Published On: Lun, Mag 15th, 2017

L’ospedale di Sestri è malato? Il Comune chiede chiarimenti per tutta la ASL

Dopo due anni di attesa e mancanza di risposte adesso serve chiarezza e un progetto complessivo sulla
rete ospedaliera del Tigullio e sulla rete socio sanitaria del comprensorio. Da mesi attendiamo di
discutere queste prospettive, ma, nonostante le richieste di incontro e le sollecitazioni espresse anche in
Consiglio Comunale, non ci sono novità ufficiali” – Sono parole della Sindaca di Sestri Levante Valentina Ghio e dell’Assessora ai Servizi Sociali Lucia Pinasco, che aggiungono:

 In questi mesi di attesa, però continuiamo a registrare con preoccupazione segnali non positivi sull’organizzazione della rete del territorio.
La nostra proposta è chiara da tempo: un ospedale centrale per acuti, naturalmente Lavagna,  e definizione precisa e certa di specializzazione e di territorio per gli ospedali di Sestri e Rapallo, senza spezzettamenti o travasi di reparti al di fuori di un disegno di comprensorio.
Nulla di ciò è accaduto: l’ospedale di Sestri Levante ha interi piani vuoti senza destinazione di utilizzo e Lavagna, che è l’ospedale centrale dell’Asl 4 , non ha ancora un piano per rafforzare nel medio e lungo periodo le proprie funzioni per acuti. Inoltre non si hanno notizie se e come verranno riorganizzati i distretti sociosanitari nella nostra Asl, e se le peculiarità del Distretto 16, uno dei più anziani d’Europa, che ha fatto dell’integrazione ospedale/territorio una sua parte importante, verranno mantenute. Nel frattempo, si ipotizzano investimenti da parte dell’Asl, ma non c’è ancora un Piano di riforma discusso con i territori, né con i Sindaci.
Dopo l’apertura del confronto del Libro Bianco, a febbraio dello scorso anno, non ci sono stati passi avanti di coinvolgimento decisionale reale del territorio. Come amministratori registriamo le preoccupazioni di operatori e utenti di fronte a questi ritardi e al progressivo indebolimento di funzioni della rete sanitaria e assistenziale. Anche le nuove norme sull’accreditamento delle strutture recentemente varate da Regione Liguria – stanno creando perplessità perché rischiano di abbassare fortemente la qualità dei servizi per anziani e disabili, date le condizioni economiche imposte. Ma, nel frattempo, registriamo un milione di euro di costi in più per l’Asl a seguito della scelta dell’eliminazione della gestione diretta dei farmaci.
“Nel quadro che si sta delineando risulta urgente aprire la discussione con tutti i soggetti interessati per salvaguardare e rilanciare la rete socio sanitaria sul territorio. Occorre
una proposta aperta, di tutela dei cittadini e dei loro bisogni, che non sia calata dall’alto. Il territorio da tempo ha espresso idee e progetti in proposito: per questo lanciamo un ulteriore appello ad aprire un confronto reale sul piano di riforma che si attende da troppo tempo, mentre l’offerta si impoverisce.”