Published On: Lun, Nov 9th, 2015

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) gestirà il #dopoexpo di Milano, per il progetto Human Technopole

Tra i suoi molti difetti, quasi tutti di matrice “pubblica” (appalti, rapporti con la facoltà di Ingegneria a Genova), IIT ha un pregio indiscutibile: ha costruito i suoi (ancor piccoli) successi con una strada: la sola. L’unica. Quale? Un attimo, e si capirà.
Adesso IIT dovrebbe entrare come capofila del progetto post-EXPO Milano -che si chiamerà Human technopole ed è stato impostato dal governo Renzi (che ha fatto benissimo).
Scrive un giornale -come tutti- neostatalista e fautore del dirigismo dell’economia da parte della politica (=dei partiti), cioé Il Secolo XIX di Genova:
“…A convincere Renzi devono essere stati i risultati dell’Iit – più di 5.500 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e oltre 160 invenzioni nei primi dieci anni di attività – e il suo modello di gestione all’americana, ricalcato su quello della più prestigiosa università del mondo, Harvard: nessun concorso pubblico ma selezioni basate sul curriculum e decise da un comitato di esperti e professori esterni all’Iit. Il posto poi non è fisso: fa carriera soltanto chi riesce a mantenere alto il livello della ricerca. ”
NATURALMENTE ciò non va detto a Civati, Scanzi, Bersani, Rosy Bindi, Landini & Co. Guarda caso, però, il modello liberale o liblab angloamericano può funzionare persino in Italia, dove a dettar legge su scienza e mercato di norma sono i Prodi o i Salvini ma non chi è competente.

Progetto Erzelli

Progetto Erzelli

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