Published On: Mar, Gen 17th, 2017

L’incendio di Genova può arrivare in val Bisagno. Il vento non molla

Nel tardo pomeriggio del 16 gennaio, l’incendio scoppiato  attorno a Sant’Ilario e monte Moro è sceso verso il centro abitato di Nervi nella zona di Via del Commercio e Via Biasioli interessando anche il tratto autostradale A12 (chiusa e riaperta più volte in tutta la giornata). Le forze del comando Vigili del Fuoco sono state inviate quasi tutte sul posto: 5 squadre, 3 autobotti, 2 Funzionari e un responsabile operazioni di Soccorso in autostrada per monitorare la sicurezza del traffico per il fumo. Il Comando di La Spezia ha inviato una squadra di 5 unità, Alessandria una sezione operativa di 9, stessi uomini in arrivo da Reggio Emilia e Torino. Sul posto anche i volontari. Hanno operato anche i Canadair.

Per domani sono già stati prenotati 2 Canadair e gli Elicotteri disponibili della flotta nazionale dei VVF.
Ma sarà difficile che gli aerei possano volare col vento attuale (raffiche di tramontana sopra i 100 kmh, qui le previsioni meteo).
In serata l’autostrada è stata di nuovo chiusa al traffico fino alle 23, gli abitanti di alcune case e i residenti in una Casa di riposo sono stati evacuati.

Rischi

Se il vento prendesse una direzione da nord-est, allora le fiamme potrebbe viaggiare verso Quarto e il centro di Genova, una previsione speriamo eccessiva, ma su cui un lavoro di prevenzione e stima va fatto, in queste ore.
Attenzione a prendere l’autostrada A12: sono possibili nuove interruzioni a singhiozzo, com’è successo oggi, e uscire sull’Aurelia è un disastro…

Cosa deve fare la Regione
La Regione ha proclamato lo stato di pericolo, ma lo ha fatto con grave ritardo.
Da anni diciamo che per la Liguria serve un piano di prevenzione e informazione continua, come per le allerte meteo. E il meteo di ieri preannunciava un forte vento con un forte freddo, il che significa che una sigaretta buttata da sprovveduti… un cacciatore distratto, o da un fumatore che passa in macchina… diventa una bomba potenziale. Serve un piano regionale serio. Non sono più tollerabili approssimazione e dilettantismo o lacrime di coccodrillo dopo ogni guaio avvenuto.

La dichiarazione di pericolosità è stata decisa dal settore Politiche della Montagna e della Fauna selvatica della Regione Liguria. Lo stato di grave pericolosità prevede il divieto di accendere qualsiasi tipo di fuoco, e anche il divieto di mettere in funzione apparecchi elettrici come motoseghe. Dai primi giorni di gennaio sono andati in fumo 50 ettari di bosco, di cui 20 ettari sul Monte Moro e Monte Fasce, a Genova, 10 ettari ad Andora (Savona) e altri nell’Imperiese.