per vendere online i propri prodotti sui mercati esteri.

L’export ligure è cresciuto nel 2017 e ha fatto segnare un performance superiore alla media italiana. Questo è emerso nel corso dell’ultima assemblea dell’ Associazione ligure commercio estero (ALCE), tenutasi a Genova lo scorso giugno. +8,1% rispetto al 2016, contro una media nazionale del +7%. Un dato che, se depurato dalle sue componenti più volatili (come la cantieristica e il greggio) fa segnare una crescita a doppia cifra, +15%. Una crescita che è stata trainata dal manifatturiero, che nei primi nove mesi del 2017 ha costituito il 92% dell’export.

Non mancano altri settori in crescita come la meccanica di precisione e l’agroalimentare, con quest’ultimo che nei primi sei mesi dello scorso anno faceva registrare un aumento del 13,5% (contro il +5,7% di media nazionale), piazzando così la Liguria al terzo posto in Italia nell’export di prodotti alimentari e bevande.

Manifatturiero, artigianato e agroalimentare fanno da traino all’export ligure, ma non mancano le opportunità in ambito digitale. Nel tempo crescerà sempre di più la quota di millennials, che acquistano prodotti attraverso internet e e-commerce, affidandosi a recensioni sui social e ricerche effettuate sui motori di ricerca. L’acquisto di prodotti liguri e del Made in Italy avverrà in misura crescente online e questo trend è già in atto.

Secondo i dati dell’osservatorio del Politecnico di Milano l’export digitale italiano aveva raggiunto un valore di 6 miliardi di euro nel 2015, per poi salire a 7,5 miliardi l’anno successivo e a 9,2 miliardi di euro nel 2017. In crescita anche la percentuale sul totale esportazioni: 4% nel 2015, 6% nel 2016 e 6,4% nel 2017. Cifre positive, ma che non devono ingannare: solo in Cina gli internauti spendono circa 700 miliardi di euro all’anno in acquisti via web. Per cui ci sono ampi margini di miglioramento e opportunità, soprattutto per quelle piccole imprese che realizzano prodotti di nicchia, artigianali o agroalimentari e che sono tanto ricercati all’estero.

Farsi conoscere sui mercati esteri è diventato più semplice grazie al web, ai marketplace online e anche alla possibilità di fare pubblicità su Facebook e Google a costi contenuti. È proprio in questa direzione che sta andando la nuova iniziativa del colosso di Mountain View, che in questi giorni ha lanciato Google Ads, la nuova piattaforma che andrà a sostituire AdWords. Obiettivo dichiarato: semplificare, grazie a formule molto più accessibili per gli inserzionisti.

Tutto molto più facile per le piccole imprese e artigiani che si trovano di fronte anche ad innovazioni in ambito logistico, dove piattaforme come Packlink confrontano i costi dei corrieri espressi e permettono così a imprese e artigiani di risparmiare sulle spedizioni dei prodotti all’estero. Tra i corrieri presenti su Packlink c’è Poste Italiane, che ha sviluppato servizi specifici per gli e-commerce, compresi quelli che devono consegnare merce all’estero. Per le imprese che vendono via e-commerce le tariffe di Poste online su Packlink sono accessibili a prezzi scontati e includono il ritiro a domicilio, assicurazione e tracking del pacco, creando un valore aggiunto per le attività che esportano grazie al commercio online.

Ma quante sono le imprese liguri che hanno una presenza sul web e che vendono via e-commerce? Secondo le ultime rilevazioni Istat le imprese liguri (con almeno dieci addetti) che sono online con un sito web o almeno una pagina su internet sono il 68,2% del totale, una percentuale che pone la nostra regione leggermente al di sotto della media nazionale (pari al 70,9%). Le aziende liguri sono tuttavia piuttosto attive nell’e-commerce: gli stessi dati Istat rilevano un 15% di imprese regionali operative nella vendita via web, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale, che è del 12,5%.

Una percentuale che appare ancora più sorprendente se si considera che la Liguria è la regione italiana con la più bassa percentuale di imprese che hanno accesso a internet (93,2%, contro la media italiana del 98,2%). Un dato che conferma la vocazione che le aziende liguri sembrano avere nella vendita online e che le pongono in una buona posizione per affrontare le sfide dei prossimi anni, in cui crescerà all’estero la propensione ad acquistare online i prodotti del Made in Italy.