Published On: Sab, Lug 13th, 2013

Lunedi la March for jobs, a Washington

Lunedi 15 luglio a Washington c’è la manifestazione per il lavoro (March for jobs). Fin lì nulla di strano.
A parte che da noi non si fanno mai vere manifestazioni per il lavoro, questo mentre negli USA si creano anche 120.000 posti di lavoro in UN MESE.
No, noi non facciamo marce per il lavoro, a parte i sindacati, che però rischiano spesso di confondere la malattia col rimedio. Per esempio la sindacalista Camusso, molto diversa dal suo predecessore Di Vittorio (del quale ho conosciuto un nipote, che NON A CASO era un sottoproletario di San Lorenzo…) che continua a opporre garantiti e non-garantiti, occupati e disoccupati. La segretaria Cgil intervenendo alla trasmissione della Gruber -parlando della possibile delocalizzazione della Natuzzi- ha proposto di stoppare l’azienda con multe e divieti. Invece di fare in modo che un affittuario se ne vada nel palazzo di fronte dove per lo stesso appartamento paga la metà, la Camusso propone di aumentare l’affitto a chi non può più pagare la cifra, e vietargli di andarsene via. E’ così che il Paese fallisce e il lavoro sparisce…

Secondo aspetto, la Marcia per il lavoro a Washington è molto nera. Non nel senso fascista italiano, ma nel senso di afroamericani.
Terza stranezza: gli afroamericani yankee sfileranno per protestare contro gli emigrati ispanici, contro la possibile amnistia che, regolarizzando milioni d’immigrati clandestini, può influire sulla disoccupazione americana. Si tratta di gruppi conservatori o ultraconservatori,come la Black American Leadership Alliance (BALA). La regolarizzazione dei clandestini messicani e centroamericani comporterebbe infatti l’ingresso nel mondo del lavoro di  11 o 20 milioni di persone (numero esatto valutabile solo a posteriori). Il portavoce del BALA, Charles Butler, ha detto: «La nostra attuale politica migratoria consente l’ingresso nel Paese solamente a 125mila persone al mese. In aprile, sono stati creati 88mila posti di lavoro. In maggio, ne sono stati creati circa 120mila. Dove finirà il resto della gente? Finirà sulle spalle dell’assistenza pubblica a prendere sussidi dello Stato pagati dai contribuenti americani». In realtà il lavoro clandestino conviene anche a molti americani yankee, questo è vero, ma qui non interessava aprire una discussione sull’immigrazione, bensì sulle contraddizioni tra Usa e Italia…

Quarta stranezza: il numero dei nuovi posti di lavoro negli USA, ogni mese. Non saranno più il Bengodi, ma restano vivi e dinamici, neri o ispanici, conservatori o progressisti… Noi -e non parlo dei sindacati, che purtroppo, e male, difendono solo chi ha già il lavoro-, parlo dei sottooccupati, disoccupati, dei martirizzati delle partite Iva… NON facciamo marce per il lavoro. E’ strano.

washington march for jobs

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