Published On: Mar, Feb 12th, 2013

L’inconciliabile lotta tra giustizia e business: le tangenti di Finmeccanica in India

In carcerato l’Amministratore delegato di Finmeccanica Orsi, in seguito all’inchiesta del pm Woodcock a Napoli. L’accusa:  aver pagato 50 milioni di tangenti al governo indiano. Si trattava di un appalto di 500 milioni per 12 elicotteri Agusta-Westland.
Oviamente, i magistrati hanno fatto la cosa giusta, anche se la parte delle provea carico di Orsi non sembra del tutto convincente. Ma si deve fare anche un altro ragionamento, cosa che la stampa normalmente non fa:
-Bando al Paese dei campanellini, delle Prime comunioni e dei lecca lecca: esclusa l’Europa e l’Occidente (ma non ne sono affatto sicuro), SE si vuole vendere merce all’estero, e così dare da mangiare a migliaia di operai e alle loro famiglie in Italia, evitando così che le nostre fabbriche siano trasferite in India… si devono pagare tangenti. Viceversa arrivano i francesi, i tedeschi, gli inglesi, i russi etc., per i quali le cose sporche di questo genere sono istituzionalizzate e segretate per ragion di Stato (la loro magistratura lo sa)- e ci tolgono l’appalto, il business, col risultato che le nostre fabbriche -già traballanti (chiedetelo agli operai di Fincantieri)- chiudono. Vale per gli elicotteri, come vale per i tubi Innocenti. La politica è una cosa sporca. La politica economica internazionale lo è molto di più. Si tratta solo di esserne consapevoli oppure di vivere nel regno dei Campanelli. Se si sceglie il Paese dei Campanelli, però poi non si venga a piangere sulle tangenti versate.

Caso simile -nella contraddizione- quello descritto in uno dei capolavori di Sam Peckinpah, Getaway. Un criminale “onesto” deruba del bottino un business man “disonesto” che gli aveva commissionato una rapina in banca.
getaway

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